Atletica leggera
Mondiali Atletica Tokyo 2025: Italia da record con 7 medaglie
I Campionati Mondiali di atletica leggera 2025 di Tokyo resteranno negli annali dello sport italiano. Con sette medaglie complessive, la spedizione azzurra ha superato lo storico bottino di Göteborg 1995 e ha chiuso al sesto posto nel medagliere mondiale a punti, davanti a potenze tradizionalmente più quotate. Sono caduti anche due record nazionali grazie ad Alessandro Scotti nei 400 metri e Nadia Battocletti nei 10.000.
Un risultato che conferma la crescita di un movimento solido, capace di portare ben 15 atleti tra i primi otto e di raccogliere 62 punti nella classifica a squadre.
La regina della squadra è stata Nadia Battocletti, che con due podi nel mezzofondo — argento nei 10.000 metri e bronzo nei 5.000 — si è consacrata definitivamente tra le big mondiali della corsa. Nei salti, l’impresa è arrivata da Mattia Furlani: appena vent’anni, oro nel lungo con 8,39 metri, un titolo che mancava all’Italia dai tempi di Fiona May e che lo proietta verso un futuro da protagonista assoluto. Sempre in pedana, Andrea Dallavalle ha conquistato un clamoroso argento nel triplo con un ultimo balzo da 17,64, segnale che il talento piacentino è ormai stabilmente nell’élite della specialità.
Sul fronte del fondo, Iliass Aouani ha regalato una delle sorprese più belle con il bronzo nella maratona, frutto di una condotta di gara intelligente e coraggiosa. Nei lanci, Leonardo Fabbri ha confermato il suo status internazionale con il bronzo nel peso, la sua seconda medaglia mondiale consecutiva. Ad aprire la rassegna era stata invece Antonella Palmisano, argento nella 35 km di marcia, ennesima conferma della sua longevità agonistica, anche se la delusione del ritiro nella 20 km ha impedito una doppietta che avrebbe reso il suo mondiale memorabile.
L’Italia ha firmato un record senza medaglie dei suoi campioni più attesi: Marcell Jacobs, Gianmarco Tamberi, Andy Díaz, Larissa Iapichino e Massimo Stano, segno di un gruppo di altissimi livello. Se Jacobs e Tamberi hanno pagato una condizione fisica non ottimale, Dìaz si è arreso a una pubalgia che quest’anno non gli ha lasciato tregua. Diverso il discorso di Iapichino, alle prese con la più classica delle “brutte giornate”, e di Stano ai box per un infortunio.
Però non è tutto oro quello che luccica perchè la percentuale di passaggio dei turni è scesa in modo netto. Nel 2022 la percentuale di azzurri che avevano superato le qualificazioni era stata del 51%, salita addirittura al 65% nel 2023, ma scese a Tokyo addirittura al 43% degli azzurri (24 atleti su 56). Un dato su cui riflettere.
Non bisogna dimenticare anche che se alcune specialità godono di ottima salute, come ad esempio il settore dei salti, il settore velocità ha faticato e non poco. E se in campo femminile si contano i giorni vedere in pista con i “grandi” la quindicenne Kelly Doualla, in campo maschile non si vedono all’orizzonte giovani con quelle potenzialità. Tra gli uomini c’è da ricostruire il settore del mezzofondo, con atleti che possano essere competitivi nei 5000 e 10000, distanze dove keniani ed etiopi non sono dominanti come qualche anno fa, e il settore dei lanci, visto che tra disco, giavellotto e martello gli atleti italiani sono quasi scomparsi.
La strada verso Parigi 2028 è tracciata, e mai come ora l’atletica azzurra sembra avere basi solide per restare tra le grandi potenze mondiali.
MONDIALI DI ATLETICA TOKYO 2025, RISULTATI
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