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John Cena dice addio alla WWE: la fine di un’era che ha segnato il Wrestling

Ci sono wrestler e poi ci sono simboli. John Cena simbolo lo è diventato sin dal suo esordio, il 27 giugno 2002: quel “Ruthless Aggression” (aggressività spietata) gridato in faccia a Kurt Angle, colpì talmente tanto la compagnia da dar vita alla “Ruthless Aggression Era”. Compagnia della quale John Cena è stato il volto per oltre 20 anni, nei panni di rapper, supereroe e lottatore invincibile, togliendosi “lo sfizio” durante il suo tour d’addio, di indossare anche i panni del cattivo per un breve periodo. Una carriera che gli è valsa il soprannome di G.O.A.T (Greatest of all time – Migliore di tutti i tempi), nella quale conta 17 titoli mondiali, più di chiunque altro.
Il tempo passa per tutti, anche per le icone e quello di John Cena in WWE (come lottatore) è giunto al capolinea: nella puntata di Saturday Night Main Event del 12 dicembre, il wrestler di West Newbury, Massachusetts ha combattuto per l’ultima volta contro Gunther, lottatore austriaco, tra i nomi di spicco della WWE attuale. Cena ha perso l’incontro, sconfitto per sottomissione. Un finale che ha scioccato ancor di più i suoi fan, già impegnati a far fronte a mille emozioni contrastanti tra loro. Tra gli slogan più famosi di John Cena infatti, troviamo quel “Never Give Up” (mai cedere) sempre stampato nelle sue magliette, tanto che in carriera non “cedeva” dal 2004, vittima dell’Angle Lock di Kurt Angle.
Quindi il diciassette volte campione del mondo se ne va così, cedendo?
L’epilogo del suo ultimo incontro non è altro che la chiusura perfetta di un cerchio: John Cena non ha ceduto, ha voluto cedere. Lo si nota da quel sorriso, simile nel significato a quello di Gold D. Roger nella prima scena di One Piece, prima della sua esecuzione o di V, protagonista di V per Vendetta, prima di andare incontro alla fine. Il sorriso di chi va via sereno, soddisfatto per aver dato tutto, senza nessun rimpianto.

Dopo il match spazio ai saluti finali: i campioni del Mondo Cm Punk e Cody Rhodes gli rendono tributo porgendogli le cinture, proprio come il leader della Cenation insieme a Batista aveva fatto nel 2005 con Hulk Hogan, leggenda del wrestling recentemente scomparsa. Poi diversi elementi del roster raggiungono il bordo del ring e insieme ad altri campioni del passato fanno partire la standing ovation. Un fischiatissimo Triple H, ex lottatore e ora a capo della direzione esecutiva, abbraccia Cena e fa partire un filmato celebrativo. Inchino finale, classico saluto militare e sipario sotto i cori “Thank You Cena” di tutta l’arena.

Si chiude dunque un capitolo non solo sportivo, ma della storia moderna: basti pensare al 1° maggio 2011. Mentre Obama annunciava in TV l’uccisione di Osama bin Laden, molti americani non venivano raggiunti immediatamente dalla notizia, perché i social erano ancora marginali. Quella sera a WWE Extreme Rules a Tampa, John Cena conquistava l’ottavo titolo battendo The Miz. Poco dopo, ancora sudato, salì sul tavolo dei commentatori e informò il pubblico della morte di Bin Laden. Il suo intervento diventò fondamentale per trasmettere in tempo reale un evento storico, mescolando spettacolo e realtà. Concludendo con patriottismo, dichiarò: “Sono estremamente orgoglioso di essere americano”.
L’amore per John Cena non conosce confini, detiene infatti il record di desideri esauditi (più di 650), realizzati tramite l’organizzazione Make-a-Wish che aiuta i bambini malati a realizzare i propri sogni.Divenuto anche parte della cultura di massa, sono diversi i calciatori che nelle loro esultanze hanno replicato il celebre “You Can’t See Mee” di Cena: Fabrizio Miccoli non ha mai fatto mistero della sua passione per la WWE, e insieme al gesto con le mani, a volte dopo aver segnato indossava addirittura la maschera appartenente ad un altro wrestler: Rey Mysterio. Non solo Miccoli, anche Rodrygo stella del Real Madrid, Neymar o in tempi più recenti Kephren Thuram hanno esultato come il GOAT del wrestling.

Un ritiro che lascia con gli occhi lucidi qualsiasi appassionato della WWE, chi è nato negli anni ‘90 è cresciuto insieme al wrestler americano diventato poi celebre anche grazie alla sua carriera da attore. Visto il suo ultimo match, non ci resta dunque che aspettare il suo prossimo film, utile tutt’al più a colmare la mancanza nei suoi confronti.
Thank You, Cena.
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