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Serie A

Spalletti: “Primo tempo da squadra top, ripresa di livello inferiore”

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Luciano Spalletti (foto di Maurizio Valletta)

Juventus-Genoa 2-0: le parole di Spalletti in conferenza stampa.

L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha parlato in conferenza stampa al termine della partita contro il Genoa.

Ecco le sue parole.

Juventus-Genoa, le parole di Spalletti in conferenza stampa: “David? Impatto positivo”

DI GREGORIO: “Ci voleva una roba forte, di livello, bisognava nascesse da lui. Che poteva venire anche durante l’allenamento, perché ultimamente li ho trovati tutti e 3 molto dentro quello che è il livello di squadra che ci vuole in questo momento. Però lui ci aveva messo qualcosa di suo perché gli venisse sfilata la maglia. Ci voleva ugualmente qualcosa di suo per farsela rinfilare. Se l’è ripresa da solo, facendo vedere quello che è il suo livello, perché poi la Juventus non vive di pressioni esterne, ma di standard altissimi interni e sono gli standard nostri quelli di giocare partite così. Per cui, le pressioni, la storia, tutta roba che ci riempie di discorsi, ma la realtà è che le pressioni sono tutte interne, perché dobbiamo essere noi che si va ad essere pignoli con noi stessi, noi siamo di livello top. Si ha la maglia a strisce che ci indica la strada, dobbiamo seguire quel segnale lì. Tu vai e determini che ti venga dato spazio. E mi fischiano e non mi fischiano? Non te ne frega niente. E gli ho fatto i complimenti ovviamente a fine partita, glieli hanno fatti tutta la squadra”.

ZOCCOLO DURO ITALIANO: “Ragazzi, quello che dice lei per la Nazionale è un qualcosa che va bene, però poi i giocatori si vanno a comprare in base alle necessità, in base ai costi, in base a tante cose. E lo torno a ripetere – poi non so nemmeno se è attuabile – ho fatto un esempio, ho fatto un paragone di che scenario verrebbe fuori. Oggi Udinese-Como, 33 giocatori, 2 italiani. E dici, ma andiamo a dirglielo, se però hanno vantaggi a prendere altri prendono altri. Per cui o nasce spontaneo questo affetto, perché delle mamme si è già detto… se però non ci si fa caso o non si riesce a vederli, bisogna imporcelo, ci deve essere una regola che ce lo impone. Perché io per far giocare un altro Under 19, ne devo avere 4 in squadre e ne devo preparare 2 per il prossimo anno, per cui poi non voglio dire che diventeranno tutti fortissimi, ma può darsi che uno diventi titolare nella Cremonese. E sei costretto ad averne 4 tutti gli anni e 4 per 20 squadre, quanti sono? 80. E già qualcosa cambia, perché da quegli 80 qualcosa verrà fuori. Ma è un esempio che può dare un contributo reale, ma non so se questo è possibile o non è possibile farlo. Ma da un punto di vista numerico ti aiuterebbe molto, perché saresti costretto a farli crescere bravi, perché poi li devo far giocare. Per poter aspirare a vincere li devo far crescere bene, devo dar loro da mangiare roba buona”.

SU DAVID: “Impatto positivo? Sì, altrimenti lo avrei tolto prima. Lui ha fatto quello che doveva fare. Poi è chiaro che se gli randelli la palla addosso… il suo lo ha fatto bene, ha corso, ha pressato, ha pulito varie situazioni dentro la partita. L’ho fatto giocare perché credo che ci possa dare una mano, altrimenti non lo avrei scelto”.

MANCANZA DI CONTINUITA’: “La squadra che siamo è la somma delle scelte che facciamo insieme. Nel primo tempo siamo una squadra top, nel secondo tempo siamo di livello inferiore a quello che siamo. Io ho l’esigenza di essere di questo livello qui e noi poi si va a subire di essere di un livello inferiore a quello che siamo. C’è la fase di possesso e quella di non possesso, poi c’è la fase di nessuno, quella che nessuno sa chi va a prendersi quel pallone. Noi nel secondo tempo siamo stati dentro il rimbalzo dei palloni, dentro il caos della volontà o dello scorrimento della partita, non abbiamo saputo dare una direzione. Se siamo quelli lì siamo una squadra normale, se siamo quelli del primo tempo siamo una super squadra, ma forse nel primo tempo abbiamo fatto qualcosa in più, siamo stati straordinari Non si riesce a dare una sostanza, una continuità. Non lo so se è stato troppo meglio il primo tempo che sei salito di livello superiore, perché noi dobbiamo seguire e onorare quello che è il nostro comportamento. Io sono quello che faccio vedere durante le partite, sono quello lì, voglio diventare di livello top. Questa autoesigenza di migliorare sempre si deve attivare automaticamente, non ci deve essere la maglia che me lo indica, è proprio il mio lavoro che mi costringe ad essere quello lì”.

BALDANZI: “Io in Nazionale ho sbagliato tante cose. Io ho sbagliato a non portare nessuno di Serie B o Serie C. Baldanzi è uno di quelli che arriverà, gli si legge in faccia che ha giudizi obiettivi di sé, che ha voglia di giocare, non entra e gioca con presunzione. Vuole portare a casa il suo premio giornaliero e io spero che trovi le persone che lo fanno giocare perché diventerà un grande giocatore”.




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