Serie A
Intervista Pio Esposito, rompe il silenzio: “Rigori ne sbaglierò ancora, ma non sono un fenomeno da 100 milioni”
Francesco Pio Esposito ha rilasciato un’intervista a “Il Corriere della Sera” dopo il rigore sbagliato nella finale playoff contro la Bosnia. L’attaccante dell’Inter affronta il momento più difficile della sua giovane carriera con lucidità e senso di responsabilità.
“Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire che cosa fosse successo, ero sotto terra”, racconta. L’immagine restituisce tutta la portata emotiva di quell’errore. “Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia”.
Eppure, dentro quella serata c’è anche una scelta precisa. “Quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male”. Nessun passo indietro, nessun rimpianto per aver accettato il peso del momento: “Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò”.
Lo sguardo si allarga poi alla squadra e alla partita. “Ho visto una squadra che ha dato l’anima, per la maggior parte con un uomo in meno, creando diverse occasioni. Non è bastato e non basta: l’Italia ha l’obbligo di andare ai Mondiali, bisogna prendersi la responsabilità”.
Esposito affronta anche il tema delle critiche, soprattutto quelle arrivate dai social. “C’è esagerazione, sia nel bene che nel male”, spiega con calma. Poi rimette tutto nella giusta prospettiva: “Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla Serie B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni”.
E aggiunge, con fermezza: “Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni di euro. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni”.
Dietro le prestazioni e gli errori, c’è anche un lavoro personale che va oltre il campo. “Da qualche mese lavoro con uno psicologo dello sport: mi sfogo, mi dà consigli pratici. Mi aiuta molto e mi piace approfondire”. Un percorso che lo porta a guardarsi dentro: “Faccio molta autocritica, riguardo la partita, gli errori e mi rimprovero. Ma credo sia positivo”.
Parole sincere, senza filtri. Esposito riparte da qui, tra responsabilità e consapevolezza, con la voglia di trasformare un errore in un passaggio di crescita.
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