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Serie A

Allegri: il Milan deve tornare a vincere a San Siro contro il Lecce

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Allegri Coppa Italia
foto di Maurizio Valletta

La conferenza stampa di Massimiliano Allegri in vista della partita di domani sera a San Siro contro il Lecce si è aperta con un momento di cordoglio dedicato alla scomparsa di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina. L’allenatore ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza alla famiglia del presidente viola: «Innanzitutto, sentite condoglianze alla famiglia Commisso. Il calcio ha perso un uomo di sport, appassionato, che ha fatto tanto e bene per la Fiorentina. Sentite condoglianze alla famiglia». Un pensiero semplice ma sentito, che ha dato il tono umano all’inizio dell’incontro con i media.

Archiviato il momento di raccoglimento, l’attenzione si è spostata sulla prossima sfida contro il Lecce, una gara che arriva dopo la trasferta positiva di Como. L’allenatore ha sottolineato l’importanza di dare continuità ai risultati: «Il Lecce viene da due ottime prestazioni: in casa col Parma era in vantaggio e contro l’Inter ha fatto molto bene, soffrendo il giusto. È una squadra in buona condizione fisica. Per noi è una partita molto importante, prima di tutto perché bisogna tornare a vincere in casa. A San Siro torneremo il 22, prima avremo solo trasferte. Domani dobbiamo dare seguito al bel risultato ottenuto a Como, altrimenti ciò che è stato fatto rischia di cadere».

Capitolo infermeria: il tecnico ha fatto il punto sulle condizioni dei giocatori. «Pavlovic difficilmente ci sarà: fino a ieri non riusciva nemmeno a colpire di testa. Gimenez è ancora fuori. Gli altri stanno tutti bene». In vista dei prossimi impegni ravvicinati, sono previsti diversi cambi: «Giochiamo giovedì e poi domenica, quindi ci saranno rotazioni. L’importante è avere la voglia di arrivare all’obiettivo, perché è quello che conta davvero».

L’allenatore ha poi ribadito la chiarezza del traguardo stagionale: «Al Milan è chiaro a tutti che l’obiettivo è raggiungere le prime quattro posizioni per giocare la Champions. Ci sono state partite fatte bene e altre meno, ma bisogna comunque ottenere il risultato. La lettura della partita è fondamentale: a Verona e Cagliari non è andata come volevamo, mentre con il Genoa abbiamo fatto una buona gara. Nel calcio capita anche di non segnare, ma l’obiettivo resta chiaro».

Uno degli argomenti è stato Mike Maignan, spesso considerato tra i migliori portieri al mondo. L’allenatore ha preferito mantenere un profilo prudente: «Non lo so, di portieri non me ne intendo tanto. È importante: è il capitano del Milan, un calciatore internazionale che serve per mantenere il livello alto. La responsabilità è loro e non degli altri. Le parate che fa sono la normalità, perché il suo livello è molto alto». Un riconoscimento chiaro del valore del francese, pur senza entrare in classifiche personali.

Spazio poi a Youssouf Fofana, apprezzato per atteggiamento e disponibilità: «È sempre disponibile, ci dà dentro anche quando parte dalla panchina. A volte va bene, a volte no, ma la cosa più importante è che sia sempre a disposizione della squadra».

Non poteva mancare un commento sulle recenti dichiarazioni di Cesc Fabregas e sul tema della “fortuna” del Milan, spesso citato da alcuni osservatori. L’allenatore ha risposto con equilibrio: «La fortuna è una componente della vita: più ce l’andiamo a cercare, meglio è. Dire che il Milan è fortunato è una mancanza di rispetto per chi lavora qui. La squadra ha l’umiltà di capire i propri limiti e migliorare. Fabregas è un allenatore giovane che ha fatto tantissimo, portando il Como in alto. Avrà una grande carriera. Loro hanno interpretato bene la partita, noi meglio nel secondo tempo, dove abbiamo fatto tre gol e difeso bene».

Sul possibile impiego di Saelemaekers come terzino, il tecnico ha lasciato la porta aperta: «A volte lo ha fatto, ma abbiamo anche Athekame che è entrato molto bene. Ora pensiamo al Lecce, vincere non sarà facile».

Capitolo Rafael Leao, uno dei talenti più discussi della rosa: «Dipende da lui. Quest’anno va per i 27: per un giocatore come Leao essere decisivo dovrebbe essere la normalità. Deve migliorare la condizione: si mette a disposizione, ma non è ancora al meglio».

Infine citiamo un passaggio sul rinnovo di Maignan e sulla filosofia societaria: «La società è ambiziosa e deve puntare alla Champions ogni anno, per motivi tecnici ed economici. Sono molto contento dei giocatori che abbiamo: stanno migliorando anche negli allenamenti. Odogu, se dovesse giocare, farebbe una buona prestazione. Far arrivare giocatori che non servono o non migliorano la rosa non ha senso».

Una conferenza ricca di spunti, che conferma la linea dell’allenatore: pragmatismo, fiducia nel gruppo e attenzione agli obiettivi stagionali.




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