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Ciclismo

Amstel Gold Race 2026: Remco Evenepoel trionfa nella Classica della Birra

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Remco Evenepoel conquista l'Amstel Gold Race in uno sprint a due contro Skjelmose: i momenti decisivi della gara e il bilancio azzurro.
Remco Evenepoel conquista l'Amstel Gold Race sul traguardo di Valkenburg

Era il favorito di giornata e non ha deluso le attese: Remco Evenepoel ha conquistato l’edizione numero sessanta dell’Amstel Gold Race. Il belga della Red Bull-Bora-hansgrohe si è imposto sul traguardo di Valkenburg, a coronamento dei 257 chilometri scattati da Maastricht, superando in uno sprint a due Mattias Skjelmose, vincitore dell’ultima edizione della classica della birra. Un successo che arricchisce il palmarès del campione olimpico alla settima affermazione stagionale e che apre la settimana delle Ardenne nel modo migliore possibile.

La corsa esplode sul Kruisberg: i momenti decisivi

La dinamica della gara ha seguito un copione logorante, come spesso accade su questi percorsi così nervosi e vallonati. Il gruppo principale ha lasciato spazio a una fuga iniziale di nove uomini, capace di guadagnare fino a quattro minuti di margine. Tra i battistrada da citare la grande prova dell’azzurro Marco Frigo. Il corridore della NSN Cycling Team dopo essersi sbarazzato dei compagni di fuga, ha resistito al ritorno dei big con un’azione solitaria fino a trentasei chilometri dalla conclusione: un dispendio di energie notevole che gli ha comunque garantito una prestigiosissima decina posizione finale.

Il vero ribaltone si è concretizzato a quarantadue chilometri dall’arrivo, sulle dure rampe del Kruisberg. Il francese Romain Grégoire ha forzato l’andatura spaccando definitivamente il plotone e alla sua ruota si sono incollati prontamente Evenepoel e Skjelmose, molto attenti a non perdere il treno decisivo. Un’accelerazione fatale per molti, coincisa con una scivolata maldestra nelle retrovie in uscita da una curva a gomito, che ha estromesso dalla lotta per la vittoria potenziali corridori da podio come Kevin Vauquelin e Matteo Jorgenson.

Una volta riassorbito Frigo, il nuovo terzetto di testa ha iniziato a collaborare per blindare il vantaggio. L’accordo ha retto fino al penultimo passaggio sul Cauberg, dove Evenepoel ha aperto il gas, imponendo un ritmo asfissiante. Risultato del forcing, la bandiera bianca alzata da Grégoire. La contesa si è quindi ridotta a un duello diretto tra il fuoriclasse belga e il campione danese in carica.

Il terzo e ultimo transito sul Cauberg ha visto i due battistrada studiarsi con attenzione, preferendo conservare le energie per l’epilogo a Valkenburg. Entrati nell’ultimo chilometro, la situazione è diventata la più classica sfida di nervi a velocità ridottissima (in una gara corsa quasi ai 43 km/h di media). Skjelmose ha rallentato vistosamente nel tentativo di cedere la prima posizione al rivale per trarre vantaggio dalla scia. Il belga però è rimasto impassibile a ruota, resistendo alla situazione di quasi surplace, per poi lanciare una progressione potentissima ai 350 metri.

Una situazione del genere sulla carta favorisce il corridore in seconda posizione, in grado di aspettare lo scatto dell’avversario, e – anche dopo una corsa così logorante, dove le gambe non permettono di fare troppi ragionamenti tattici – così è stato. Lo scatto del corridore fiammingo si è rivelato incolmabile. Evenepoel ha tagliato il traguardo nettamente primo, impedendo qualsiasi tentativo di rimonta da parte di Skjelmose. A due minuti di distanza, Benoît Cosnefroy ha regolato la volata del gruppo degli inseguitori, assicurandosi il terzo gradino del podio davanti a Grégoire e Verstrynge.

Il bilancio della spedizione azzurra alla Amstel Gold Race

Oltre alla stoica top ten di Marco Frigo, il resto della truppa italiana ha chiuso la corsa nelle posizioni di rincalzo. Stefano Oldani ha tagliato il traguardo in diciassettesima posizione, provando a resistere nel gruppo degli inseguitori fino alle battute conclusive. A breve distanza si è piazzato Davide Toneatti, diciannovesimo al termine di una prova comunque positiva. Gli altri azzurri più attesi hanno faticato a tenere il passo dei migliori quando il ritmo è salito vertiginosamente. Andrea Vendrame ha terminato ventiseiesimo, precedendo di qualche decina di secondi Simone Velasco, trentesimo.




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