Atletica leggera
Nadia Battocletti non vuole fermarsi: “Penso di avere margini ancora ampi, l’argento olimpico nei 10.000 non è stato un riscatto”
Nadia Battocletti non è semplicemente una fuoriclasse dell’atletica leggera, quanto piuttosto una delle atlete più versatili che lo sport italiano abbia conosciuto negli ultimi decenni. In grado di passare dai 10.000 metri in pista alla corsa campestre, la 25enne di Cavareno si è sempre mostrata a proprio agio su tutte le distanze del mezzofondo migliorando i vari record nazionali fissati nel corso degli anni.
La conferma è arrivata ai Mondiali Indoor dove a Torun (Polonia) ha conquistato il titolo iridato sui 3000 metri, ultimo successo di un inverno che l’ha vista ottenere il titolo europeo nel cross, ma soprattutto a un periodo magico che l’ha portata all’argento nei 10.000 metri alle Olimpiadi Estive di Parigi 2024 come raccontatoci a margine del convegno “30 anni di Mapei Sport: viaggio nelle esperienze sportive del centro ricerche tra passato, presente e futuro“.
Qual è il suo rapporto con Mapei?
Il mio rapporto con Mapei inizia con il mio papà. E’ stato il primo a essere seguito dal Centro Mapei e poi, appena ho iniziato a muovere i primi passi dal punto di vista professionistico, Mapei ha sempre revisionato il mio motore e compreso quale fosse la mia cilindrata con i dovuti test, con anche le varie previsioni del futuro.
Quali sono state le emozioni raccolte in occasione dei 3.000 metri dei Mondiali Indoor?
È stata una bella gara, sicuramente è stata un po’ sofferta perché è stata particolarmente tattica quindi l’obiettivo più grande era quello di tenere gli occhi aperti perché, essendo una tre chilometri e due praticamente molto lenti, ci si aspettava un chilometro davvero molto forte.
Come si gestiscono distanze diverse, dai 1.500 ai 10.000 metri?
Diciamo che viene naturale passare da una specialità all’altra, sicuramente cambia l’allenamento perché non tutte le gare vengono finalizzate, ma si finalizza un campionato e poi ci sono singole gare che fanno da tappe di passaggio.
L’argento nei 10.000 metri ha rappresentato un riscatto dopo il quarto posto nei 5.000?
Per me non è stato un riscatto perché quel quarto posto è stato qualcosa più grande di me. Non mi sarei mai aspettata il secondo posto, quindi quella è stata per me una medaglia a tutti gli effetti.
Agli Europei l’obiettivo sarà confermare la doppietta 5.000-10.000 metri?
L’obiettivo più importante sono gli Europei su pista a Birmingham. Non so quale specialità farò, ma sicuramente doppierò la distanza se sarà possibile, ma ci sono ancora un paio di mesi di preparazione.
Come valuta la stagione invernale?
La reputo molto positiva per i risultati, ma anche per i limiti che sono riuscita a superare in allenamento e quindi diciamo che possiamo aspettarci dei bei risultati in estate.
Vi state già preparando per Los Angeles 2028?
Sì, in realtà è una preparazione che é iniziata già prima di Parigi 2024 perché un’Olimpiade non si prepara in un anno o due, ma è una questione di costanza e anche di determinazione nei vari anni, anche quando si affrontano tappe importanti come Europei, Mondiali o le varie gare di passaggio.
Quali limiti può battere Nadia Battocletti in futuro?
Guardando quanto posso fare in allenamento e ciò che non ho ancora esplorati, spero che i limiti siano ancora belli ampi, quindi attualmente non posso sapere quali siano.
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