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Serie A

Juventus, offerta Tether da 1,1 miliardi a Exor: chi è il colosso delle stablecoin

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JUVENTUS (foto Maurizio Valletta)

Tether irrompe sulla scena e prova a riscrivere gli equilibri della Juventus. La società attiva nel mondo delle stablecoin, già secondo azionista del club, ha recapitato a Exor un’offerta vincolante e non sollecitata per acquistare il 65,4% delle azioni bianconere oggi in mano alla holding degli Agnelli. La proposta fissa il prezzo a 2,66 euro per azione e valuta la Juve circa 1,1 miliardi di euro, con un premio superiore al 20% rispetto alle quotazioni di Borsa di metà dicembre. Un’offerta “cash only”, senza ricorso al debito, con tempi strettissimi: Exor dovrà decidere entro il 22 dicembre. Il confronto con il recente passaggio di proprietà del Milan, ceduto per 1,2 miliardi nel 2022, alimenta però più di una perplessità sulla congruità della cifra, soprattutto considerando che la Juventus possiede lo Stadium, asset strategico che allora i rossoneri non avevano.

Chi è Tether?

Tether è uno dei nomi chiave del mondo delle criptovalute. Fondata nel 2014, è la società che emette USDT, la stablecoin più utilizzata al mondo, ancorata al dollaro e pensata per offrire stabilità negli scambi digitali. Con una capitalizzazione che supera i 100 miliardi di dollari, USDT è diventata uno strumento centrale nei mercati crypto globali. Guidata dal CEO Paolo Ardoino, Tether genera utili miliardari grazie alle riserve investite soprattutto in titoli di Stato e negli ultimi anni ha avviato una strategia di investimenti diretti fuori dal settore crypto. Tecnologia, media, energia e sport sono i nuovi fronti di espansione, in un percorso che punta a trasformare Tether in un attore finanziario globale a tutto tondo.

La strategia di Tether per la Juventus

Tether rivendica solidità finanziaria e visione industriale: in caso di via libera, scatterebbe un’OPA obbligatoria sul flottante allo stesso prezzo, accompagnata dalla promessa di investimenti per circa un miliardo di euro tra rafforzamento della squadra e nuovi progetti di business. L’operazione resterebbe comunque subordinata agli accordi definitivi e alle autorizzazioni di rito. La proposta è arrivata anche sul tavolo del CdA juventino, in nome della trasparenza. Ma dagli ambienti vicini a Exor filtra freddezza: la holding starebbe valutando di non dare seguito all’offerta. Il futuro della Juventus, almeno per ora, resta sospeso tra finanza e strategia.




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