Serie A
L’elezione del presidente della FIGC: eletto Giovanni Malagò
Lunedì 22 giugno, alle 11, si è aperta l’assemblea per eleggere il nuovo presidente della FIGC dopo le dimissioni di Gravina. Dopo i discorsi e la presentazione dei programmi, Giovanni Malagò è stato eletto presidente con il 68,5% dei voti.
Le parole di Gravina
L’assemblea si è aperta con l’elezione dei nuovi consiglieri federali. A seguire l’intervento del presidente dimissionario, Gabriele Gravina, che ha fatto un discorso tornando indietro alle sue dimissioni, a quello che è stato fatto e quello che si poteva e doveva fare meglio. Ha anche attaccato il governo, reo di non aver messo fondi a disposizione dei vivai: “Per finanziare i vivai il governo non ha speso un euro. Si sono sbagliati, hanno fatto il male del calcio“.
“La scelta delle dimissioni è stata convinta, meditata e particolarmente sofferta, scelta di dignità personale ma soprattutto di responsabilità. Sono sempre stato un orgoglioso combattente e fiero oppositore di chi ha seguito l’emotività personale per spingere a dei cambi senza supporto di tangibili motivazioni. Ho sentito il dovere di impedire che la Figc fosse trascinata in un vortice. Passo indietro per stimolare riflessioni e rinforzare percorso di rigenerazione“, questo un sunto del suo discorso inaugurale.
Le parole dei due candidati
L’intervento di Malagò
Richiamando i successi ottenuti al CONI e per Milano-Cortina, ha esortato l’assemblea a superare i personalismi per il bene comune. Le glorie passate non devono essere un peso, ma lo stimolo per intraprendere una nuova stagione “umile, ma ambiziosa“. Malagò ha sottolineato la necessità di trovare ricavi supplementari tramite il marketing, dichiarando che la federazione “deve essere fonte di ispirazione“. Nonostante lo scetticismo iniziale, ha rivendicato la propria storia federale per smentire chi lo considerava un corpo estraneo. Consapevole della grande responsabilità, ha concluso il discorso esprimendo una chiara promessa ai delegati: “Voglio farvi sentire orgogliosi di andare verso questa nuova epoca“.
L’intervento di Abete
Lo sfidante di Malagò è Giancarlo Abete. L’ex presidente ha analizzato il profondo mutamento nei rapporti tra sport e politica, evidenziando il nuovo ruolo meno centralizzato del CONI. Per superare le attuali difficoltà istituzionali, ha sottolineato la necessità di “migliorare la nostra reputazione e capire come comunicare diversamente i valori del calcio“. Abete ha aspramente criticato il metodo che ha preceduto il voto, rammaricandosi che i nomi abbiano oscurato i programmi e i problemi reali. Ha comunque difeso la scelta di non ritirarsi, rivendicando la propria coerenza e ricordando che “la democrazia è fatta così, è fatta di confronti“.
Infine, ha espresso forte gratitudine verso il presidente uscente Gravina e rispetto per lo sfidante Malagò, confermando la volontà di collaborare. Ha concluso il suo intervento definendosi un uomo incline al dialogo e alla stabilità: “Mi hanno insegnato ad essere un costruttore e non un distruttore“.
L’esito della votazione
Giovanni Malagò è stato eletto, alla prima votazione, come nuovo presidente della FIGC.
Ha ottenuto l’elezione con una maggioranza del 68,58% di voti. Giancarlo Abete si è invece fermato al 29,17% e 2,25% sono state le schede bianche o nulle.
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