Calcio
PSG-Arsenal, 1-1 (4-3 d.c.r.): francesi (ancora) campioni d’Europa! Kvara lascia il segno, delude Eze
Era la gara più attesa dell’anno e di certo non ha deluso le aspettative. PSG-Arsenal si contendevano la conquista della Champions League 2025-2026. Andato in scena oggi, sabato, 30 maggio 2026 dalle ore 18:00 alla Puskás Aréna, l’ultimo atto della più importante competizione europea per club hanno premiato i transalpini. L’1-1, maturato grazie alle marcature di Kai Havertz e Moussa Dembélé al termine dei 120′ complessivi, viene risolto nel terno a lotto dei calci di rigore: il 4-3 finale consente agli uomini di Luis Enrique di confermare il titolo di campione d’Europa conquistato un anno fa contro l’Inter in quel di Monaco di Baviera. Fatta questa premessa, andiamo a ripercorrere e ad analizzare l’interminabile finale di Budapest.
HAVERTZ ROMPE GLI INDUGI: CHE MISSILE DEL TEDESCO!
Partite di questo calibro e avversari di tale portata sanno infiammarsi anche nelle fasi iniziali del gioco. Talvolta bastano piccoli dettagli. Quelli che sanno sfruttare i Gunners dopo sei giri di lancette. Un rinvio difensivo di Marquinhos incoccia sul braccio destro (aderente al corpo) di Leandro Trossard. Il rimpallo, avvenuto sul settore destro offensivo della metà campo del PSG, spiana un’autostrada a Kai Havertz. Partito a tutta velocità sulla fascia sinistra d’attacco dell’Arsenal, il tedesco approda in aerea di rigore e “brucia” Matvei Safonov con un diagonale terra-aria. Il pallone arresta la propria corsa sotto l’incrocio dei pali della porta del portiere ucraino, rompendo gli indugi della gara. Questa doccia fredda non attenua la voglia di fare la partita da parte del PSG.
IL PSG È PADRONE DEL CAMPO, MA FATICA: SOLO UN “ACUTO” AGLI ATTI
I parigini si impadroniscono del campo, ma fanno fatica a produrre occasioni da rete degne di nota. Tutto merito della fase difensiva dei londinesi, i quali arretrano compatti nella propria metà campo per chiudere le possibili linee d’offesa ai campioni d’Europa in carica. L’atteggiamento senza palla dei campioni d’Inghilterra, però, presenta un segnale di cortocircuito sul finire della prima frazione. Al 43′, Nuno Mendes riceve uno “scarico” sull’out mancina e sgasa su Cristhian Mosquera con un controllo orientato verso l’area di rigore degli inglesi. Quasi all’altezza della linea di fondo, il terzino portoghese piazza un traversone al centro sul secondo palo. La deviazione volante di Piero Hincapié diventa una sponda involontaria per Fabián Ruiz. Appostato sul lato corto sinistro dell’area piccola, l’ex centrocampista del Napoli indirizza alto sopra la traversa il suo colpo di testa.
PSG-ARSENAL: KVARA SI “ACCENDE”, DEMBÉLÉ RIMETTE TUTTO IN EQUILIBRIO
La ripresa comincia con un PSG sempre dominante da un punto di vista territoriale, ma più tambureggiante. L’esigenza di recuperare il risultato avverso mette gli uomini di Luis Enrique nelle condizioni di alzare i giri del motore. Diversamente dalla prima frazione di gioco, i transalpini cambiano il loro modo di attaccare: abbandonano le imbucate in profondità per allargare la manovra lungo le corsie laterali ed è proprio così che nasce la rete del pareggio dei campioni d’Europa. Poco dopo lo scoccare dell’ora di partita, Khvicha Kvaratskhelia punta Cristhian Mosquera sulla sinistra. Per cercare di aggirare l’esterno basso spagnolo, entrare nel grande “box” inglese e tentare la battuta a rete, il 7 dei francesi crea un “triangolo” con Moussa Dembélé. L’ex calciatore del Barcellona chiude il gioco associativo con una sponda verso il suo compagno, che viene atterrato dal classe 2004. Per il direttore di gara designato per PSG-Arsenal non ci sono dubbi: il tackle affondato dal giovane terzino dei Gunners è punibile mediante la concessione del calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Dembélé, il quale spiazza David Raya con una conclusione che gonfia l’angolino basso alla destra dell’estremo difensore iberico al 65′.
