Interviste Esclusive
ESCLUSIVA – Antonello Valentini: “In Italia manca il coraggio e si punta troppo sugli stranieri”
Oggi ai nostri microfoni è intervenuto, in esclusiva, Antonello Valentini ex direttore generale della nazionale italiana ed addetto stampa. Queste le sue parole.
ESCLUSIVA: Le parole di Antonello Valentini
Come si spiega questo calo di qualità in Italia negli ultimi anni?
“C’è stato certamente un calo tecnico e qualitativo nel nostro calcio sia per l’inserimento di tanti stranieri che hanno condizionato la crescita dei nostri talenti, sia per la scelta delle società legittima ma non opinabile di investire su calciatori stranieri spesso di 2ª-3ª fascia invece di puntare sui propri giovani e coltivarli, promuovendo il vivaio delle società”.
Lei che idea si è fatto delle under 23? Possono essere davvero utili?
“Le seconde squadre possono essere utili si. In altre paesi ci sono e funzionano mentre in Italia ce ne sono solamente tre. Il problema è di far giocare i ragazzi perché se servissero da palestra per far poi portare i ragazzi in nazionale sarebbe ottimo sennò siamo da punto a capo”.
Lei che è stato anche nell’ultimo Mondiale in Brasile nel 2014 già aveva capito che qualcosa stava cambiando e dovevamo rinnovarci?
“Soprattutto le società hanno deciso di investire sui calciatori stranieri non selezionabili per la Nazionale. La Federazione dal suo punto di vista l’impegno lo ha mantenuto perché ha ampliato per i ragazzi la possibilità di giocare a livello internazionale basti guardare le nostre under. Il problema dei ragazzi è che a livello internazionale giocano solo con le nazionali e non nei club”.
Lei nella sua idea per le prossime elezioni da chi ripartirebbe da una figura come Malagò o Maldini?
“Sinceramente non me la sento di fare pronostici bisognerà riflettere, ci saranno oltre due mesi di tempo per decidere. Il problema non sono gli uomini Malagò, Baggio o Del Piero. Il problema è il programma che il presidente può presentare nelle sedi ma che deve essere firmato dai componenti sennò non si risolve nulla”.
Secondo lei anche in Italia in futuro si potranno fare campus per far crescere i giovani?
“Dipende dalle società. La Federazione con il Club Italia fa questo lavoro ma i giocatori sono dei club. I club dovrebbero rafforzare le proprie strutture giovanili invece di andare a pescare all’estero “.
Lei è propenso a queste partite all’estero per attirare nuovi sponsor?
“ Questo è un discorso complesso perché appartiene ai diritti televisivi dove la lega di A li vuole vendere meglio all’estero però sono situazioni contigenti”.
Prima ha affrontato il discorso delle under 21 la nostra è formata da giocatori che molto spesso giocano poco in Serie A mentre nelle altre nazionali gli under 21 hanno più presenze…
“In Serie A, pochi giocatori delle Under sono titolari. In altre nazioni hanno più coraggio e li fanno debuttare a 16-17 anni”.
Si aspettava le dimissioni di Gattuso lei?
“Gattuso è il minore dei colpevoli non si può dare la croce adosso a lui. Rino ha raccolto un SOS, una nazionale che aveva già compromesso il proprio percorso, ci ha messo cuore e anima dentro e in più non gli sono stati dati i due stage”.
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