Ciclismo
Giro delle Fiandre 2026: il percorso e la sfida tra Pogačar e Van der Poel
Domenica 5 aprile 2026, mentre il calendario sacro celebra la Pasqua, le strade tra Anversa e Oudenaarde ospiteranno una delle liturgie laiche più viscerali del grande ciclismo: la 110ª edizione del Giro delle Fiandre. La seconda Classica Monumento della stagione esige da sempre un tributo di polvere e fatica: Tadej Pogačar si presenta al via con l’aura del vincitore uscente, esaltato dal recente trionfo alla Milano-Sanremo, pronto a misurarsi con Mathieu van der Poel nel suo terreno di caccia preferito.
Il percorso: l’esame del pavé e le pietre decisive
Il tracciato misura circa 280 chilometri e presenta un conto salatissimo da pagare: sedici muri e sei settori in pavé. La prima parte della gara scivolerà via in pianura, permettendo al gruppo di scaldare il motore fino all’ingresso nella Lippenhovestraat al chilometro 109. Da quel momento, la corsa cambierà volto.
La vera selezione avverrà negli ultimi ottanta chilometri. Il Koppenberg (600m all’11.6% con punte al 22%), posizionato a 45 chilometri dal traguardo, imporrà la prima scrematura del gruppo con la sentenza definitiva che verrà emessa dalla combinazione letale di Oude Kwaremont e Paterberg. L’Oude Kwaremont, con i suoi 1500 metri irregolari, logorerà le gambe dei favoriti. Il Paterberg (affrontato due volte), con punte oltre il 20% di pendenza a 13 chilometri dall’arrivo, farà da rampa di lancio verso Oudenaarde.
La griglia di partenza del Giro delle Fiandre 2026: scontro tra giganti
Il pronostico – come sempre quando sono in startlist – ruota attorno a due giganti del World Tour attuale. Tadej Pogačar punta alla terza corona fiamminga per avvicinarsi ai primatisti storici della Ronde. Lo sloveno arriva con l’inerzia del successo in via Roma e potrebbe sfruttare nuovamente le pendenze dell’Oude Kwaremont per fare il vuoto, ricalcando le tattiche vincenti del passato.
Mathieu van der Poel si presenta come il principale ostacolo. Il neerlandese vanta tre successi in questa competizione e conosce le strade alla perfezione. La sua condizione fisica è apparsa brillante nelle recenti uscite sulle pietre con dati sui wattaggi tra i migliori della carriera, pur sollevando qualche minimo interrogativo sulla tenuta nelle fasi conclusive.
Il gruppo degli sfidanti diretti aggiunge ulteriore tensione. Wout van Aert cerca il grande colpo e guida una squadra pronta a muoversi di rimessa, ma la vera variabile porta il nome di Remco Evenepoel. Il belga debutta al Fiandre dopo mesi di smentite, mettendo sul piatto della bilancia un motore capace di ribaltare qualsiasi scenario dalla media distanza.
Outsider di lusso e le carte dell’Italia
Alle spalle dei grandi capitani scalpitano corridori che potrebbero approfittare di marcature troppo strette ed estremo tatticismo. Kasper Asgreen ha già dimostrato in passato di saper domare questa corsa. Jasper Stuyven, Christophe Laporte e Florian Vermeersch partianno con i gradi di gregari ma se la corsa dovesse incanalarsi su certi binari potrebbero sognare anche il colpo grosso.
Il contingente italiano proverà a inserirsi nelle pieghe della gara. Alberto Bettiol, trionfatore nel 2019, conosce molto bene la corsa anche se sarà difficile un secondo exploit. Matteo Trentin porta la sua consueta affidabilità nelle classiche del Nord, ha le carte in regola e la gamba per poter ambire a una top10.
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