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Intervista Alcaraz: “Jannik attento, tornerò n°1 al mondo…” il dualismo con Sinner e la gestione della pressione del tennista spagnolo

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Carlos Alcaraz non è il tipo da mettersi lì con carta e penna a fare calcoli sul ranking ATP. Lui preferisce lasciare che a parlare sia il campo. Ma una cosa è certa: nella sua testa c’è un obiettivo ben chiaro per i prossimi mesi — tornare numero 1 al mondo.

La delusione per la finale persa a Wimbledon sembra ormai archiviata. A Madrid, durante l’evento di presentazione del suo nuovo sponsor (l’ennesimo in un portafoglio che lo rende tra i più richiesti al pari di Jannik Sinner), lo spagnolo è apparso rilassato e sorridente, segno che il rientro a casa, il tempo in famiglia e qualche tuffo al mare a Murcia hanno fatto il loro effetto.

Ora però è tempo di ripartire. Salterà il Masters 1000 di Toronto, scelta già ufficializzata, ma il duello con Sinner riprenderà a Cincinnati. E lì, Carlos vuole tornare a far sentire la sua presenza.
Di seguito le parole di Carols Alcaraz che ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

RIPRENDERSI IL PRIMO POSTO IN CLASSIFICA: “L’anno scorso, dopo le Olimpiadi, ho fatto fatica a esprimermi e non ho realizzato grandi risultati. Quindi, d’ora in poi non avrò tanti punti da difendere fino alla fine della stagione. Darò il massimo nei prossimi tornei per conquistare il maggior bottino possibile. So che a Sinner non importa se avrà tanti punti da difendere, lui è un gran lottatore che gioca sempre per vincere e non si fa condizionare da questo. Ma io sono pronto per la sfida, in questo momento il mio primo obiettivo è riprendermi la prima posizione del ranking. Ora mi sto preparando per i tornei americani, in modo da arrivare al massimo della forma per gli Us Open.”

LA RIVALITA’ CON SINNER DOPO L’ERA DEI “BIG THREE”: “Le nostre sfide, come le ultime al Roland Garros e a Wimbledon, sono sempre molto attese. Più partite giocheremo contro e più persone coinvolgeremo in questo sport. Anche perché ogni volta che ci affrontiamo ci spingiamo entrambi oltre i nostri limiti.”

L’AMICIZIA CON SINNER FUORI DAL CAMPO: “Il tennis è uno sport particolare che permette di essere grandi rivali in campo e, allo stesso tempo, di rispettarsi. Io e Sinner siamo buoni amici, possiamo parlare di tante cose fuori dal campo. Io ho grande rispetto per lui, è una bella persona, sono sicuro che riusciremo sempre a mantenere questo rapporto.”

LA STAGIONE PASSATA: “Devo dire che la stagione è andata davvero bene. Ho fatto grandi cose, ho raggiunto molti degli obiettivi che mi ero posto all’inizio dell’anno, quindi sono felice di tutto quello che ho fatto in campo finora e spero di continuare così per il resto dell’anno.”

SU PARIGI: “Spesso ci penso e ancora non so come sia riuscito a ribaltare quella partita. La verità è che nello sport, ma non soltanto nello sport, devi continuare a crederci, a crederci fino in fondo. Il tennis è una strada lunga e impegnativa, e sei completamente solo con i tuoi pensieri. Quindi la chiave, nella finale del Roland Garros contro Jannik, è stata quella: pensare di poter vincere la partita, anche nei momenti più difficili, senza lasciarsi abbattere.”

E WIMBLEDON: “Jannik è stato straordinario. Io ho dato quello che potevo, e comunque sono contento del percorso fatto”.

L’APPROCCIO MENTALE PER ANDARE AVANTI: “Dipende tutto dall’approccio mentale. Per me si tratta solo di giocare a tennis, quindi non penso ad altro. Ogni volta che devo affrontare una partita, mi ricordo semplicemente che questo è il mio sogno ed è ciò che ho sempre voluto fare fin da quando ero bambino. È il modo più semplice per gestire tutta la pressione. Mi concentro solo sul gioco, e questo basta.”

LA SALUTE MENTALE ED IL MENTAL COACH: “Ce l’ho, da circa cinque anni ormai, e mi aiuta molto. Sento davvero la differenza rispetto al passato. Perché a volte mi vengono pensieri negativi, ma lei mi aiuta a gestirli. Mi ha dato dei consigli su come affrontare lo stress della partita, e la situazione è migliorata molto. Come ho detto, è tutto nella testa. Ma non è solo una questione mentale: dipende anche dalla partita, da come la affronti, da tutto.”

LA GESTIONE DELLA PRESSIONE DI MEDIA E FAN: “Cerco di non pensarci troppo, perché c’è stato un periodo in cui mi lasciavo davvero influenzare dalle critiche, e quello è stato un momento molto difficile. Quindi adesso cerco di non dare troppo peso a certe parole che vengono dette. In questi anni, poi, ho capito che conta ogni piccolo passo e che si può trarre insegnamento anche dalle sconfitte. Non è necessario essere fenomeni ogni giorno, l’importante è essere costanti e sforzarsi di migliorare. Sempre.”




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