Motori
F1, chiarito il caso Piastri: ecco perché non riceverà penalità a Singapore
Il caso di Piastri senza penalità ha fatto discutere, ma ora la spiegazione è chiara. L’australiano della McLaren, durante il Gran Premio d’Azerbaigian, ha anticipato la partenza e i commissari gli hanno inflitto una penalità di 5 secondi. Un provvedimento standard per questo tipo di infrazioni. Tuttavia, il pilota non ha avuto modo di scontarla perché al primo giro è finito coinvolto in un incidente ed è stato costretto al ritiro.
Da qui il dubbio: perché la penalità non si è trasformata in una retrocessione sulla griglia del prossimo GP di Singapore?
Il regolamento di Formula 1 dà una risposta precisa. Quando un pilota riceve una penalità di tempo – come i 5 secondi assegnati a Piastri – e non riesce a scontarla a causa di un ritiro, la sanzione decade. In questi casi i commissari non la convertono in una penalità per la gara successiva.
Il discorso cambia se la sanzione riguarda altri tipi di infrazioni. L’esempio più noto riguarda Lewis Hamilton in Olanda: i commissari lo hanno investigato per violazioni durante il giro di ricognizione e in pit-lane. L’inglese ha avuto un incidente, ma il verdetto è arrivato solo dopo il ritiro. Per questo motivo Hamilton ha scontato la penalità a Monza con un arretramento in griglia.
Nel caso di Piastri la decisione era già definitiva e il regolamento non permette di trasferire quei 5 secondi a Singapore.
Questo episodio mostra come ogni tipo di infrazione in Formula 1 segua regole precise e come non tutte le situazioni possano essere trattate allo stesso modo.
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