Ciclismo
Ciclismo, una follia fuori dallo sport: spari verso la Sc Padovani

Quanto successo in Val d’Adige va oltre il ciclismo e oltre qualsiasi logica civile. Durante un allenamento invernale della Sc Padovani, un’auto si è affiancata al gruppo di corridori e il conducente ha esploso due colpi di pistola in loro direzione, per poi dileguarsi. Nessuno è rimasto ferito, ma lo shock è stato enorme. Un episodio gravissimo che, per puro caso, non si è trasformato in tragedia.
Allenarsi non dovrebbe essere un rischio
La squadra si allenava in un contesto controllato, con atleti divisi in piccoli gruppi, seguiti dalle ammiraglie e su una strada ampia e poco trafficata, scelta proprio per ridurre i rischi. Tutto era stato organizzato con attenzione, dall’orario ai percorsi. Nonostante questo, l’agguato ha lasciato atleti e staff sotto choc e ha costretto la società a raccogliere prove e testimonianze per sporgere denuncia.
Una strada che non tutela chi pedala
Questo episodio non è isolato. Negli ultimi mesi altri corridori della Sc Padovani sono stati vittime di aggressioni e incidenti causati da automobilisti. Il problema è evidente: manca rispetto per chi si allena e lavora sulla strada. Il ciclismo non può diventare un’attività pericolosa per colpa di comportamenti irresponsabili. Servono più attenzione, più educazione e una cultura diversa della convivenza su strada. Perché allenarsi non dovrebbe mai significare rischiare la vita.
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