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Serie A

La frustata di Gosens stende la Lazio e consegna alla Fiorentina tre punti d’oro: qui la sintesi e le pagelle del match

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Paolo Vanoli esulta nella vittoria della Fiorentina sulla Lazio: qui la sintesi e le pagelle del match
L’ESULTANZA DI PAOLO VANOLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Lunedì 13 aprile, alle ore 20:45, Fiorentina e Lazio si sono sfidate per il posticipo della trentaduesima giornata di Serie A: scopri qui di seguito la sintesi e le pagelle del match. La Viola si presenta al match con la necessità di archiviare definitivamente la questione salvezza. A sette giornate dal termine, questa è la priorità degli uomini degli uomini di mister Vanoli. Attualmente il club toscano milita al sedicesimo posto con appena 5 punti di margine sulla zona retrocessione. Una vittoria permetterebbe alla Fiorentina di salire di una piazza e di portarsi con un margine rassicurante di 8 lunghezze a 6 giornate dal termine.

Dall’altra parte, la Lazio non ha più granché da chiedere al campionato, se non godersi partita dopo partita e cercare di esprimere il meglio del proprio calcio. La formazione biancoceleste infatti naviga al nono posto a quota 44 punto. La zona Europa però è tanto distante. Dal sesto posto occupato dalla Roma, Zaccagni e compagni accusano un ritardo di ben 13 punti. Insomma, pare un’impresa alquanto insormontabile. Questo anche se i biancocelesti dovessero vincere contro la Fiorentina. Ma attenzione al rientro di capitan Zaccagni. L’ex Verona ha fame di lasciare il segno. A maggior ragione che oggi festeggia le 150 presenza con il club romano. Ci sarà riuscito?

Il racconto della prima frazione di gioco fra Fiorentina e Lazio

Tutto è pronto allo stadio Artemio Franchi per la sfida fra Fiorentina e Lazio. Dopo pochi minuti è la Lazio a farsi pericolosa. 3′, Dia apre per Zaccagni, apre il piattone, ma ci vuole l’intervento superbo da parte di De Gea a salvare la Viola. Ma grande inizio della Lazio in questi primi istanti. Nei primi minuti di gioco la Fiorentina fatica a farsi vedere nell’area di rigore avversaria. Madragora governa il pallone senza trovare la chiave giusta. 10′, Cancellieri sprinta sulla destra, entra in area, calcia, Motta risponde presente. Padroni di casa che si accendono col tunnel di Mandragora. Azione che termina con la girata fuori misura di Piccoli. Di qui in poi il ritmo del gioco fatica ad accendersi definitivamente, salvo qualche incursione biancazzurra innocua. Al 19′ i gigliati ci provano con un tiro da fuori di Dodò, ma termina in curva.

21′, punizione Lazio da posizione defilata, cross in mezzo ma la difesa toscana spazza via la palla. Dal 25′ in poi cambia – in parte – l’inerzia del match. È la Viola a tenere il possesso palla. La Lazio pazienta. Ma sbaglia. 28′, gigliati entrano in area con Harrison, traversone morbido per Gosens il quale si arrampica su Lazzari, schiaccia di testa e Motta non può nulla. Fiorentina avanti 1-0. La Lazio prova a risvegliarsi dal torpore, ma senza realmente impensierire la Fiorentina. Dodò poi, fa partire Harrison con un cross delizioso. Ma si conclude con un nulla di fatto. Taylor illumina la Lazio con un passaggio filtrante delizioso, ma nessuno riesce a spingerlo in porta. 44′, Zaccagni parte in contropiede, tenta un tiro, ma è centrale e debole. Non capita più niente e la Fiorentina conduce per 1-0 alla fine del primo tempo.

La sintesi dei secondi 45 minuti

Il direttore di gara Fabbri fischia l’inizio del secondo tempo. Comincia una ripresa su ritmi tanto blandi. La Fiorentina è avanti 1-0 e non ha alcuna motivazione di accendere la partita, anzi. Il suo ideale è di addormentarla. La Lazio invece, con un Noslin in più in campo, adotta sì una reazione veemente, soprattutto sulla fascia di competenza dello stesso Noslin. Complice però un Dodò frizzante, occasioni da gol faticano a vedersi. Se non diversi corner alla destra di De Gea. Ma la retroguardia di casa non fa passare una palla che sia una. 57′, all’improvviso il lampo di Noslin. Dal limite dell’area di rigore, fa partire un destro micidiale. Ma il tiro termina in curva. Harrison poi si accende con una doppia occasione. Affonda la cavalcata, penetra in area, calcia due volte, ma la prima è deviato da Provstgaard e poi da un buon riflesso di Motta.

61′, altro sprint, l’ennesimo di Dodò, trova persino un traversone a squarciare l’area di rigore. Non c’è nessuno però a rimorchio e la palla si disperde lontano dalle parti di Motta. 65′ si sviluppa un episodio dubbio: Noslin serpeggia al limite dell’area di rigore, incontra poi Mandragora che lo sfiora col piede e Noslin si lancia a terra. Richiamato all’On Field Review, Fabbri conferma il non rigore. 76′, Isaksen trova un cross nello stretto, pesca Noslin la gira di testa ma è impreciso. 81′, Lazio a due passi dal gol. Cross di Tavares, Ratkov la gira di testa, De Gea spazza in corner.

