Atletica leggera
World Athletics blocca 11 cambi di nazionalità verso la Turchia: decisione storica in vista di Los Angeles 2028
Clamorosa decisione di World Athletics, che ha respinto ben 11 richieste di cambio di nazionalità verso la Turchia. Il provvedimento segna un punto fermo nella tutela dell’integrità dell’atletica internazionale.
Stop al progetto turco: bocciata la “strategia di reclutamento”
Il Nationality Review Panel ha esaminato congiuntamente le domande, individuando una strategia coordinata di reclutamento sostenuta dal governo turco tramite un club finanziato dallo Stato.
L’obiettivo era chiaro: rafforzare la Turchia in vista dei Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, attirando atleti di livello mondiale con contratti vantaggiosi.
Una linea però ritenuta incompatibile con i regolamenti internazionali.
I principi violati secondo World Athletics
La decisione si basa su tre pilastri fondamentali:tutela della credibilità delle competizioni tra nazioni, promozione dello sviluppo dei talenti locali, divieto di costruire squadre nazionali tramite reclutamento massivo dall’estero
Secondo World Athletics, approvare queste richieste avrebbe compromesso l’equilibrio competitivo e la fiducia tra gli atleti.
I big coinvolti: da Stona a Kosgei
Tra gli undici atleti respinti figurano nomi di altissimo profilo internazionale:
Rojé Stona, oro olimpico nel disco a Parigi 2024
Wayne Pinnock, argento olimpico nel lungo
Rajindra Campbell, bronzo olimpico nel peso
Jaydon Hibbert, primatista mondiale U20
Brigid Kosgei, ex record mondiale di maratona
Completano la lista cinque atleti keniani, quattro giamaicani, una nigeriana e una russa, a conferma della portata internazionale dell’operazione.
Cosa succede ora?
Gli atleti coinvolti non potranno rappresentare la Turchia nelle competizioni internazionali, ma potranno comunque gareggiare in meeting individuali, competere per il club di appartenenza.
Resta aperta la possibilità di ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS/CAS). In alternativa, il regolamento prevede un periodo di attesa fino a tre anni: per le richieste avviate nel 2025, la possibile eleggibilità slitterebbe al 2028.
Una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri
La decisione rappresenta un precedente importante nel mondo dell’atletica. Il messaggio di World Athletics è chiaro: la nazionalità sportiva non può essere solo una formalità burocratica, ma deve riflettere un legame reale con il Paese rappresentato.
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