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Champions League

Game, set, match, il Bayern Monaco spazza via 1-6 l’Atalanta e prenota i quarti di finale: le pagelle della partita

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Atalanta - Bayern Monaco: le pagelle del match
Il Bayern Monaco festeggia il successo contro l'Atalanta

Questa sera si è giocata l’andata degli ottavi di finale di Champions League fra Atalanta e Bayern Monaco: scopri qui di seguito la sintesi e le pagelle del match. Sfida che si svolta alle 21 spaccate alla New Balance Arena di Bergamo. Orobici costretti a fare la conta con le pesanti assenze dei vari Ederson, De Ketelaere e Raspadori su tutti. Ciononostante Palladino schiera una formazione alquanto offensiva. In campo sia Krstovic che Scamacca, ma anche Sulemana. Mentre Kompany preferisce un atteggiamento più “neutro, risparmiando Kane. Al suo posto l’ex Chelsea Jackson. Dalla panchina anche Musiala. Tridente comunque super offensivo composto dai vari Olise, Gnabry e l’ex Liverpool Luis Diaz. Insomma due formazioni che puntano al grande obiettivo: proseguire in semifinale di Champions League. Chi avanzerà in semifinale?

Il racconto del primo tempo fra Atalanta e Bayern Monaco

Tutto è pronto alla New Balance Arena di Bergamo, teatro della partita di Champions League Atalanta – Bayern Monaco. Comincia il match. Ed è una Dea subito sfrontata e carica. Zalewski prende iniziativia sulla sinistra, si inserisce, affonda, crossa, ma Urbig controlla. Bavaresi rispondono immediatamente, con il diagonale di Olise, al quale Carnesecchi devia prontamente. Dopo un iniziale sprint orobico, ora il possesso del gioco è in controllo del Bayern. 7′, punizione bavarese, batte Olise, palla alta di poco. 12′, è il Monaco a colpire. Dopo un’azione insista, Gnabry serve in area Stanisic che da due passi insacca in rete l’1-0. 18′, l’Atalanta prova a smuoverla. Cross di Zappacosta, di testa Scamacca, ma è impreciso. Da notare il palleggio quasi esasperato dei bavaresi, come a togliere ogni punto di riferimento al gioco nerazzurro.

22′, arriva anche il bis del Bayern, nonostante il buon momento della Dea. Olise dalla destra, imbeccato da Upamecano, punta Bernasconi, lo scarta, si accentra e calcia a giro rasoterra sul secondo palo. Trascorrono appena 3 minuti ed i tedeschi calano persino il tris. Olise si accentra, poi trova un varco libero per Gnabry, lo serve, Kolasinac in netto ritardo non lo tiene, e l’ex Schalke fulmina Carnesecchi. Ora la Dea prova a riprendere in mano la partita, con qualche traversone di Zappacosta e Scamacca che sgomita in area, ma nulla di davvero degno di nota. Anzi, bavaresi a due passi dal poker. 31′, Luis Diaz apre per Jackson, calcia, Carnesecchi la fa sua in due tempi. Insomma, Bayern in netto controllo, che sfiora più volta il poker, senza trovarlo. Il parziale dopo i primi 45 minuti è sanguinario per i tifosi nerazzurri: 0-3 per il Bayern Monaco.

La sintesi dei secondi 45 minuti

Il direttore di gara norvegese Eskas fischia l’inizio della seconda frazione di gioco. Nella ripresa, l’Atalanta entra in campo con le migliori pretese. Vero, anche se la scelta tecnica di togliere Scamacca – nessun problema fisico per lui – per Djimsiti è un chiaro segnale: evitare di subire altri gol. E invece succede l’esatto opposto. La Dea fa il possibile per chiudere la propria porta ma il Bayern Monaco è infermabile. 52′, arriva persino il poker. Punizione per l’Atalanta dai 20 metri, batte Zalewski, deviata. In men che non si dica il Bayern fa suo il possesso e parte un contropiede micidiale, Luis Diaz la sfiora quel tanto che basta per Jackson, destro chirurgico e Carnesecchi fulminato.

