Coppa Italia
L’Atalanta sorprende la Juve e approda in semifinale: Scamacca, Sulemana e Pasalic stendono Spalletti

Oggi, giovedì 5 Febbraio, alle ore 21:00, è andata in scena la sfida dei quarti di finale della Coppa Italia tra l’Atalanta e la Juventus: ecco le pagelle degli orobici.
La cronaca
Thuram, dopo trenta secondi, crea il primo pericolo bianconero ma, in estirada, non inquadra la porta. La Dea, dopo un inizio claudicante, alza i giri del motore ma è la Juve, con David, a rendersi pericolosa mancando, però, l’appuntamento con il gol. Al 19′ Conceicao viene fermato prima da Carnesecchi e successivamente dalla traversa. Al 24′ il Var richiama Fabbri per valutare il tocco di mano di Bremer sul cross di Ederson. L’arbitro concede il rigore poi trasformato da Scamacca. Risposta forte della Juve che con Bremer sfiora l’immediato pareggio.
I bianconeri tentano di riaprire il match con voglia e veemenza ma peccano di qualità nelle ultimi scelte. Per la Dea, invece, si aprono spazi invitanti in contropiede. Spalletti inserisce Boga per provare a scardinare la difesa avversaria. McKennie, al 64′, gira a lato dopo un movimento da prima punta e, poco dopo, testata imprecisa di Kelly. Ingresso super dell’ex Nizza che ha rivitalizzato l’attacco bianconero. Sulemana, neo-entrato, chiude i conti in scivolata sorprendendo la difesa bianconera. C’è spazio anche per il 3-0 con Pasalic che infila per la terza volta Perin.
Ecco le pagelle della Dea di Atalanta-Juventus.
I voti della Dea
Carnesecchi 6,5: Bravissimo a chiudere le porte a Conceicao. Rimane sempre centrato nelle uscite e negli interventi complicati.
Scalvini 6 (Kossounou sv): Applicato e composto. Legge bene le situazioni e gioca con ordine. Dà una mano, quando serve, al duo Zappacosta-De Kaetaelare per creare superiorità numerica in attacco.
Djimsiti 6: Presidia la zona centrale della difesa con attenzione non facendosi sorprendere. Prestazione solida, affidabile e senza fronzoli.
Ahanor 5,5: Appare distratto in alcune letture e va in affanno quando viene puntato da Conceicao. Nel complesso soffre più del dovuto nonostante la sua eleganza nella conduzione palla.
Zappacosta 6,5 (Bellanova 6,5, ottimo impatto sulla gara): Spinge con continuità sulla fascia con corsa da quattrocentista ma manca la qualità quando arriva sul fondo per crossare. Giocatore prezioso per la Dea.
Ederson 5,5: Si fa notare solo in occasione del calcio di rigore fischiato da Fabbri dopo la revisione Var. Stranamente non riesce a dare il giusto ritmo al centrocampo faticando anche in fase difensiva.
De Roon 6,5: Cuore e gamba al servizio della squadra. Corre per due, ringhia quando serve e dà equilibrio al centrocampo. Indispensabile nello scacchiere di Palladino.
Bernasconi 6: Svolge il suo compito con ordine e disciplina. Non brilla, ma è sempre presente nei momenti che contano. Offre un grande supporto sia in attacco che in difesa.
De Ketelaere 6,5 (Pasalic 6,5, trova il 3-0): Parte forte, con giocate raffinate e una visione di gioco che illumina l’attacco. Poi però, con il passare dei minuti, perde un po’ di lucidità impattando sulla difesa avversaria. Rimane, comunque, il faro del gioco orobico.
Scamacca 6,5 (Sulemana 7, chiude i conti al Gewiss): Lotta in maniera maschia con Bremer perdendo, però, il duello. Fatica a trovare la giusta mattonella per poter incidere. Ha il merito di sbloccare il match dal dischetto spiazzando Perin.
Raspadori 5 (Krstovic sv): Prestazione evanescente condita con errori banali. Prova a legare il gioco ma viene ingabbiato dalle marcature avversarie. Nei rari casi in cui si fa trovare libero, sbaglia completamente le scelte.
All. Palladino 7,5: La Dea, con una notte indimenticabile, supera la Juve con il rigore di Scamacca, la scivolata di Sulemana e il colpo da biliardo di Pasalic che spianano la strada verso la semifinale di Coppa Italia. Gara gagliarda degli orobici che, adesso, aspetteranno la vincente di Bologna-Lazio. Pian pian, Palladino sta rialzando le prestazioni dell’Atalanta riportandola ai vertici del calcio italiano dopo la pessima parentesi Juric. Il campano dimostra di essere un allenatore valido e dal grande avvenire.
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