Calcio
Da Sarri a Giuntoli, l’Atalanta si rivoluziona con gli addii eccellenti di Ederson e Palestra che non fanno male alla squadra
Dopo un anno di “transizione”, l’Atalanta riparte ancora una volta dall’Europa, ma lo fa compiendo una vera e propria rivoluzione a livello tecnico. Addio a Raffaele Palladino e Tony D’Amico e dentro Maurizio Sarri e Cristiano Giuntoli per tornare a puntare in grande, nonostante a Bergamo la parola d’ordine sia prima fare cassa e poi rinforzare la squadra con nuovi colpi.
SARRI-GIUNTOLI, UNA COPPIA D’ASSI PER PUNTARE OLTRE LA ZONA CHAMPIONS
Se la qualificazione alla Conference League era stata salutata da Raffaele Palladino con grande gioia, quasi come un traguardo impensabile dopo l’eredità raccolta da Ivan Juric durante il girone d’andata del campionato 2025/26, lo stesso non la pensava la famiglia Percassi, decisa a cambiare non appena le possibilità di giungere nell’Europa che conta si sono fatte più flebili.
Se è vero che la festa in campo dopo la sconfitta con il Bologna ha coinvolto l’intera New Balance Arena, sia fra i tifosi che fra gli addetti ai lavori si percepiva un certo malcontento soprattutto per la scelta del tecnico campano di epurare alcuni giocatori come Gianluca Scamacca e Lazar Samardžić. Una decisione che non è andata giù, considerato che si era già scelto di sacrificare una pedina importante come Ederson che senza dubbio ha influenzato l’andamento della squadra, apparsa stanca e senza motivazioni quando serviva lottare.
Da qui la scelta di cambiare, sostenuta in primavera dalla decisione di Tony D’Amico di cambiare aria e puntare sul Milan. Tutto ciò non si è realizzato, con il dirigente che si è poi trasferito a Roma al fianco di Gian Piero Gasperini, ma che ha fatto buon gioco alla società guidata dalla famiglia Percassi che ha deciso di puntare su un direttore sportivo d’esperienza come Cristiano Giuntoli.
Se è vero che pesa il fardello del fallimento alla Juventus, il dirigente fiorentino ha pagato troppo colpe non sue potendo offrire molto in una piazza come Bergamo dove la Champions League è diventato di fatto un obiettivo costante (con buona pace del presidente Antonio Percassi che ogni anno predica la salvezza).
Volendo anche dare una svolta al gioco impostato da Palladino, è diventato gioco-forza utile l’arrivo di Giuntoli per puntare su un altro grande allenatore in cerca di rilancio, Maurizio Sarri. Se è vero che al toscano servirà magari un po’ di tempo per far digerire i propri schemi, dall’altra parte con la Lazio ha dimostrato di poter fare grandi cose anche senza giocatori all’altezza e un mercato bloccato. Inutile nascondersi che all’Atalanta le cose potrebbero cambiare con Sarri che avrà un budget a disposizione più ampio e potrà riprendere il filo con Giuntoli interrotto a Napoli.
EDERSON E PALESTRA: DUE CESSIONI CHE NON FANNO MALE E AMPLIANO IL MERCATO
Per iniziare un nuovo progetto si deve pensare al mercato e l’Atalanta, come avvenuto costantemente durante l’era Percassi, ha sempre puntato a cedere qualcuna delle sue punte di diamante. Ben prima che si potesse chiudere il discorso definitivamente con Giuntoli e Sarri, è arrivata la decisione di cedere Ederson al Manchester United.
Un giocatore che è cresciuto di fatto con la Dea dopo essere approdato dalla Salernitana un po’ come un “underdog” e pian piano si è preso spazio, andando a far dimenticare quel buco lasciato a centrocampo da Teun Koopmeiners. Peccato, come già si diceva, che il brasiliano avesse la testa al mercato già da diverso tempo e ha dimostrato in campo prima di tutto di voler spiccare il volo verso altre destinazioni.
