Serie A
Mourinho scuote i neroazzurri: “Nessuno dell’Inter di oggi giocherebbe nella mia squadra del Triplete”
José Mourinho torna a far discutere, lo Special One, intervistato da Sportweek, ha ripercorso alcuni dei momenti più importanti della sua carriera, soffermandosi soprattutto sulla sua Inter e lanciando paragoni destinati inevitabilmente ad alimentare il dibattito.
L’attuale allenatore del Benfica, accostato nelle ultime settimane a un possibile ritorno al Real Madrid, non ha nascosto il forte legame con il passato nerazzurro. Ma lo ha fatto nel suo stile: diretto, provocatorio e senza mezze misure.
La frase che più di tutte ha acceso le discussioni riguarda il confronto tra l’Inter di oggi e quella che conquistò il Triplete nel 2010. Mourinho non lascia spazio a interpretazioni:
“Mi piacciono tanto i calciatori di questa Inter, ma nessuno di loro avrebbe giocato nella mia squadra del Triplete”.
Parole forti, che accompagnano anche il paragone tra Lautaro Martinez e Diego Milito. Anche in questo caso il tecnico portoghese prende posizione con chiarezza:
“Amo Lautaro, però amo Milito tre volte perché sto parlando di uno degli uomini del Triplete”.
Mourinho descrive Milito come uno dei giocatori che più hanno inciso nel suo percorso all’Inter, sottolineando ancora una volta il peso storico di quella squadra che conquistò Champions League, Scudetto e Coppa Italia.
Nel corso dell’intervista, il tecnico portoghese ha parlato anche di Cristian Chivu, protagonista della recente stagione nerazzurra. Mourinho riconosce meriti importanti all’ex difensore, pur evidenziando anche un contesto favorevole: “Chivu è stato bravo e fortunato”.
Poi approfondisce il ragionamento sul percorso dell’allenatore rumeno: “Non ha smesso di giocare ieri e iniziato ad allenare oggi. Ha fatto un percorso di formazione allenando la Primavera dell’Inter e facendo molto bene a Parma”.
Secondo Mourinho, la corsa Scudetto non ha presentato avversarie realmente dominanti:
“Il Napoli non ci è riuscito, il Milan è in fase di transizione e la Juve pure”.
Lo Special One ha poi rivolto lo sguardo ai prossimi Mondiali, mostrando fiducia nel suo Portogallo: “Il Portogallo può vincerli”.
Nello stesso passaggio ha espresso anche una posizione netta sulla partecipazione dell’Iran:
“L’Iran deve partecipare”.
Tra una riflessione e l’altra, emerge anche il lato più nostalgico di Mourinho. Quando gli viene chiesto quale sia stata la scelta più difficile della sua carriera, la risposta arriva immediata:
“Lasciare l’Inter”.
Un addio che però rifarebbe ancora oggi, perché arrivato subito dopo il trionfo più grande: “Avevo appena vinto la Champions dopo Coppa Italia e Scudetto e poi sono andato al Real Madrid”.
Infine, un pensiero anche per Roma e per San Siro, due luoghi rimasti profondamente legati alla sua storia personale. Ma Mourinho chiude l’intervista con una frase che racconta ancora perfettamente la sua mentalità: “La vittoria che mi rende più orgoglioso è sempre la prossima”.
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