Connect with us

Atletica leggera

Dal deserto a Cinisello Balsamo: Simone Leo lancia il Mondiale delle 48 ore di corsa

Published

on

Cinisello Balsamo Running Festival

Il mondo dell’ultramaratona è pronto a riunirsi a Cinisello Balsamo per un appuntamento che è diventato una tradizione, ma che al tempo stesso sta per vivere il punto più alto. Si tratta del Cinisello Balsamo Running Festival, in programma nella cittadina milanese dal 27 al 29 marzo prossimi e che ospiterà per la prima volta nella sua storia i Mondiali della 48 ore di corsa. Una prova tanto difficile, quanto affascinante che sarà guidata dalla regia attenta di Simone Leo, ultramaratoneta in grado di affrontare alcune sfide in giro per il mondo in condizioni estreme, dal deserto della Valle della Morte al gelo del Minnesota.

Che cos’è il Cinisello Balsamo Running Festival?

E’ un festival del running giunto ormai alla sesta edizione, iniziato nel 2021, e che prevede una corsa di ultramaratona, quindi con distanze superiori ai 42,195 chilometri. Si corre su un circuito realizzato a Cinisello Balsamo, nella zona dello Stadio Scirea, su un percorso omologato di 1400 metri, e da un paio di anni si corre su una distanza di quarant’otto ore no stop, quindi due giorni di seguito. Oltre a ciò ci sono la sei, la dodici e la ventiquattr’ore, ma quest’anno la peculiarità sarà che la quarantott’ore varrà per il Mondiale.

Chi saranno i principali partecipanti?

E’ incredibile pensare come una persona come Minora Onozuka possa partire dal Giappone, da Tokyo, per venire a correre per quarantott’ore su un circuito di 1400 metri a Cinisello Balsamo e questo fa pensare che non ci sono limiti. Ci sono quattrocentocinquanta atleti iscritti da trentuno nazioni diverse, praticamente da tutt’Europa, ma anche da Brasile, Giappone, Sudafrica, Kenya, Filippine e Stati Uniti. I più forti al mondo sono i polacchi, soprattutto nel settore femminile. Infatti ci sono all’incirca una trentina guidati da Patrizia Berzowska che è la detentrice del record mondiale. Fra gli uomini non ci sarà Mathieu Bonn che lo scorso anno ha realizzato un primato di 485 chilometri in due giorni, ma sarà presente l’ungherese Bartosz Fudali che lo scorso anno ha ottenuto l’argento.

Cosa spinge ad affrontare gare così lunghe?

Non è nemmeno la disciplina più lunga perché ci sono gare da sei o da dieci giorni, anche se qui subentra la gestione delle pause perché non si possono correre per dieci giorni di seguito senza dormire. Come fanno, non lo so, perché nella mia vita ho affrontato anche gare più difficili e più lunghe di quarantott’ore, ma farlo a quel livello è qualcosa d’inspiegabile. Mi sono sempre chiesto come facessero a gestire il dolore, soprattutto per i tendini.

Come si fa a gestire il sonno?

Per quello che è stata la mia esperienza, il sonno è l’ultimo dei problemi, perché comunque hai l’adrenalina da gara in corpo. Anche se ho cercato di riposarmi in gara, non sono mai riuscito a dormire e due notti senza sonno ce l’ho fatta. Sono arrivato anche a farne sei, però due notti sono assolutamente fattibili. Ciò che è incredibile che ci sono atleti che, finite queste gare, si mettono alla guida per tornare a casa e fanno anche 300-400 chilometri di seguito. Un esempio è quello di Mauro Tomasi, atleta paralimpico che anni fa ha avuto un incidente e per questo è in carrozzina. Lo scorso anno è arrivato con la sua auto da solo, ha fatto la quarant’otto ore e poi è ripartito direttamente.

Come puoi recuperare il sonno?

Non lo recuperi più perché, come diciamo noi ultramaratoneti, ci riposeremo da morti. In realtà il recupero è più dell’organismo, perché tu hai bruciato moltissimo e quindi va fatta un’integrazione corretta così come un’alimentazione e un riposo giusto. Il sonno che hai perso in gara non lo recuperi più. Infatti ho fatto gare su più giorni e arrivavo che di colpo dormivo anche due o tre ore di schianto, ma poi mi svegliavo anche perché l’adrenalina scendeva e i dolori si facevano sentire. Quindi difficilmente riesci a recuperare tutto, ma il sonno non lo recuperi.

Come si preparano queste tipologie di gare?

