Calcio
Lecce-Roma 0-2: il tandem Ferguson-Dovbyk regala la Champions (momentanea) ai giallorossi!

LECCE-ROMA PAGELLE – L’ultima giornata del girone d’andata della Serie A 2025-2026 è amara per il Lecce. Al Via del Mare arrivava la Roma di Gian Piero Gasperini, che, però, non ha fatto sconti. I ragazzi di Eusebio Di Francesco, oggi guidati da Fabrizio del Rosso, hanno perso 0-2. Le reti di Evan Ferguson e di Artem Dovbyk permettono ai capitolini di vincere questo “derby giallorosso“. Con il successo odierno la Lupa si issa nuovamente al 4° posto in classifica con 36 punti, in attesa della risposta della Juventus contro il Sassuolo. Per i salentini quello casalingo è un K.O. che non altera la propria posizione di graduatoria in zona salvezza: i pugliesi rimangono diciassettesimi con 17 unità. Conservate le 5 lunghezze di vantaggio sulla Fiorentina terzultima. Fatta questa premessa andiamo a leggere le pagelle di Lecce-Roma.
LECCE-ROMA, LE PAGELLE DEI SALENTINI
Falcone 6.5; Veiga 5; Gaspar 5; Tiago Gabriel 5,5; Gallo 5; Kaba 6 (Dal 75′ Helgason s.v.); Ramadani 5,5 (Dal 64′ Gorter 5,5); Maleh 5,5; Sottil 5 (Dal 55′ Pierotti 5); Camarda 5,5 (Dal 64′ Stulic 5,5); Banda 6 (Dal 46′ N’Dri 6.5). Allenatore: Di Francesco 5,5.
LECCE-ROMA, LE PAGELLE DEI GIALLOROSSI
Svilar 6: spettatore non pagante. Praticamente non compie un intervento degno di essere chiamato tale.
Çelik 6,5: con il compito di “svegliare” Svilar con semplici retropassaggi, trova modo di far parlare di sé in proiezione offensiva. Va premiata la sovrapposizione con annessa sterzata e traversone rasoterra attraverso la quale crea i presupposti per il mancato raddoppio di Ferguson.
Ziólkowski 6,5: non ha difficoltà a contenere i timidi fastidi arrecati da Camarda. La gestione difensiva del centrale polacco non è costituita da affanni, anche se potrebbe essere un po’ più disinvolta. Questo aspetto, però, emerge con gli interessi a inizio ripresa: il suo tackle sbarra la strada a un N’Dri, entrato in campo con un’elettricità differente rispetto a Banda.
Ghilardi 5.5: lo scarso impiego dal 1′ in questa stagione si fa sentire e si nota anche. Sembra quasi impacciato sia nel posizionamento che nella determinazione delle sue scelte tecniche. Non gliene si può fare di certo una colpa, ma non si può fare finta di niente.
Wesley 6: il brasiliano fa molto movimento senza palla, occupando ordinariamente la propria fascia di competenza. Quando entra a contatto con il pallone, però, è quasi privo di spunti che lo aiutino ad avere la meglio nel confronto diretto con Gallo. Si limita al compitino, da cui riesce ad emergere solo al 62′: il suo tirocross per Dybala merita di essere citato, perché è il preludio al goal della sicurezza.
Pisilli 6,5: tocca pochi palloni, ma quelli che indirizza sono oro colato per i propri compagni. Probabilmente quello scagliato al 71′ voleva essere un tiro. Nella realtà dei fatti, però, si tramuta in un’assistenza che Dovbyk concretizza con un piatto vincente. Essenziale.
Koné 5,5: irruento e, a tratti, sbadato. Il centrocampista transalpino innalza un po’ troppo la “cattiveria” dei suoi interventi fallosi e, soprattutto, rischia di creare le basi del pareggio leccese agli albori dell’ora di gioco. Quello stop lisciato su disimpegno amico è un errore da matita rossa, che, solo un Pierotti in versione famelica di reti sbagliate non riesce a sfruttare.
El Shaarawy 6: la sua è una partita volta grande sacrificio. Si distingue soprattutto nel fare densità in fase difensiva. Ciò, però, non lo esenta totalmente dall’attaccare. C’è anche il suo zampino – tradotto in scorribanda palla al piede – nella manovra che porta i suoi a un passo dallo 0-2. (Dal 60′ Tsimikas 6: ordinaria amministrazione.).
Cristante 6: il capitano della Roma si preoccupa più di amministrare gli equilibri a centrocampo, lasciando libero Koné di potersi inserire al posto suo. Nel complesso, il lavoro è da considerarsi sufficientemente positivo. Da buon leader tiene dritta la barra della nevralgia giallorossa.
Dybala 7: “chi non ama il mancino di Dybala ha dei problemi con i sentimenti”. L’assist con cui la Joya smarca Ferguson per la rete dello 0-1 capitolino è un concentrato di intuizione, brio e calibrazione tecnica. Tutte attitudini che dimostrano come Lele Adani avesse ragione. (Dal 79′ Soulé: s.v.)
Ferguson 7: implacabile, freddo e, soprattutto, preciso laddove serve. Basta questo saggio di qualità del numero 11 giallorosso per incanalare la partita a favore della Roma. Una Roma che diventa sempre sua a partire dal 14′ della sfida del Via del Mare. (Dal 60′ Dovbyk 7: non è da meno rispetto al suo collega di reparto. Si iscrive al tabellino dei marcatori come un rapinatore d’aria di rigore – Dall’86’ Romano: s.v.).
Gasperini 6,5
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