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Mondiali di Calcio: polemiche nella nazionale dell’Egitto

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Salah Juve
foto Salvatore Fornelli

L’Egitto calcistico torna a essere attraversato dalle polemiche mentre la nazionale dei Faraoni è impegnata nella Coppa del Mondo in corso negli Stati Uniti. Il commissario tecnico Hossam Hassan ha infatti presentato una denuncia ufficiale contro l’ex nazionale egiziano Reda Abdel Aal, accusandolo di aver rivolto insulti e dichiarazioni diffamatorie nei suoi confronti durante trasmissioni televisive e attraverso i social media.

La vicenda è stata confermata dal Consiglio Supremo per la Regolazione dei Media egiziano, che ha annunciato di aver ricevuto formalmente la denuncia presentata tramite l’avvocato Ashraf Abdel Aziz, rappresentante legale dell’allenatore della nazionale.

Secondo quanto riportato dal Consiglio, la denuncia riguarda alcune dichiarazioni rilasciate da Abdel Aal durante la sua partecipazione a programmi trasmessi dall’emittente TEN TV, oltre a contenuti diffusi sui suoi profili social.

Le accuse dopo la partita contro il Belgio

L’origine dello scontro risale alla partita inaugurale dell’Egitto contro il Belgio ai Mondiali, incontro che ha acceso un acceso dibattito tra tifosi e commentatori sportivi.

Dopo il match, Reda Abdel Aal aveva criticato duramente la decisione di Hossam Hassan di sostituire il capitano della nazionale Mohamed Salah al 75° minuto di gioco.

Secondo l’ex calciatore, la scelta non sarebbe stata dettata da ragioni tecniche o tattiche. Abdel Aal ha sostenuto che Salah fosse stato il migliore in campo e che non avesse mostrato alcun segnale di stanchezza durante la gara.

A suo giudizio, il fuoriclasse del Liverpool era stato determinante nell’andamento della partita e la sua sostituzione avrebbe privato l’Egitto della sua principale arma offensiva nel momento decisivo dell’incontro.

Le dichiarazioni più controverse sono state quelle in cui Abdel Aal ha insinuato che la decisione del commissario tecnico fosse motivata da ragioni personali piuttosto che sportive.

L’ex nazionale ha infatti affermato che la sostituzione di Salah sarebbe stata una sorta di “regolamento di conti” e che Hossam Hassan avrebbe voluto dimostrare la propria autorità nei confronti del giocatore più rappresentativo della squadra.

Secondo Abdel Aal, il CT avrebbe sfruttato il palcoscenico mondiale per mostrare di essere disposto a sostituire anche la più grande stella del calcio egiziano.

La reazione del CT dei Faraoni

Le accuse hanno provocato una dura reazione da parte di Hossam Hassan, che ha scelto la via legale per difendere la propria immagine professionale.

L’allenatore considera infatti le dichiarazioni dell’ex giocatore offensive e lesive della sua reputazione, soprattutto in un momento particolarmente delicato per la nazionale egiziana, impegnata nella massima competizione calcistica internazionale.

La decisione di rivolgersi al Consiglio Supremo dei Media evidenzia inoltre la crescente attenzione delle autorità egiziane verso il linguaggio utilizzato nei programmi televisivi e sulle piattaforme digitali, soprattutto quando vengono coinvolte figure pubbliche di grande rilevanza nazionale.

Anche Ahmed Shobeir sotto esame

Parallelamente, il Consiglio Supremo dei Media ha reso noto di stare esaminando altre denunce riguardanti il noto giornalista sportivo Ahmed Shobeir.

La Commissione Reclami, presieduta dal giornalista Essam El-Amir, ha già tenuto una prima udienza alla quale ha partecipato Alaa El-Kahki, responsabile dell’emittente Al-Nahar TV.

Le denunce sarebbero state presentate da alcuni membri della Camera dei Rappresentanti del Governatorato di Port Said.

Il Consiglio ha precisato che una nuova udienza è stata fissata per lunedì prossimo, durante la quale verranno esaminati ulteriori documenti e prove che potrebbero contribuire a chiarire le circostanze delle accuse.

Un dibattito che divide l’opinione pubblica

La vicenda riflette ancora una volta quanto il calcio rappresenti in Egitto molto più di uno sport. Le decisioni riguardanti Mohamed Salah, considerato un simbolo nazionale oltre che uno dei migliori giocatori africani della storia, sono costantemente al centro dell’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica.

L’episodio dimostra inoltre come il dibattito calcistico egiziano stia assumendo toni sempre più accesi, con frequenti sconfinamenti dal terreno dell’analisi sportiva a quello delle controversie personali e giudiziarie.

Mentre la nazionale continua il proprio cammino mondiale, resta ora da vedere quali saranno gli sviluppi della denuncia e se il confronto tra Hossam Hassan e Reda Abdel Aal si concluderà nelle sedi istituzionali o continuerà ad alimentare il dibattito sportivo egiziano.

Un ulteriore riconoscimento internazionale per l’Egitto arriva dal presidente della FIFA Gianni Infantino, che ha rivolto un invito ufficiale al presidente Abdel Fattah Al-Sisi ad assistere a una delle partite della nazionale egiziana durante i Mondiali 2026. L’invito giunge mentre i “Faraoni” stanno vivendo una storica partecipazione alla competizione ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico. Dopo il prezioso pareggio per 1-1 contro il Belgio all’esordio, la nazionale egiziana si prepara ad affrontare la Nuova Zelanda nella seconda gara del Gruppo G, mantenendo vive le speranze di qualificazione alla fase successiva. Il gesto di Infantino rappresenta un importante segnale di apprezzamento nei confronti dell’Egitto e del ruolo che il Paese continua a svolgere nel panorama sportivo internazionale.

autrice: Chiara Cavalieri , Presidente dell’Associazione Italo-Egiziana Eridanus, Vicepresidente del Centro Studi UCOI-UCOIM




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