Tennis
Il ciclo della rinascita, culminato con la Coppa Davis: il 2025 di Matteo Berrettini

Matteo Berrettini è entrato nel 2025 con una promessa: rimettere insieme i pezzi dopo un 2024 segnato da stop, ricadute e lampi di tennis ancora capaci di far tremare chiunque. Il nuovo anno lo ha visto ripartire con pazienza, scegliendo il ritmo giusto e inseguendo fiducia più che punti. Il romano ha iniziato il nuovo anno con buone sensazioni, arrivando fino ai quarti di finale a Miami e battendo avversari di spessore come Alex de Minaur. Nella stagione su terra però è arrivata la batosta. Dopo la grande vittoria su Zverev a Montecarlo, Berrettini ha subito un altra ricaduta che lo ha costretto a ritirarsi da Madrid, da Roma ed a saltare il Roland Garros. Il romano, rientrato a Wimbledon ha subito una dolorosa eliminazione al primo turno contro Kamil Majchrzak, che ha alimentato dubbi e pensieri di ritiro. L’estate ha portato un ulteriore stop, con il ritiro dagli US Open, lasciando la sensazione di un anno compromesso. Eppure, Berrettini ha saputo rialzarsi ancora una volta: in autunno, con la maglia azzurra, ha ritrovato fiducia e ha trascinato l’Italia verso un nuovo trionfo in Coppa Davis.
Da Gennaio a Miami: l’inizio di un buon Berrettini nel 2025
Il primo vero segnale è arrivato a Miami: Matteo ha messo insieme una settimana di livello, battendo Zizou Bergs e, soprattutto, Alex de Minaur con una prestazione che ha ricordato il Berrettini dei vecchi tempi, arrivando ai quarti di un Masters 1000 per la prima volta dopo tempo. Nel match con Taylor Fritz ha lottato fino allo stremo, annullando sei match point e perdendo solo al fotofinish. Nonostante quella sconfitta, sembrava che il tennis di Matteo fosse di nuovo competitivo contro i primi. Quelle giornate hanno rimesso carburante nel serbatoio mentale e tecnico, con il servizio a guidare e il diritto a costruire pressione costante.
L’erba amara: il ko a Wimbledon e la frattura emotiva
Dopo il ritiro a Roma e il forfait al Roland Garros, Berrettini è arrivato a Wimbledon con l’obiettivo di ritrovare continuità. Nel suo torneo preferito però è arrivata una sconfitta pesante al primo turno contro Kamil Majchrzak in cinque set. Nel post-partita, le dichiarazioni non sono state positive. “Sono stanco di rincorrere”, ha detto, lasciando intendere la possibilità di fermarsi. Più che il risultato, a colpire è stato il segnale di una crisi profonda, alimentata da un calendario che lui stesso aveva definito insostenibile. Wimbledon ha rappresentato il punto più basso della stagione. L’erba, superficie che lo aveva consacrato, si è trasformata in terreno di smarrimento.
Il rientro in gruppo e la vittoria in Coppa Davis
Dopo un lungo stop Matteo Berrettini è rientrato in asia ma solo con la maglia azzurra è riuscito ai ritrovare sé stesso. Berrettini ha vinto 3 partite consecutive, ai quarti, semifinale e poi finale di Coppa Davis 2025 a Bologna. Il tennista romano ha prima sconfitto Jurij Rodionov poi Raphael Collignon nella semifinale e in finale ha dominato Pablo Carreño Busta firmando il primo punto dell’Italia. È stato il suo riscatto da leader, insieme al suo ex allievo Flavio Cobolli ha conquistato la sua seconda Coppa Davis. L’Italia ha alzato l’insalatiera per la terza volta consecutiva, la quarta della storia, e Matteo ha ritrovato sé stesso nel contesto che gli ha sempre dato forza. Nel 2026 Matteo proverà a ritrovare continuità se il fisico glielo permetterà. L’obiettivo è quello di limitare gli infortuni e cercare di risalire nel ranking ATP.
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