E’ molto soggettivo perché, arrivando gli atleti da tutto il mondo, abbiamo visto modi completamente diversi. C’è chi si ammazza di chilometri, c’è chi corre in condizioni particolari come la notte. Però nelle ultramaratone il 95% è testa, il 5% è di gambe, la dimostrazione è gareggiare per due giorni consecutivi su uno stesso circuito, quindi diventa difficile mantenere la concentrazione.

Com’è stato gareggiare al fianco di Giovanni Storti?

Con Giovanni siamo amici e abbiamo fatto più di un’esperienza insieme e per il 2026 stiamo progettando una cosa. Fra le varie gare che abbiamo affrontato la più famosa è la Badwater del 2018, un’ultramaratona che si corre nella Valle della Morte, nel luogo più caldo della terra. 217 chilometri a cinquantacinque gradi. Giovanni era nel mio team di assistenza e ha corso con una prima parte e soprattutto gli ultimi ventisei chilometri.

Quali sono stati i momenti più belli della sua carriera e quelli più difficile

Oltre alla Maratona di New York, probabilmente l’arrivo della Sparathlon, 246 chilometri da Atene a Sparta, insieme all’arrivo dell’ASA che è il doppio. Sul più basso non ho dubbi perché si tratta dall’Arrowhead 135, una gara al freddo, nel bel mezzo dei boschi del Minnesota, dove si tira una slitta da venti chili in totale autosufficienza a -40 gradi. La seconda notte sono rimasto da solo per otto-nove ore e, un po’ il non dormire da cinquanta ore, un po’ le allucinazioni, non capivo più dov’ero. E’ stato più basso perché lì mi sono veramente spaventato e ho capito che avrei dovuto iniziare a ridurre la difficoltà delle gare.

Come si gestiscono questi momenti?

Io ho sempre avuto la fortuna di essere determinato. Quando partivo per gareggiare per molte ore, ciò che pensavo sempre era al traguardo. Io ho l’ossessione per il traguardo tanto che ciò che penso dal primo all’ultimo chilometro è arrivare. Ho affrontato tanti momenti di crisi, però il pensiero di base era sempre arrivare in fondo e questo mi ha aiutato a uscirne. Le crisi come arrivano, vanno poi via, quindi bisogna esser concentrati e venirne fuori il prima possibile.

Cosa si prova ad affrontare una gara di ultra trail come il Tor des Geants?

Sono 340 chilometri con 30.000 metri di dislivello, totalmente un altro mondo, oltre che la mia ferita aperta più grande perché è l’unica gara in cui mi sono ritirato e dal 2024 mi porto questa cicatrice. Mi sono infortunato a giugno, quindi a pochi mesi dalla partenza visto che si gareggia a inizio settembre e quell’anno abbiamo beccato pure un tempo tosto con neve e ghiaccio. Ti trovi a 3.000-3.200 metri sul livello del mare e la stessa organizzazione, nel brief pre-gara, ci ha segnalato di fare attenzione al fair-play con sé stessi, cioè, se non ti senti bene, devi esser tu stesso per primo a fermarti, piuttosto che piantarti a 3.200 metri su un colle, di notte, con la neve e far intervenire il Soccorso Alpino. Dopo nove chilometri ho capito che non stavo bene, sono arrivato fino alla prima base vita dopo cinquantacinque chilometri e mi sono fermato. Ho provato a ripartire, però al settantesimo chilometro, ho capito che non ce l’avrei fatta. Avrei dovuto correre con antidolorifici tutto il tempo, cosa che non ho mai fatto, e per questo ho deciso di fermarmi.




SEGUICI ANCHE SU: Instagram @oggisport | X OggiSportNotiz2 | Facebook @oggisportnotizie | Telegram OggiSportNotizie | Youtube @oggisportnotizie | Twitch OggiSportNotizie | Bluesky @oggisportnotizie.bsky.social | Threads @oggisport


Continue Reading
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Facebook

Copyright © 2022-2025| OggiSportNotizie.it testata giornalistica online, registrata nella sezione stampa del Tribunale di Milano con il n. 79 del 16 maggio 2024 (già registrato al Tribunale di Teramo con il n. 317 del 23 febbraio 2022) | Direttore Responsabile: Marco Capriotti | Editore: Associazione ARIMO 51, Sede legale Milano (MI) - Via Ponte Nuovo, 24 | CF: 97955970153 | email: oggisportnotizie[at]gmail.com
Alcune delle immagini interamente o parzialmente riprodotte in questo sito sono reperite in internet. Qualora violino eventuali diritti d'autore, verranno rimosse su richiesta dell'autore o detentore dei diritti di riproduzione | Tutti i diritti sono riservati.
Webmastering Archimede - Siti Web - Code Engineering blograffo.net