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Saliou Niang vola in NCAA con un contratto da 5 milioni grazie al NIL
Saliou Niang vola negli Stati Uniti in NCAA. L’ala della Virtus Bologna, scelta al Draft NBA 2025 dai Cleveland Cavaliers, ha accettato un’offerta dalla NCAA per la prossima stagione. Il giocatore lascerà l’Italia con un anno di anticipo rispetto ai piani originali, grazie a un accordo economico vicino ai 5 milioni di dollari annui reso possibile dalle nuove regole sui diritti d’immagine universitari. Louisiana State University (LSU) sembra attualmente l’ateneo in netto vantaggio per assicurarsi le prestazioni dell’atleta azzurro, con North Carolina subito dietro.
L’impatto del NIL e l’offerta irrinunciabile della NCAA per Saliou Niang
L’introduzione del sistema NIL (Name, Image, and Likeness) da parte della NCAA ha abbattuto lo scudo – ormai diventato totalmente anacronistico – del dilettantismo puro, spinta anche dalla concorrenza di leghe di sviluppo alternative come la G League o Overtime Elite. Oggi le università sono un mercato aperto, all’interno del quale gli studenti-atleti possono finalmente monetizzare i propri diritti d’immagine attraverso contratti pubblicitari.
Sbaglia, però, chi immagina un far west privo di controllo. Gli accordi devono rispettare le legislazioni dei singoli Stati e allinearsi ai codici etici dipartimentali. Università di estrazione conservatrice o religiosa, per esempio, vietano rigorosamente associazioni commerciali con alcol, brand legati al tabacco o scommesse sportive. Il regolamento proibisce inoltre il cosiddetto pay-for-play: un finanziatore esterno non può usare il denaro come esca per convincere un liceale a scegliere un determinato ateneo, sebbene possa assumerlo come testimonial a immatricolazione avvenuta. Il discrimine tra reclutamento illecito e sponsorizzazione diventa incredibilmente sottile, celato dietro l’ambigua formula “dell’equo valore di mercato” richiesta per le retribuzioni.
L’offerta messa sul piatto per Niang evidenzia la potenza di fuoco dei programmi universitari d’oltreoceano. Il giocatore andrà a percepire una cifra circa dodici volte superiore rispetto all’ingaggio da 400mila euro concordato in precedenza con la Virtus Bologna, un accordo che posizionerà l’azzurro tra gli sportivi più pagati dell’intero circuito collegiale e che automaticamente rende il confronto impietoso persino con l’Eurolega. Nel massimo torneo continentale europeo, infatti, solo Kendrick Nunn al Panathinaikos e Vasilije Micić all’Hapoel Tel Aviv vantano ingaggi superiori a quello che l’azzurro incasserà in NCAA.
Il tesoretto della Virtus e i nuovi obiettivi di mercato
La partenza anticipata di Niang obbliga adesso la Virtus Bologna a rimodellare le strategie per il gruppo della stagione 2026/2027, aiutata da un’immediata iniezione di liquidità. La società felsinea incasserà un indennizzo compreso tra i 500mila e i 600mila euro per liberare l’ala prima della scadenza naturale del contratto.
La dirigenza sta utilizzando queste risorse per ricostruire il pacchetto dei giocatori italiani. Il nucleo centrale ripartirà dalle conferme di Daniel Hackett e Mouhamet Diouf, ai quali si aggiunge il talentuosissimo Alessandro Ferrari. Sul mercato le attenzioni si concentrano su Andrej Jakimoski, ala in uscita da Trento, mentre per il reparto esterni il ballottaggio principale coinvolge Tommaso Baldasso e Davide Casarin. Sul fronte dei lunghi si valuta con attenzione il profilo di Amar Alibegovic. L’ex Trapani, attualmente protagonista in Spagna con la maglia del Granada, potrebbe prendere il posto di Nicola Akele e ritrovare così il palcoscenico dell’Eurolega.
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