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Atletica leggera

L’Italia chiude al terzo posto i Mondiali di Atletica indoor di Torùn: 5 medaglie e tante emozioni

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Zaynab Dosso Nachino 2025 60 metri (Grana/FIDAL)
Zaynab Dosso Nachino 2025 60 metri (Grana/FIDAL)

I Mondiali indoor di Toruń 2026 hanno confermato la crescita globale dell’atletica Italiana, capace di chiudere al terzo posto nel medagliere dietro Stati Uniti e Gran Bretagna. Una rassegna intensa, ricca di duelli tecnici e di prestazioni di altissimo livello. L’Italia ha brillato grazie ai suoi talenti più attesi. Zaynab Dosso, regina dei 60 metri; Nadia Battocletti, dominatrice dei 3000; Andy Díaz padrone del triplo e gli argenti di Larissa Iapichino e Mattia Furlani, ormai stabilmente nell’élite mondiale del salto in lungo. Non solo queste 5 medaglie per l’Italia ma anche tanti bei piazzamenti nei primi 10. Due record del mondo e una serie di exploit individuali che hanno acceso il Kujawsko-Pomorska Arena. Simon Ehammer ha conquistato l’oro nell’Eptathlon con il nuovo record del mondo di 6670 punti. Nell’ultima giornata invece, la Bahamense Charlton ha vinto la medaglia d’oro pareggiando il suo record del mondo di 7.65 nei 60 metri ostacoli. Andiamo a riassumere la tre giorni dei Mondiali indoor di Atletica di Torùn.

Le medaglie Italiane ai Mondiali di Atletica di Torùn

Il punto più alto del Mondiale dell’Italia è stato rappresentato dalla straordinaria impresa di Zaynab Dosso, oro nei 60 metri in 7.00, davanti a Jacious Sears (7.03) e Julien Alfred (7.03). Una gara perfetta, esplosiva, che ha consacrato l’azzurra come una delle velociste più forti al mondo. Subito dopo è arrivato l’oro di Nadia Battocletti nei 3000 metri, una gara maestosa di una delle mezzofondiste più forti del mondo. L’azzurra ha dominato lo sprint finale, battendo nettamente l’Australian Hall, confronto vinto con l’Etiope Hailu. A completare il tris d’oro ci ha pensato Andy Díaz nel triplo. L’Italo Cubano ha conquistato la prima medaglia azzurra in ordine cronologico, riuscendo a vincere la gara al primo salto con la misura di 17.47. Tre ori che hanno dato all’Italia una dimensione nuova, non più outsider, ma potenza da podio.

Accanto ai tre ori, l’Italia ha celebrato due argenti di enorme valore tecnico nel salto in lungo. Larissa Iapichino ha conquistato una splendida medaglia d’argento nella finale femminile, chiudendo con un eccellente 6.87, misura ottenuta all’ultimo salto dopo una gara in rimonta. Davanti a lei solo la portoghese Agate De Sousa, capace di un decisivo 6.92 che le ha consegnato l’oro. Il bronzo è andato alla colombiana Natalia Linares, terza con 6.80. Nel lungo maschile, in serata, è arrivato il secondo argento grazie a Mattia Furlani, autore di un magnifico 8.39, con cui ha eguagliato il personale e la miglior prestazione italiana indoor. L’azzurro è stato superato soltanto dal sorprendente portoghese Gerson Baldé, che al sesto salto ha piazzato un clamoroso 8.46, miglior misura mondiale stagionale. Il bronzo è andato al bulgaro Bozhidar Saraboyukov, terzo con 8.31. Due podi pesantissimi che confermano l’Italia tra le potenze mondiali dei salti orizzontali.

Gli altri piazzamenti Italiani

Oltre alle medaglie, l’Italia ha raccolto piazzamenti importanti. Federico Riva ha chiuso settimo nei 1500 metri, confermando la sua crescita internazionale in una gara tattica e molto veloce. A Federico è mancato lo sprint finale, ottima strategia nel rimanere davanti per gran parte della gara ma è mancata la gamba negli ultimi metri. Lorenzo Simonelli, dopo una stagione brillante, ha terminato ottavo nei 60 ostacoli. L’azzurro ha sempre migliorato il tempo dalle batterie alla finale ma non è riuscito a fare quello step in più, chiudendo con 7.52. Nel settore combinato, Sveva Gerevini ha ottenuto un ottimo settimo posto nell’eptathlon, a pochi punti dal record italiano. L’azzurra ha conquistato il proprio primato personale nel getto del peso con 13.10. Da segnalare anche l’esordio mondiale di Kelly Doualla. L’Italiana classe 2009 è diventata la più giovane semifinalista di sempre ai mondiali, chiudendo ultima poi in essa nei 60 metri. Ne sentiremo ancora parlare della giovane Kelly.

