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Calcio

Lecce-Como 0-3: lezione di calcio di Fabregas a Di Francesco, Nico Paz si prende la scena!

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Lecce-Como pagelle

PAGELLE LECCE-COMO – L’ultimo sabato dicembrino della Serie A ha riservato Lecce-Como, uno dei cinque anticipi della diciassettesima giornata di questo campionato. Il verdetto, riservato dal “Via del Mare“, è stato, però, impietoso. I ragazzi di Cesc Fabregas, oggi guidati da Marco Cassetti, hanno battuto gli uomini di Eusebio Di Francesco per 0-3. La “saetta” di un applauditissimo Nico Paz, il tap-in di Jacobo Ramón e il diagonale di Tasos Douvikas hanno determinato il tris, materializzatosi rispettivamente al 20′, al 66′ e al 75′. Con questo risultato i lariani si portano momentaneamente al 6° posto in classifica con 27 punti, a sole 3 lunghezze dal Napoli 4°. Brusca frenata per i salentini, che rimangono fermi in 16^ posizione con 16 unità. Fatta questa premessa, di seguito sveliamo le pagelle di Lecce-Como.

LECCE-PISA, LE PAGELLE DEI GIALLOROSSI

Falcone 5,5: valutando l’andamento della sua stagione e la continuità di parate decisive, piange un po’ il cuore valutarlo insufficientemente. Ma quando affronti uno dei giocatori più forti del campionato, non puoi farti trovare leggermente fuori dai pali. La deviazione, che assume la traiettoria del tiro di Nico Paz, è un aggravante, se possibile.

Danilo Veiga 5: le sue zone vengono calpestate poco dagli esterni del Como. Nonostante ciò entra di diritto nella cronaca dei demeriti: il secondo delle tre realizzazioni blucelesti viene favorito dal mancato appostamento in marcatura del 17 giallorosso su Jacobo Ramón.

Siebert 5: in assenza di Gaspar, guida senza affanni il reparto difensivo. Anzi, addirittura si riscopre come uno degli uomini più pericolosi della squadra di Di Francesco. È lui che “scalda” i guantoni di Butez agli albori della ripresa sugli sviluppi di un calcio di punizione. Tutto bello, anche fin troppo. Quello che combina tra il 66′ e il 75′ “ammazza” i suoi: il mancato anticipo sul tap-in di Diego Carlos propizia il raddoppio ospite, che diventa tris per una diagonale totalmente errata su Douvikas. Decisivo. Al contrario.

Tiago Gabriel 6: il livello dell’avversario si alza. Il Como non è né il Pisa affrontato prima di Natale né la squadra della parte iniziale dello scorso campionato. Figurarsi Nico Paz. Eppure lo limita con una pulizia negli interventi da ammirare. Il tackle, con cui arresta la sua percussione centrale al 6′, è la cartolina di una prestazione di livello. Magari è ancora un po’ presto per il salto in una big, ma la strada è senza dubbio quella giusta.

Gallo 6: intelligente nel capire quando aiutare i suoi compagni di difesa, bravo anche nel sapersi sganciare. È così che coglie l’opportunità di andare al tiro in porta al 53′: il suo diagonale esce fuori di un soffio e poteva riscrivere la storia di un match severo con la sua squadra, ma non con lui.

Kaba 5: che l’avvolgente possesso palla del Como potesse disorientare la fase di contenimento il numero 77 dei salentini, poteva essere uno scenario anche nettamente preventivabile. Il piattone destro, con cui “imbocca” la facile presa di Butez in piena area di rigore al 45′, è un errore cruciale che non ammette giustificazioni. Fa rimpiangere Coulibaly. Anche di tanto.

Ramadani 5: ok, sulla saetta di Nico Paz c’era fallo. Quasi sicuramente la gomitata subita in pieno collo doveva costituire materiale per l’annullamento postumo della rete. Poi, però, si sono susseguiti 73 minuti da quella prima svolta. 73 minuti dove non la becca mai. (Dal 93′ Gorter s.v.).

Maleh 5: c’è una differenza tra lui e Kaba. Il suo collega di nevralgia si rende protagonista quantomeno di un tiro in porta. Lui non riesce a produrre nemmeno quello. Poco funzionale e assente dalla partita. (Dal 69′ N’Dri s.v.).

Pierotti 5: sembra essere piombato in un “letargo tecnico” da cui fa veramente fatica a uscire. Dopo sei minuti rischia di mettere in moto Nico Paz con un’accelerazione potenzialmente letale. Dopo il primo quarto di gioco dimostra di non avere senso della posizione nel ricevere il pallone nella zolla corretta e di toccare un po’ troppo il pallone, finendo per perderlo. (Dal 79′ Sala s.v.).

Stulic 4: due settimane fa subentrava dalla panchina e decideva il delicatissimo scontro salvezza contro il Pisa. I primi applausi sembravano essere il preludio a una storia fatta di altri goal e altre gioie da riservare ai tifosi del Lecce. La versione inconcludente, che ha connotato il primo semestre italiano del serbo, è tornata. Più prepotente e abulica che mai. Ciò che impressiona in negativo è soprattutto la mancanza di reattività che ne pregiudica qualsiasi sua mossa. (Dal 69′ Camarda 5: subentra senza cambiare la storia della partita e del ritmo offensivo sterile dei padroni di casa.).

Sottil 7: l’unica chiave di volta tattica di una partita dominata dal Como è il coinvolgimento del numero 23 giallorosso. Grazie alla sua velocità, il Lecce acquisisce imprevedibilità e superiorità numerica. Questi due elementi si traducono nella prima e unica clamorosa occasione del primo tempo allo scoccare del 45′: il suo strappo con conseguente arresto sulla linea di fondo campo viene susseguito da un cioccolatino. Un Kaba in versione “bambino” spreca malamente e dimostra di aver mancato l’appuntamento. Non si può dire lo stesso di Sottil. (Dal 79′ Helgason s.v.).

Di Francesco 5

LECCE-COMO, LE PAGELLE DEI BLUCELESTI

Butez 6; Smolcic 5,5 (Dal 46′ Van der Brempt), Ramón 7, Diego Carlos 6 (79′ Kempf s.v.), Moreno 6; Perrone 6,5, Da Cunha 6,5; Vojvoda 5,5 (84′ Baturina s.v.), Nico Paz 7,5 (Dal 91′ Le Borgne s.v.), Rodríguez 6 (78′ Kuhn s.v.); Douvikas 7,5. Allenatore: Cassetti 7.




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