Monaco in netto controllo, ma non è finita. Arriva pure la cinquina. 64′, Davies imbecca Olise, punta Bernasconi, si accentra, calcia col destro a giro… ed è un meraviglioso gol. Atalanta totalmente annichilita. E Bayer totalmente strabordante. Talmente tanto che arriva persino la sesta rete. 67′, Jackson sulla destra punta Hien, lo salta netto, poi tira un cross basso che è una fucilata. In mezzo all’area vanno in quattro, ma a colpirla è il talento tedesco Musiala. È 0-6! Dopo ben 6 gol rifilati, il Bayern non smette di seminare il panico e crea altre occasioni da gol. L’Atalanta pare davvero tramortita. Eppure proprio nel finale, i nerazzurri premono per realizzare almeno il gol bandiera. E tale gol arriva. 93′, Bellanova affonda sulla destra, serve una cross baso teso in area, Krstovic colpisce di tacco, prima di essere travolto. Da due passi Pasalic realizza l’1-6, senza esultare. E termina così.

Vince il Bayern Monaco 1-6 in quel di Bergamo e consolida il passaggio ai quarti di finale di Champions League.

Atalanta – Bayern Monaco: le pagelle della Dea

Carnesecchi: 5,5 Forse poteva fare qualcosa di più sui gol subiti, in particolar modo il secondo. Quel che è certo è che quando hai di fronte una squadra così strepitosa e con così tante opzioni offensive. E la difesa della sua squadra non lo aiuta affatto.

Zappacosta: 5 Dalle sue parti Luis Diaz semina il panico. Il 33 enne cerca di tenere botta, ma quando la fantasia della trequarti entra in azione, è davvero infermabile. Non sa neanche lui che peschi prendere. (67′ Bellanova 6: Subentra quando la partita è già indirizzata, proprio sullo 0-6. Forse perché non c’è più nulla da chiedere e la partita è segnata, ci mette voglia e fame, Fame per cercare di lasciar il segno, come a dire che grazie a lui, l’Atalanta è sconfitta ma non morta. E infatti dai suoi piedi parte una cavalcata assurda che porta al gol bandiera.)

Hien: 4,5 Sempre in ritardo ed in difficoltà. Questa partita, non a caso è la fotocopia della sua stagione. Quando c’è bisogno di lui, beh lo svedese sparisce totalmente dal gioco. Ok, contenere i fenomeni del club tedesco è una missione da cuori forti, ma lui ci mette il suo per aiutarli. Sempre in ritardo e quelle poche volte che dimostra di esserci, si fa saltare come un birillo. E menomale che la fisicità era un suo punto forte.

Kolasinac: 4 Schierato titolare per il suo carisma e la sua esperienza, il bosniaco invece va in netta crisi. Abbiamo perso il conto di quante volte si fa beffare in velocità da Gnabry e Jackson. Per lui sono un ostacolo insormontabile. È evidente poi la sua confusione più totale sull’azione che porta allo 0-3 siglato da Gnabry. Prima, non accorcia su Olise, poi lo stesso Gnabry lo salta con una facilità quasi irrisoria. Insomma, doveva indicare la via ai suoi. E ci è riuscito, ma verso il baratro. (55′ Ahanor 5,5: Vista la pessima prestazione globale della difesa, Palladino sceglie la sua tecnica e prestanza fisica per cercare di mettere una pezza alle imbarcate. Purtroppo il Bayern sa a memoria come saltare la difesa nerazzura. Non a caso arrivano altre due reti biancorosse.)

Bernasconi: 5 Una grande opportunità per lui. Una notta europea per entrare nel cuore dei tifosi orobici. Per lasciare il segno. E il segno lo lascia ma in negativo. Non riesce mai a coprire ed arrestare le falcate di un Olise in stato di grazia. In occasione della doppietta dell’ex Crystal Palace, Bernasconi non fa mai nulla di concreto per arginarlo. E il classe ’01 lo punisce con una doppietta da urlo. Ma Lorenzo avrà altre occasioni per rifarsi e per dimostrare tutto il suo potenziale.

De Roon: 6 Prova a dirigere la sua cara e amatissima Atalanta in quest’impresa. Lui ci prova con tutto il suo cuore, è ammirevole. Qualche opportunità la crea in mezzo al campo. Lotta, sgomita come suo solito. Come un vero capitano quale è. Arretra anche il suo raggio d’azione in difesa. Ma purtroppo per lui non era serata. Il Bayern è stato insuperabile in tutto.

