Serie A
Juventus, la Fiorentina riapre ai fantasmi del passato: tra precedenti pesanti e corsa Champions cresce la tensione
La vittoria di Lecce ha restituito ossigeno alla Juventus, ma non ha cancellato la pressione.
I bianconeri tengono ancora il proprio destino tra le mani nella corsa alla prossima Champions League, eppure all’Allianz Stadium l’atmosfera si preannuncia pesante. Troppo alta la posta in palio, troppo delicato il momento della stagione. E soprattutto, troppo ingombrante il nome dell’avversario: la Fiorentina.
I viola rappresentano infatti uno dei ricordi più scomodi della recente storia juventina.
L’ultima vittoria della Juve contro la squadra toscana risale all’aprile 2024, quando un gol di Gatti bastò per firmare un successo di misura. In panchina sedeva ancora Massimiliano Allegri, destinato poche settimane più tardi a conquistare la Coppa Italia prima dell’addio definitivo a Torino. Quella rete arrivata dopo 21 minuti completava una doppia vittoria stagionale contro la Fiorentina, considerando anche l’1-0 dell’andata deciso da Miretti al Franchi.
Da quel momento, però, il vento è cambiato. La Juventus non è più riuscita a battere la Fiorentina: due pareggi e soprattutto una sconfitta che ha lasciato segni profondissimi. L’1-1 dell’andata, giocato a novembre, aveva già evidenziato le difficoltà bianconere. Kostic aveva portato avanti la squadra nel recupero del primo tempo, ma Mandragora aveva rimesso tutto in equilibrio poco dopo l’intervallo.
Il vero terremoto, però, è arrivato il 16 marzo 2025.
Quel giorno la Fiorentina travolse la Juventus con un netto 3-0, spalancando definitivamente la crisi della squadra allora guidata da Thiago Motta. Dopo il pesante ko interno contro l’Atalanta, la trasferta di Firenze appariva già decisiva per il tecnico italo-brasiliano. E infatti bastarono appena 18 minuti per far precipitare tutto: Gosens e Mandragora indirizzarono immediatamente la gara, poi Gudmundsson chiuse i conti a inizio ripresa. Una Juventus senza reazione, incapace di opporsi, travolta sotto ogni aspetto.
L’esonero di Motta arrivò soltanto il 24 marzo, durante la sosta per le Nazionali, ma quella serata del Franchi aveva già scritto il finale della sua avventura bianconera.
Ora la storia rimette davanti Juventus e Fiorentina in un contesto diverso ma altrettanto delicato. I bianconeri devono difendere il piazzamento Champions da Roma, Milan e Como, tutte ancora in corsa e pronte ad approfittare di qualsiasi passo falso. La Fiorentina invece arriva con uno stato d’animo differente: il campionato resta deludente, ma la salvezza conquistata contro il Genoa ha almeno tolto dalle spalle viola il peso dell’ansia da risultato.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che può cambiare l’equilibrio della partita. La Juventus giocherà con l’obbligo di vincere, mentre la Fiorentina potrà affrontare la sfida con maggiore leggerezza mentale. In gare così tese, spesso, conta tantissimo.
Resta infine il grande dubbio legato a Moise Kean. L’attaccante continua a lavorare a parte dopo l’infortunio alla tibia rimediato ad aprile e le possibilità di vederlo anche solo in panchina sembrano ridotte al minimo. Lui però non vuole arrendersi e proverà fino all’ultimo a esserci contro il suo passato. Perché Juventus-Fiorentina, da queste parti, non è mai una partita qualunque.
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