Interviste Esclusive
ESCLUSIVA – Zenoni: “Alla Juventus c’erano prima uomini e poi campioni”
Oggi ai nostri microfoni è intervenuto l’ex centrocampista Cristian Zenoni, che nel suo periodo da calciatore ha vestito le maglie di Atalanta, Juventus Bologna e Milan. Con lui abbiamo parlato di attualità, ma anche di passato.
Le sue dichiarazioni
Le parole di Zenoni
In questi ultimi anni si è parlato di DNA Juventus, lei ha avuto in campo gente come Buffon, Del Piero o in dirigenza persone come Moggi, Bettega cosa trasmettevano?
“Sicuramente la Juve di una volta partiva dalla società dirigenza per lanciare delle basi solide e poi c’era la scelta dei giocatori. Diciamo che era tutto l’insieme che la Vecchia signora veniva visto come una società top. Sicuramente grandi campioni sono passati dalla Juventus ma prima erano uomini, perché se faccio il nome di Del Piero, Montero, Conte partivano prima da un livello personale”.
Come valuta la stagione di Cambiaso?
“Quando le cose vanno meno bene diventa tutto più complicato, però secondo me Cambiaso è un buon giocatore e lo ha dimostrato negli anni precedenti, anche se ha avuto qualche battuta a vuoto”.
In questa stagione si sono messi in evidenza esterni come Palestra e Kayode con moduli diversi, cosa ne pensa di loro?
“Il modulo sicuramente é importante, per dei giocatori con determinate caratteristiche e metterlo nelle condizioni migliori. Dipende dalla richiesta dell’allenatore che cosa chiede a quel giocatore. Palestra sta facendo un grandissimo campionato e sarà uno dei prossimi obiettivi delle grandi squadre”.
Nel girone di ritorno si aspettava un’involuzione così del Milan o pensa che avesse una rosa corta?
“Se devo essere sincero il Milan ha fatto un grande campionato all’andata e all’inizio del ritorno, però in questi ultimi mesi gli è mancato qualcosa anche a livello di qualità”.
Lei che idea si è fatto, perché non ci sono più i talenti in Italia e per lei che emozione era quando andava in nazionale?
“Vestire la maglia della nazionale è una cosa immensa, anche se per poche convocazioni te la porti a vita, perché in quel periodo li c’erano grandissimi campioni di livello. Sulla nazionale attuale non la risolvi cambiando una situazione, bisogna lavorare a 360 gradi e cambiare delle leggi. Noi abbiamo sempre avuto grandi giocatori con qualità ma gli diamo poco spazio e dobbiamo avere anche visione e prospettiva per crescere”.
Sulla sua carriera
Le parole di Zenoni sulla sua carriera
Lei ha vinto lo scudetto del 5 maggio con la Juventus, cosa si ricorda di quella giornata?
“Mi ricordo benissimo i primi 10 minuti della partita di Udine. Noi ci abbiamo sempre creduto, dovevamo vincere e sperare nella Lazio. L’Inter a Roma secondo me qualcosa ha lasciato, ma noi ci abbiamo creduto fino alla fine”.
Che aneddoti si ricorda nello spogliatoio della Juventus prima di partite importanti?
“Del Piero ti trattava come se eri un campione che era arrivato a inizio mercato. Io arrivavo dell’Atalanta, ero giovane, mentre nello stesso momento alla Juventus erano arrivati Buffon, Nedved e Thuram e a livello personale ha trattato tutti allo stesso modo, quindi per farti capire chi era il capitano della squadra e questo era il punto di partenza”.
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