Tennis
Jannik Sinner, “not too bad”: l’uomo dei record
Si scrive Jannik Sinner, si legge record. Il ragazzo di San Candido ha riscritto – ancora una volta – le logiche del tennis, collezionando una serie di primati e statistiche da capogiro. Il Mutua Madrid Open è stato l’ennesima dimostrazione di supremazia nei confronti di un circuito orfano, per almeno un altro mese, di Carlos Alcaraz. Il numero 1 del mondo ha iniziato il torneo a marce basse, per poi sprigionare tutta la sua forza nelle fasi finali. A giovani come Jodar e Fils ha tarpato le ali dell’entusiasmo, evitando (per ora) di farli decollare. Ad un veterano come Zverev l’ha mandato in analisi, sconfiggendolo per la nona volta consecutiva e lasciandogli appena 3 game nella seconda finale 1000 più corta di sempre.
Tutti i record di Sinner dopo Madrid
Il trionfo di domenica ha regalato a Sinner una serie di record impressionanti. L’azzurro ha collezionato il quinto Master 1000 consecutivo, risultato mai ottenuto da nessuno in carriera. Di questi 5 titoli, c’è il poker di inizio anno, Indian Wells-Miami-Montecarlo-Madrid: altra impresa che solo Jannik è riuscito a realizzare. A partire dalla vittoria contro Bergs il 29 ottobre a Parigi, l’altoatesino ha conquistato 28 successi consecutivi negli appuntamenti 1000. Raggiungendo la semifinale a Roma, Sinner supererebbe le 31 partite vinte consecutivamente da Djokovic, una striscia di risultati utili a dir poco clamorosa.
Sempre agli Internazionali d’Italia, c’è un altro record che il beniamino di casa metterà nel mirino. Infatti, trionfando davanti al proprio pubblico, Jannik completerebbe il Golden Master a soli 24 anni, ovvero vincere tutti i 9 tornei 1000 almeno una volta in carriera. Per dare una dimensione di tale avvenimento, l’unico tennista in grado di raggiungere questo obiettivo è stato sempre Djokovic, a 31 anni. Ieri è iniziata la settimana numero 70 in testa alla classifica per Sinner, sicuro di rimanere al vertice almeno fino a Wimbledon. L’azzurro supererà Stefan Edberg, avvicinandosi alla top 10 all time di Lleyton Hewitt, con 80 settimane da primatista ATP.
“Not too bad” direbbe qualcuno, che di questo sport, e di record, ne sa qualcosa.
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