Calciomercato
Calciomercato Roma, una settimana per cedere
Le intenzioni societarie sembrano chiare: provare a risolvere tutto entro il 30 giugno, a costo di cedere qualche elemento più importante. Con l’arrivo del DS Tony D’Amico a Trigoria, inizia la settimana più calda per il calciomercato della Roma: sette giorni per raggranellare le plusvalenze utili a uscire dalle limitazioni imposte dal settlement agreement firmato con la UEFA e far partire la campagna acquisti che accompagnerà i giallorossi verso l’anno del centenario.
Settlement agreement, tra cifre e ipotesi
Il primo presupposto riguarda l’essenza stessa dell’accordo in essere tra la Roma e la UEFA. Affinché i giallorossi possano operare sul mercato senza limitazioni e senza incorrere in sanzioni, devono rispettare un paletto essenziale: produrre plusvalenze in una misura stabilita dal predetto settlement agreement.
I dubbi veri riguardano proprio questa misura, una cifra di cui si parla da tempo ma tutt’altro che certa, talvolta alimentata e talaltra ridotta in base alla bocca da cui esce la presunta notizia. Quel che è certo è che fino a questo momento, anche a causa dell’incertezza sul direttore sportivo, la Roma ha latitato anche dal punto di vista degli incassi provenienti dalle cessioni: i riscatti di Saud Abdulhamid e Buba Sangaré hanno generato poco meno di 6 milioni di plusvalenza complessiva, mentre Tommaso Baldanzi si è trasferito al Genoa in prestito con obbligo di riscatto, una formula che non permetterà alla Roma di raggranellare alcuna plusvalenza da aggiungere alla somma richiesta.
La speranza di questi giorni di fine mercato arriva da alcuni incassi inattesi, che potrebbero però generare somme significative da inserire nel computo richiesto dalla UEFA. La prima è quella relativa a Riccardo Calafiori: quando fu ceduto al Basilea, la Roma si riservò una percentuale sulle somme incassate dalla società svizzera. Il qui pro quo nasce dalla diversa interpretazione della clausola: mentre il Basilea ha ritenuto di aver soddisfatto tale obbligo con il versamento di parte della somma derivante dalla cessione al Bologna, la Roma ha adito il TAS dichiarando di attendere il versamento di una somma ulteriore, pari a circa 6 milioni. Il motivo è che lo stesso Basilea aveva ottenuto una percentuale della somma pagata dall’Arsenal al Bologna e, pertanto, di cui i giallorossi ne richiedono una parte in forza agli accordi pregressi. C’è grande ottimismo circa il riconoscimento di tali incassi, ma a questo punto è una corsa contro il tempo che dipende unicamente da quando sarà emesso il verdetto dell’arbitrato sportivo.
Analogamente, la Roma è in trattativa con la compagnia assicurativa per un sostanzioso premio scaturente dal problema di salute occorso a Edoardo Bove, che potrebbe fruttare alla società una somma compresa tra i 10 e i 15 milioni.
Un totale, quindi, di 15-20 milioni circa, generati senza produrre cessioni. Una somma che, al di là delle incertezze, non sarà sufficiente a chiudere il settlement agreement.
Dalle cessioni passerà molto del calciomercato della Roma
Ora tocca a D’Amico muoversi come un equilibrista all’interno della rosa, per individuare i giusti giocatori da cedere senza compromettere il valore dell’organico a disposizione di Gasperini. Non aiuta particolarmente la situazione dei calciatori di rientro dal prestito: Devis Vásquez e Marash Kumbulla non saranno riscattati, così come il PSV non ha esercitato il proprio diritto d’acquisto su Anass Salah-Eddine. Diversamente dagli altri due casi, però, il terzino marocchino, attualmente impegnato al Mondiale, è ancora in trattativa con la società olandese e potrebbe trasferirsi entro il 30 giugno per una somma di circa 8 milioni di euro, che genererebbe una plusvalenza non particolarmente golosa, attorno ai 2,5 milioni.
La volontà sarebbe quella di effettuare alcune “cessioni indolori” dal punto di vista tecnico. Il più papabile è Alessandro Romano: giovane centrocampista svizzero di rientro dal prestito allo Spezia, già un anno fa sembrava prossimo alla cessione in virtù delle medesime necessità di oggi. Al momento su di lui sono forti Bologna e Palermo e il suo addio potrebbe portare una plusvalenza tra i 6 e i 7 milioni di euro.
Diverso è il caso di Jan Ziółkowski e Artem Dovbyk: il centrale polacco rappresenta l’identikit perfetto di quanto detto da Ranieri un anno fa, quando evidenziava l’intenzione di effettuare un mercato orientato a individuare giovani da far crescere e poter rivendere. Nel suo primo anno a Roma, Ziółkowski ha alternato cose buone a cose meno buone, ma il suo rapporto con Gasperini non sembra essere particolarmente decollato, come dimostra anche la reazione alla sostituzione nell’ultimo turno dello scorso campionato a Verona. Non si era trattato neanche del primo caso di cambio dopo pochi minuti in campo, visto il precedente contro il Viktoria Plzeň in Europa League. La chiave, in questo caso, è legata ai tempi: la Roma è convinta di poterlo cedere a una cifra pari o superiore ai 20 milioni di euro, ma non di riuscirci entro il 30 giugno. In tal caso, la plusvalenza generata sarebbe dai 15 milioni in su.
Per l’attaccante ucraino, invece, la chiave è prima di tutto economica. Gli interessamenti ci sono (Trabzonspor e Betis su tutti), ma il costo residuo a bilancio è di circa 25 milioni. Difficile ricavarne una plusvalenza in sette giorni e forse anche poco lungimirante: già dal 1° luglio, il suo costo a bilancio scenderà a 18 milioni, situazione che renderebbe più facile ricavarne un guadagno in futuro, magari facendo leva su un prestito con obbligo di riscatto.
Alla luce di ciò, almeno una cessione tra i big sembra inevitabile: Gasperini vuole preservare l’assetto difensivo che, soprattutto nella prima parte della stagione, ha fatto le fortune della sua Roma. Un’intenzione che sembrerebbe escludere dal computo sia Svilar che Ndicka, giocatori che hanno molto mercato e che generebbero una plusvalenza totale, essendo entrambi arrivati a costo zero.
Gli indiziati principali rimangono, quindi, Manu Koné e Matías Soulé: il centrocampista francese ha molte pretendenti anche ad alto livello, tra Arsenal, Atlético Madrid e Inter, ma i costi dell’operazione sono alti. Difficile pensare che la Roma si accontenti di cifre inferiori ai 45 milioni. Diverso il discorso di Soulé: l’argentino ha vissuto una seconda parte di stagione complicata a causa della pubalgia e potrebbe essere ceduto per una somma di circa 40 milioni di euro, con il Borussia Dortmund in vantaggio sulle rivali di Premier e Liga, generando una plusvalenza attorno ai 25 milioni.
Il tema principale riguarda la sua sostituzione: la Roma, che già cercava un giocatore di piede destro che partisse da sinistra, dovrà anche sostituire l’argentino. E l’obiettivo primario (leggasi Mason Greenwood) ha un costo significativo che non ne rende facile l’acquisizione. Insomma, potrebbe partire un’altra telenovela di mercato. Ma questa è una storia di cui parleremo più avanti.
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