Pasalic: 6,5 La sua particolarità, anzi capacità, è di sapersi trovare al posto giusto al momento giusto. Non a caso lo testimonia il suo attuale periodo di forma. Lo dimostra anche il gol da opportunista vero quale è. Al posto giusto al momento giusto, da due passi tap-in vincente. Però non esulta. Consapevole di quanto sia legato all’ambiente, perché sa che questa sconfitta fa molto male al suo ed al cuore di tutti i bergamaschi presenti oggi alla New Balance Arena.

Sulemana: 5,5 La sua presenza in campo si credeva potessere essere un pericolo per la difesa bavarese. A metà fra il centrocampo e l’attacco, pronto ad inserirsi fra le linee. E invece le uniche linee che vede sono quelle della divisa del Bayern Monaco. Mai veramente utile alla manovra offensiva nerazzurra. Sarà il ruolo forse al di fuori delle sue corde. Fatto sta che da valore aggiunto atteso, si rivela un valore avverso verificato. (73′ Samardzic sv)

Krstovic: 5 La sua titolarità, unita a quella di Scamacca, avrebbe dovuto garantire un peso notevole nella produzione offensiva orobica. Dove non arrivava l’uno, ci sarebbe stato l’altro. O magari dialogando fra di loro. E invece, di concreto ne è uscito poco. Sarà che sono sempre stati abituati ad essere uno l’alter ego dell’altro, sarà che Krstovic agisce meglio quando è lui l’unico punto di riferimento. Ma stasera, vero sono circolati pochi palloni, ma lui di certo non si è di certo fatto valere in campo.

Zalewski: 6 Il suo piedino lo mostra anche in queste partite. C’è e si vede. Se ben imbeccato, al momento giusto, può causare danni. Ma vuoi una serata storta per l’ambiente nerazzurro, vuoi una difesa insuperabile, tutto ciò non avviene. Lui però il suo lo ha provato a fare, a dimostrazione che sta bene e che è in forma. Non a caso si merita la piena sufficienza, anche se c’è poco da essere orgogliosi stasera. (55′ Musah 6: Subentrato giusto per garantire quella dinamicità fra un esterno offensivo ed un centrocampista dotato di forza fisica, velocità e grande prestanza. Insomma, muscoli per cercare di farsi largo fra l’esplosività dei bavaresi. Purtroppo però fatica a creare qualcosa davvero degno di nota. Pessimo però l’episodio che porta alla sua ammonizione nel finale di partita.)

Scamacca: 6 La sua presenza, la sua voglia di sfondare la porta sono da apprezzare. Eppure questa serata non è a tinte nerazzurre. L’ex Sassuolo è comunque encomiabile per l’impegno apportato. Cerca di sfruttare al meglio quelle poche occasioni che gli capitano, ma purtroppo la fortuna non è con lui. Esce a inizio ripresa per evitare probabili guai fisici. (46′ Djimsiti 5,5: La sua entrata in campo è utile per dare carisma, ordine e valore ad una squadra ormai tramortita. Anche perché Berat è ormai un leader della difesa nerazzurra. Tutto molto bello, ma tutto ciò non serve per sbarrare la strada alla prolificità e all’estro delle armi offensive della squadra di Kompany. Non a caso arrivano altre tre reti, ma sarebbero potute essere molte di più.)

All. Raffaele Palladino: 5 Il tecnico prova il tutto per tutto schierando quasi tutti i suoi pezzi pregiati. Metà squadra votata all’attacco, per cercare di scombussolare il pressing avversario. Dunque per questo sarebbe da premiare, per la sfrontatezza messa in atto. Eppure la sua creatura dura troppo poco. Appena 5 minuti nel primo tempo. E poi è blackout totale e la sua Atalanta non ci capisce più nulla. Forse l’aver schierato una formazione mai provata prima è stato esagerato, ma il timore è che anche con la difesa a tre non sarebbe cambiato molto. È però da elogiare il cuore messo in campo dai suoi uomini a fine partita. Come a dire “Mola mìa, cadiamo ma non spariamo mica.

I voti del Bayern Monaco

Urbig 6; Stanisic 6,5 (86′ Guerreiro sv), Upamecano 6,5, Tah 6, Laimer 6 (46′ Davies 6, 71′ Bischof sv); Kimmich 7, Pavlovic 6,5 (68′ Goretzka 6); Olise 8, Gnabry 7 (46′ Musiala 7), Luis Diaz 7,5; Jackson 7,5. All. Vincent Kompany: 8




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