I Biancocelesti continuano a pressare la Viola nella propria metà campo, senza però trovare fortuna. Alla fine tanta stanchezza e confusione e non si vede più nulla. Vince la Fiorentina 1-0 grazie a Gosens e trova 3 punti d’oro che le permettono di certificare – o quasi – la salvezza.

Fiorentina – Lazio: le pagelle della Viola

De Gea: 6 Ben presente e piazzato, anche se poche parate per lui oggi. L’estremo difensore spagnolo da un mese a questa parte sembra ritrovato solidità difensiva e parate sempre più efficienti.

Dodò: 6,5 Tanto sprintante e quanta energia per il terzino brasiliano. Si vede che ha fame ed ha voglia di lasciare il segno tornare trascinante e dominante. E non a caso i principali pericoli della Lazio arrivano dalle sue parti. Quando si accende, Tavares & co faticano a contenerlo.

Rugani: 6 Una partita buona dal punto di vista di pulizia e di controllo della propria posizione. Puntuale sugli anticipi e bravo a schermare la porta di De Gea dalle – poche – palle filtranti biancocelesti. (71′ Pongracic: sv)

Ranieri: 6 Pochi pericoli per l’ex capitano. Ma compie una partita ordinata e pulita. Talmente buona che Dia non ne prende una. L’ex Salernitana è evanescente, merito anche della sua prova difensiva. Presente, puntuale al punto giusto. Rischia qualcosa con l’entrata in campo di Noslin, ma nulla di eclatante.

Gosens: 7 Una diga. In fase difensiva è una certezza. Non passa una palla e Cancellieri, a parte uno sprint ad inizio ripresa, fatica ad imporsi contro un Gosens in formato – quasi – Atalanta. E il gol lo certifica. Inserimento da vero incursore, domina fisicamente Lazzari e rifila una testata micidiale a trafiggere Motta. (80′ Balbo: sv)

Ndour: 5,5 Non emerge come in altre prestazioni, fatica di più rispetto ad altre partite. Ma dimostra di aver fisicità e temperamento, utili a destreggiarsi in mezzo al campo. Solitamente da lui ci si aspetta qualche colpo improvviso che non arriva. Vuoi per i ritmi troppo bassi della partita, vuoi perché era troppo importante ottenere i tre punti. Fatto sta che l’ex PSG e Benfica può – e deve – fare molto di più.

Mandragora: 6,5 Quando la Fiorentina faticava ad inizio partita, è lui ad accendere la luce ai gigliati. Da lui partono la azioni decisive che possono spaccare la partita. È Rolando ad avere la scintilla per scuotere la Fiorentina. Poi attua una regia molto valida a centrocampo, utile a pulire tanti palloni sporchi e fornire delle opportunità preziose.

Fabbian: 6 Non male, anche se fatica a trovare quella fiamma che aveva ai tempi del Bologna. Il talento del ragazzo c’è e si vede, ma lo si intravede a fasi alterne. Quando Sarri rivoluziona la propria formazione, l’ex felsineo non riesce a chiudere ed anticipare il fraseggio fra Tavares e Noslin.

Harrison: 6,5 Prova molto frizzante e scoppiettante la sua. Dalle sua parti non gli capitano tante occasioni. Eppure quando ha la palla, sa dove metterla e come rendersi cruciale. Nel primo tempo è lui a sfoderare il cross al bacio per la testa di Gosens, poi nella va a centimetri dal gol del raddoppio.

Piccoli: 5,5 Inizia bene, dove fa notare la sua prestanza fisica, ma meno in chiave realizzativ. Due palle gol le ha nel primo tempo, ma non le sfrutta appieno. Nel secondo tempo gli tocca un lavoro più di copertura e di difesa, per arginare l’elettricità degli esterni laziali. Il suo lo fa ma dimostra di essere ancora lontano dall’ottima stagione effettuata in quel di Cagliari.

Fazzini: 6,5 Bravo, intraprendente e ottimo anche in fase difensiva. Sfrutta al meglio l’opportunità da titolare. E se non gli capitano grandi occasioni, dimostra comunque di averne. Dialoga molto bene fra centrocampo e attacco, lavora diversi palloni per i suoi compagni. Poi è in gamba ad arretrare il proprio raggio d’azione ed aiutare i suoi nel lavoro difensivo. Cala però nella ripresa, ma ci sta. Alla fine nell’ultimo periodo ha calcato poco il campo. Gli serve continuità ma la qualità c’è, eccome. (84′ Solomon: sv)

All. Paolo Vanoli: 6,5 Dopo la sconfitta bruciante patita in Conference League contro il Crystal Palace, il tecnico della Viola aveva, questa sera, la necessità di trovare tre punti per scacciare definitivamente – o quasi – l’incubo della retrocessione. E finalmente ci riesce, grazie ad uno dei senatori della squadra, Gosens. Imposta la partita su ritmi blandi, ma sfruttando l’esplosività e la freschezza dei numerosi giovani in rosa. Alla fine soffre qualcosa con i vari cambi di Sarri in attacco, ma senza andare mai realmente in affanno.

I voti della Lazio

Motta 6,5; Lazzari 5, Provstgaard 6, Romagnoli 5,5, Tavares 6,5; Basic 5 (46′ Dele-Bashiru 6), Patric 6, Taylor 5,5 (79′ Ratkov sv); Cancellieri 5,5 (67′ Isaksen 6), Dia 5 (67′ Pedro 5,5), Zaccagni 6 (46′ Noslin 6,5). All. Maurizio Sarri: 5,5




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