Serie A
Fiorentina, scatta il piano rifondazione: Paratici al lavoro per il nuovo progetto viola
Il centenario della Fiorentina rischia di scolorire in una stagione spartiacque, più vicina a un doloroso “anno zero” che a una celebrazione. Il netto 3-0 subito a Londra contro il Crystal Palace in Conference League pesa come un macigno: la qualificazione resta teoricamente aperta, ma richiederà un ritorno ai limiti dell’impresa. Al di là del risultato europeo, emerge con forza la necessità di fare i conti con la realtà. La priorità assoluta diventa ora una sola: blindare la permanenza in Serie A. Con un margine di cinque punti sulla zona retrocessione, ogni energia va convogliata verso un obiettivo vitale che vale più di qualsiasi sogno continentale.
Rivoluzione necessaria
Una volta conquistata la salvezza, sarà inevitabile intervenire in profondità. All’orizzonte si profila una rifondazione totale, affidata alla nuova regia di Fabio Paratici, chiamato a rimettere ordine al progetto viola. Gli investimenti estivi, vicini ai 90 milioni, e i correttivi di gennaio non hanno prodotto i risultati sperati, mettendo in luce lacune strutturali già evidenziate da Vanoli. La squadra necessita di essere ricostruita sia sul piano tecnico che numerico, ma il nodo principale resta legato alla proprietà: quali risorse verranno messe a disposizione? Si punterà a rilanciare con ambizione o a contenere i costi per riequilibrare i conti? Le risposte a queste domande determineranno il futuro competitivo del club.
Rebus Kean e il prossimo allenatore
Come riportato dal Corriere,il destino di diversi giocatori è appeso a un filo: da Gudmundsson a Gosens, passando per Dodô (fermo sul rinnovo). Tuttavia, il caso centrale dell’estate porta il nome di Moise Kean. Tra il 1° e il 15 luglio sarà attiva una clausola rescissoria da 62 milioni: una cifra che rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un rischio. L’idea della dirigenza è farne uno dei pilastri della ripartenza insieme a Fagioli, Parisi e De Gea, ma una cessione potrebbe diventare la chiave per finanziare la ricostruzione. Sul fronte panchina, infine, resta aperto il dibattito. Vanoli ha avuto il merito di risollevare una squadra in difficoltà e, in caso di salvezza, si guadagnerebbe il riconoscimento della piazza. Ma la conferma non è scontata. Sullo sfondo continua a prendere corpo il nome di Sarri: sarà proprio la scelta dell’allenatore a indirizzare il primo vero segnale sul volto della Fiorentina che verrà.
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