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Fullkrug: vi dico perché ho scelto il Milan

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Presentazione, con piacevole sorpresa, a Casa Milan del nuovo attaccante dei rossoneri.

Sul Milan Il giocatore ha spiegato di essere rimasto colpito dalla qualità del gruppo rossonero, definendolo un ambiente sano, unito e ricco di energia. Dopo la vittoria contro il Cagliari, ha percepito un entusiasmo quasi sorprendente in positivo, un segnale chiaro della forza dello spogliatoio in cui è arrivato. È convinto di potersi integrare rapidamente e di poter dare un contributo concreto alla squadra, ritenendo questo il momento ideale per approdare al Milan.

Sull’arrivo in rossonero Ha raccontato che l’inserimento è stato immediato grazie all’accoglienza dei compagni, descritti come un gruppo carico di energia e molto positivo. Fin dai primi allenamenti ha cercato di dare il massimo. Riguardo al numero 9, ha ammesso che per lui rappresenta soprattutto il gol: non lo ha quasi mai scelto in carriera, se non in Nazionale, ma lo indossava da bambino. È consapevole del peso storico che questo numero porta al Milan e spera di esserne all’altezza.

Sull’esordio a San Siro Ha ricordato di aver già giocato a San Siro due anni fa con il Borussia, ma ha sottolineato come l’atmosfera sia qualcosa di unico. Ha parlato del club come di una realtà circondata da un’aura speciale, e indossare la maglia rossonera come di un’esperienza quasi magica. Si è detto orgoglioso e grato per questa opportunità. Avrebbe voluto coronare la serata con un gol decisivo, ma resta fiducioso per le prossime partite.

Sulle sue caratteristiche Ha spiegato di seguire la Serie A da tempo e di conoscere bene il modo di giocare del Milan. Ritiene di poter portare caratteristiche diverse rispetto agli altri attaccanti della rosa, in particolare presenza fisica e capacità di occupare l’area. È convinto che questo possa essere utile alla squadra. Sa che dovrà lottare contro difensori tosti, ma si sente pronto a farlo e a sacrificarsi per il bene del gruppo.

Sul possibile tridente L’attaccante ha preferito non entrare nei dettagli delle indicazioni ricevute da Allegri, sottolineando però la grande esperienza del tecnico e la sua capacità di modellare il sistema di gioco in base alle caratteristiche dei giocatori. Ha ammesso che, in questo momento, l’idea di un tridente offensivo potrebbe essere una soluzione percorribile, ma la priorità resta una sola: conquistare i tre punti per restare nelle zone alte della classifica.

Su Ibrahimovic Ha raccontato di aver già avuto modo di scambiare qualche parola con Zlatan, un giocatore che ha ammirato a lungo durante la sua crescita. Lo considera un attaccante completo, capace di unire qualità diverse ai massimi livelli. Da lui ha già ricevuto consigli preziosi e indicazioni su ciò che ci si aspetta dal suo rendimento.

Sui compagni e sulla scelta del Milan Ha elogiato la qualità della rosa, soffermandosi in particolare su Luka, con cui aveva incrociato il cammino nella finale di Champions di un anno e mezzo fa. Ne apprezza la tecnica, la visione e la solidità anche in fase difensiva. Crede di poter costruire un’ottima intesa con terzini e ali, grazie alle loro caratteristiche. Ha poi spiegato che l’Italia ha sempre avuto un fascino speciale per lui, anche per la tradizione degli attaccanti tedeschi che hanno brillato in Serie A, da Klose a Völler fino a Bierhoff. Proprio con quest’ultimo e con Rudi ha parlato del trasferimento, ricevendo incoraggiamenti e complimenti. Ritiene che il campionato italiano si adatti bene alle sue qualità e che il Milan fosse un’opportunità impossibile da rifiutare.

Sul sogno scudetto e sull’episodio del rigore Ha preferito mantenere i piedi per terra, indicando come obiettivo realistico il ritorno in Champions League dopo la mancata qualificazione della scorsa stagione. Per lui conta solo la prossima partita, senza guardare troppo avanti. Più vittorie arriveranno, più cresceranno le ambizioni. Riguardo al presunto rigore, ha spiegato di aver percepito il contatto con l’avversario ed era convinto che l’episodio sarebbe stato rivisto. Pur riconoscendo che alcune decisioni non sono state favorevoli, non ha voluto puntare il dito contro l’arbitro, parlando piuttosto di episodi sfortunati.

Sull’esperienza in Premier League Ha ricordato come le sue stagioni con Werder, Borussia e Nazionale fossero state molto positive, con gol e assist continui, un livello al quale desidera tornare. L’avventura al West Ham, invece, è stata più complicata: un cambiamento importante, aggravato dall’assenza di una vera preparazione estiva a causa degli Europei. Ora però sente di essere sulla strada giusta. Ha elogiato il lavoro dello staff medico del Milan, che lo sta aiutando a ritrovare la miglior condizione. Le sensazioni sono ottime e si dice convinto che i gol arriveranno, anche se non vuole fissare numeri. L’unica cosa che può controllare, ha ribadito, è la sua disciplina e il suo impegno quotidiano.

Poi ha scherzato sul fatto che in caso di vittoria del ventesimo scudetto e della seconda stella non metterà un dente d’oro al posto del buco che ha nella dentatura: ” è una mia caratteristica”. I tifosi rossoneri sperano sicuramente a fine campionato di vedere il suo grande sorriso.

Presenti in sala anche Furlani e Tare.




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