Detto, fatto, ed ecco arrivare l’offerta da circa quarantacinque milioni proveniente dal Manchester United che consente all’Atalanta di mettere a segno un’ottima plusvalenza senza toccare altri punti nevralgici del campo, come la porta con Marco Carnesecchi che è stato più volte contattato dalla Juventus senza che la squadra orobica volesse veramente privarsene.
Il portiere riminese è diventato con il tempo uno dei leader della squadra e, in una formazione dove il portiere svolge un ruolo primario come quelle tradizionalmente volute da Maurizio Sarri, la sua permanenza diventa di vitale importanza per l’Atalanta.
A questo punto, volendosi anche togliere un altro sfizio, il club nerazzurro ha deciso di cedere un altro pezzo da novanta come Marco Palestra. Se è vero che il terzino destro avrebbe fatto molto comodo al tecnico toscano, dall’altra parte l’Atalanta non l’ha mai avuto veramente a disposizione. Con la prima squadra ha infatti totalizzato soltanto quindici presenze nell’annata 2024/25, facendo la spola dall’Under 23, per poi esplodere definitivamente al Cagliari.
Il suo rientro poteva sicuramente rappresentare il primo grande acquisto della nuova Atalanta, ma cinquantacinque milioni al Chelsea non si possono rifiutare, considerato che è un prodotto del settore giovanile, senza quindi ulteriori spese a bilancio.
GAETANO E SAVONA, I VOLTI NUOVI PER UN’ATALANTA ANCOR PIU’ ITALIANA
Per coprire gli eventuali buchi lasciati da queste cessioni, come si muoverà l’Atalanta? Sicuramente rinsaldando le linee e puntando con quanto già c’è in squadra, poi cercando di pescare fra gli italiani che hanno mostrato di crescere.
I nomi sono noti ormai da tempo. Il primo colpo dovrebbe arrivare da quel Cagliari che ha accompagnato la crescita di Palestra. Si tratta di Gianluca Gaetano che, dopo una sporadica presenza con il Napoli, ha dimostrato di poter svolgere anche il ruolo di playmaker con i sardi. Giocatore richiesto fortemente da Sarri, era finito nel mirino anche della Juventus, ma Gaetano ha voluto l’Atalanta con una spesa attorno ai 6,5 milioni di euro.
Al posto di Palestra l’obiettivo è Nicolò Savona che negli ultimi mesi ha dovuto rimanere fermo a causa di un grave infortunio al ginocchio. Il terzino valdostano ha dimostrato di che pasta è fatto nelle venti partite giocate in Premier League con il Nottingham Forest segnando anche due reti contro Liverpool e Manchester United.
La sfortuna si è ovviamente accanita su di lui, ma Savona potrebbe rientrare in Italia anche con l’obiettivo di riprendersi quella maglia azzurra che per ora ha visto soltanto nei ritiri della Nazionale. A pesare sull’affare c’è il contratto quinquennale sottoscritto con il Nottingham lo scorso anno fino al 2030, ma con una spesa attorno ai quindici milioni potrebbe portarlo a Bergamo permettendo agli inglesi di rientrare ampiamente nell’investimento.
RITIRO E AMICHEVOLI: ECCO LE DATE
Per vedere Sarri al lavoro occorrerà ancora qualche giorno considerato che la squadra si radunerà a Zingonia il prossimo 6 luglio per tre giorni dedicate a visite mediche e test di valutazione. Dal 9 ci si troverà per una serie di allenamenti fino al 12, mentre il ritiro inizierà ufficialmente il giorno successivo sempre a Zingonia sino al 26 luglio.
L’Atalanta scenderà invece in campo per la prima volta nella nuova stagione il 2 agosto a Rotterdam (Olanda) per l’amichevole con il Feyenoord seguita l’8 a Gelsenkirchen (Germania) per un test-match con lo Schalke 04.
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