Automobilismo
Suzuka, la pista dei campioni: numeri e record del GP del Giappone
C’è un circuito che più di altri racconta la storia della Formula 1 moderna. Suzuka non è solo la tappa del calendario del GP del Giappone: è un banco di prova che negli anni ha consacrato campioni, deciso titoli e costruito record difficili da eguagliare.
La terza gara della stagione riporta il Circus su uno dei tracciati più iconici. I suoi 5,807 chilometri, distribuiti su 53 giri e 18 curve, impongono precisione e coraggio. Dal debutto nel Mondiale nel 1987, Suzuka ha ospitato 35 Gran Premi, diventando un punto di riferimento per piloti e team. Qui si corre per oltre 307 chilometri, su un circuito inaugurato nel 1962 che continua a mettere alla prova ogni dettaglio tecnico.
Se si parla di dominio, il primo nome che emerge è quello di Michael Schumacher. Il tedesco guida la classifica delle vittorie con sei successi ed è anche il pilota con più podi (nove), pole position (otto) e numeri complessivi impressionanti: 862 giri percorsi, quattro giri veloci e 309 tornate in testa. Un’impronta indelebile su questo tracciato.
Tra i protagonisti attuali, Max Verstappen e Lewis Hamilton condividono quattro vittorie ciascuno a Suzuka, mentre Fernando Alonso e Valtteri Bottas hanno conquistato un successo. Verstappen arriva inoltre con una striscia aperta di quattro vittorie consecutive, un dato che lo avvicina ai grandi cicli vincenti del passato, tra cui quello dello stesso Schumacher tra il 2000 e il 2002.
Suzuka premia chi parte davanti. I numeri lo confermano con chiarezza: più della metà delle gare è stata vinta dalla pole position e ben 31 edizioni su 35 hanno visto trionfare un pilota scattato dalla prima fila. Dal 2006, chi conquista la pole riesce sempre almeno a salire sul podio. Le rimonte restano rare, anche se non mancano imprese memorabili come quella di Kimi Räikkönen nel 2005, capace di vincere partendo dalla diciassettesima posizione.
Il circuito giapponese ha spesso regalato gare serrate. Quattordici edizioni si sono decise con meno di cinque secondi di distacco, diciotto con meno di dieci e tre addirittura sotto il secondo. Tra queste spicca il finale del 1991, quando Gerhard Berger prevalse su Ayrton Senna per appena 0.344 secondi. All’estremo opposto, il margine più ampio appartiene a Max Verstappen, che nel 2022 vinse con oltre 27 secondi di vantaggio.
Anche i team hanno scritto pagine importanti su questa pista. Red Bull guida la classifica delle vittorie con otto successi, seguita da Ferrari e McLaren a quota sette. La scuderia di Woking, però, detiene il record di podi complessivi con 26 presenze. Sul piano motoristico, Mercedes domina con dieci vittorie.
Suzuka non è solo velocità, ma anche imprevedibilità. Il tasso di arrivo al traguardo resta sotto il 70%, segno di un tracciato esigente. In dodici occasioni è intervenuta la Safety Car, con un picco di tre ingressi nel 2014. La pioggia ha caratterizzato sette edizioni, mentre quattro gare sono state interrotte con bandiera rossa, tra cui due nello stesso anno nel 2014.
Qui si assegnano titoli. Dodici mondiali piloti hanno trovato il loro verdetto su questo circuito, l’ultimo nel 2022 con Verstappen. Anche tra i costruttori Suzuka ha inciso, con nove titoli assegnati e Red Bull ultima vincitrice nel 2023. Non è un caso che in 21 occasioni il vincitore del Gran Premio abbia poi conquistato il titolo nello stesso anno.
Numeri che raccontano una verità semplice: a Suzuka non si vince per caso. Qui emergono i più forti, e spesso chi domina in Giappone finisce per dominare anche la stagione.
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