Serie A
Milan, Pulisic: “Digiuno di gol? Non sono preoccupato, tornerò a segnare”
Christian Pulisic, attaccante del Milan, ha parlato nel corso di un’intervista concessa al Times della sua stagione e del suo futuro al Mondiale. Ecco le sue parole.
Sul digiuno dal gol
“Puntare la porta, creare azioni d’attacco, per me è questo il motivo per cui gioco. Ovviamente devi fare tutto il resto, difendere e correre, cose diverse. Va bene così. Ma ciò che mi dà gioia ed eccitazione è creare modi per segnare, fare gol e finalizzarli. Digiuno di gol? Non sono preoccupato, tornerò a segnare. Ho un modo molto specifico di pensare alle prestazioni, e ho sempre voluto essere vicino al campo di allenamento, perché quello è il mio lavoro, ed è ciò che faccio ogni singolo giorno. Mi ha aiutato in molti modi. Mi ha anche reso infelice a volte”.
Sul Mondiale
“Critiche? Se facciamo un buon Mondiale, tutto sarà dimenticato. Tutti parleranno di quanto siamo stati bravi. È così che vanno le cose. Possiamo vincere, ma non è da me dare garanzie azzardate. Però posso sedermi sul mio letto la sera e immaginarmi mentre alzo il trofeo della Coppa del Mondo. Lo facevo da bambino. Non smetterò. Devi crederci. Perché no?”.
Sull’esperienza al BVB
“Sembra fantastico essere un calciatore professionista, è tutto ciò che ho sempre desiderato. Ma l’idea di farlo davvero mi terrorizzava. Avevo molta paura. Il primo anno a Dortmund è stato l’anno più difficile della mia vita. Inizi a sentirti sempre più come: «Wow, questi ragazzi non vogliono che io abbia successo». Serve tanta fiducia quasi delirante”.
Sull’esperienza al Chelsea
“Quando la gente dice che al Chelsea non è stato un periodo di successi, è strano per me, perché so che è così che va la carriera di tutti. Non è solo un volo costante verso l’alto”.
Sul Milan
“Non ho pensato tanto alla proprietà americana (RedBird, n.d.r.) né ascoltato tutti i tipi di istruzioni. Ero tipo: «Sai cosa? Vado solo a giocare». Mi piace pensare di aver aiutato a cambiare la percezione degli americani nel calcio in molti modi”.
Sulle critiche dei tifosi americani
“Le critiche dei tifosi americani sono state difficili da affrontare, perché normalmente posso far stare zitta la gente giocando a calcio. È quello che ho fatto per tutta la carriera. Sono in vacanza, la gente parla di me e non posso semplicemente andare a segnare e zittirli”.
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