PSG-ARSENAL, I PARIGINI SI COSTRUISCONO UN FINALE DA CARDIOPALMA
Il ripristino dell’equilibrio sembra stare stretto ai detentori della Champions League. Soprattutto a Kvaratskhelia, le cui accelerazioni spaccano in due la retroguardia degli uomini di Mikel Arteta. Siamo al 77′: l’ex ala del Napoli mette il turbo, cambiando campo in solitaria. La sua corsa a perdifiato cala d’intensità con l’avvento in area di rigore: le sue doti atletiche lasciano spazio alla conclusione mancina, che si stampa sul palo complice una deviazione decisiva di Myles Lewis-Skelly. L’assolo del classe 2001 rappresenta un frangente mediante cui il PSG porta definitivamente il match dalla propria parte. I minuti conclusivi del secondo tempo sono tutti a tinte blubiancorosse e svegliano due calciatori in preda al torpore: Vitinha e Bradley Barcola. Il primo “sussurra” alla traversa con una finalizzazione a girare con 180” da giocare prima della segnalazione di recupero. Non ci sarebbe stato nulla da fare per Raya, che trema anche a sfida conclusa. Il secondo dei due giocatori sopracitati, infatti, si esibisce in una “scorribanda” a campo aperto lungo il settore di sinistra. Subentrato al posto di Kvaratskhelia, l’esterno d’attacco francese si incunea in area senza opposizioni e fa partire un diagonale che colpisce l’esterno della rete. È questa l’ultima emozione che la Puskás Aréna riserva nel computo dei tempi regolamentari, che diventano supplementari.
TRA LA TENSIONE DEI SUPPLEMENTARI E LA LOTTERIA DEI RIGORI, LA SPUNTA IL PSG: I FRANCESI SI CONFERMANO CAMPIONI D’EUROPA
I trenta minuti aggiuntivi della finalissima di Budapest assumono le sembianze di una parentesi da dover giocare solo causa regolamento. La paura di incappare nell’errore decisivo blocca entrambe le formazioni, che si trascinano verso la lotteria dei rigori. Gonçalo Ramos è il primo della lista a battere il tiro dagli undici metri sotto la curva destinata ai propri tifosi. La sua conclusione è perfetta esattamente come quella di Viktor Gyökeres. Risulta impeccabile anche l’esecuzione di Désiré Doué, la cui segnatura precede l’errore grossolano di Eberechi Eze e quello di Nuno Mendes: la parata di Raya tiene in piedi il PSG. La serie alternata di segnature griffate da Declan Rice, Achraf Hakimi, Gabriel Martinelli e Lucas Beraldo mettono sui piedi di Gabriel un pallone che scotta. Il centrale brasiliano, però, opta per un tiro che supera la traversa. Questa maldestra finalizzazione è decisiva ai fini del match. Per effetto di questo errore, il PSG difende il titolo di campione d’Europa per la seconda volta consecutiva.
PSG-ARSENAL, LE PAGELLE DELLA FINALISSIMA
PSG (4-3-3): Safonov 6; Hakimi 5,5, Marquinhos 6,5 (Dal 105′ s.t.s. Beraldo 6), Pacho 5, Nuno Mendes 6; João Neves 5,5, Vitinha 6,5 (Dal 105′ s.t.s. Zabarnyi 6), Fabián Ruiz 6 (Dal 95′ p.t.s. Zaïre-Emery 6); Doué 6, Dembélé 6,5 (Dal 96′ s.t. Gonçalo Ramos 6), Kvaratskhelia 7 (Dall’83’ Barcola 6). Allenatore: Luis Enrique 6,5.
ARSENAL (4-2-3-1): Raya 6,5; Mosquera 5 (Dal 66′ Timber 5,5), Saliba 5,5, Gabriel 6, Hincapié 6; Rice 6, Lewis-Skelly 6,5 (Dal 90′ p.t.s. Zubimendi 6); Saka 5 (Dall’83’ Madueke 5,5), Ødegaard 5 (Dal 66′ Gyökeres 5,5), Trossard 6,5 (Dall’83’ Martinelli 5,5); Havertz 7 (Dal 90′ p.t.s. Eze 4,5). Allenatore: Arteta 6.
SEGUICI ANCHE SU: Instagram @oggisport | X OggiSportNotiz2 | Facebook @oggisportnotizie | Telegram OggiSportNotizie | Youtube @oggisportnotizie | Twitch OggiSportNotizie | Bluesky @oggisportnotizie.bsky.social | Threads @oggisport