I due record del mondo ai Mondiali di Atletica di Torùn

Il Mondiale di Toruń ha regalato due record del mondo. Il primo è arrivato nell’eptathlon maschile, dove Simon Ehammer ha riscritto la storia con una prestazione incredibile che lo ha portato a 6670 punti. Una prova completa, solida in ogni disciplina, che ha confermato lo svizzero come uno dei più grandi multiplisti della sua generazione. Adesso Simon deve cercare di fare un passo in avanti nele altre 3 discipline che completano il Decathlon. L’altro record è stato firmato da Devynne Charlton nei 60 ostacoli, oro in 7.65, tempo che eguaglia il primato mondiale e la consacra ancora come la regina della specialità. Terzo titolo mondiale indoor consecutivo per la Bahamense che vede nei 60 ostacoli la sua gara perfetta. Podio completato da Visser (7.73) e Skrzyszowska (7.73).

Impressionano Duplantis, Hodgkinson e Hunter Bell

Tra i protagonisti assoluti c’è stato ancora una volta Armand Duplantis, che nell’asta ha vinto dopo un duello spettacolare con Emmanouil Karalis, fermandosi a 6.25 senza cercare di migliorare il suo record. Negli 800 metri femminili, Keely Hodgkinson ha dominato con autorità, firmando il record dei campionati a 1’55’30. La Britannica si conferma sempre più dominante in questa specialità, a soli 24 anni ha vinto quasi tutto in carriera, il prossimo passo è trovare il record del mondo negli 800 metri all’aperto. Insieme a lei, un’altra Britannica che sta facendo molto bene è Georgia Hunter Bell. Conquistata la medaglia d’oro nei 1500 metri per Hunter Bell che ha recuperato sulla fuga della 2006 Etiope Hailu ed ha chiuso con il tempo di 3’58’53 davanti all’Australiana Jessica Hull che si prende la seconda medaglia dei mondiali.

Le prime volte di Garcia e Caudery

Il Mondiale di Toruń ha visto anche l’ascesa di nuovi campioni. Nei 1500 metri maschili, lo spagnolo Mariano García ha conquistato un oro di grande personalità, imponendosi con un irresistibile cambio di ritmo negli ultimi 200 metri e chiudendo in 3:39.63. Lo spagnolo ha esultato con il suo solito segno del motorino, gara strepitosa, in testa dall’inizio alla fine. Alle sue spalle il portoghese Isaac Nader, campione del mondo outdoor, ha provato a reagire ma si è dovuto accontentare dell’argento in 3:40.06, mentre l’australiano Adam Spencer ha completato il podio con 3:40.26, autore di un finale in rimonta che gli ha permesso di superare Pihlstrom sul rettilineo conclusivo. Nell’asta femminile, la britannica Molly Caudery ha conquistato il titolo mondiale superando 4.85 m, davanti alla slovena Tina Sutej (4.80) e a un bronzo condiviso da Moser, Svabikova e Ayris, tutte a 4.70 m. L’astista Britannica si riprende dopo l’infortunio ai Mondiali di Tokyo e l’incredibile eliminazione in qualificazioni in batteria.

Le sorprese ai mondiali di atletica di Torùn

Tra le sorprese più clamorose del Mondiale c’è la vittoria di Lurdes Gloria Manuel nei 400 metri femminili, oro in 50.76 davanti a Bukowiecka (50.83) e Klaver (51.18). La giovanissima ceca ha corso un fantastico 400 metri, conquistando la prima medaglia d’oro personale, tra le grandi del giro della morte c’è anche lei. Nel pentathlon, la sorpresa più grande del Mondiale è arrivata dall’olandese Sofie Dokter, che ha conquistato un inatteso titolo iridato con 4888 punti, ribaltando ogni pronostico grazie a una gara solida in tutte le cinque prove. ’argento è andato infatti alla statunitense Anna Hall, autrice di una prova solida ma frenata da un lungo meno brillante del previsto, chiuso con 4860 punti. Il bronzo è stato conquistato dall’irlandese Erin O’Connor, terza con 4839 punti, grazie a un 800 finale di grande coraggio e ad un ottimo getto del peso che le ha permesso di salire sul podio.

L’Ucraina domina il salto in alto ai mondiali di Atletica indoor di Torùn

Nel salto in alto, il Mondiale di Toruń ha segnato il ritorno al successo di Yaroslava Mahuchikh, capace di imporsi con 2.01 grazie a una gara solida e tecnicamente superiore, che l’ha riportata sul gradino più alto del podio dopo un 2025 complesso. Anche il settore maschile ha parlato ucraino. Vladyslav Doroshchuk ha conquistato l’oro con 2.30, unica misura davvero significativa in una finale altalenante, decisa più dalla capacità di limitare gli errori che dall’altezza assoluta. Nel salto in alto maschile la misura di vittoria si è rivelata inferiore rispetto agli anni precedenti. Gli azzurri Tamberi, Sioli e Sottile potranno dire la loro ai campionati Europei all’aperto di Birmingham.




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