Mondiali
Mondiali: Infantino incontra i giocatori dell’Iran
Il presidente della FIFA Infantino incontra i giocatori iraniani dopo il pareggio contro la Nuova Zelanda. Teheran denuncia difficoltà logistiche e parla della squadra “più perseguitata” del torneo
La nazionale iraniana è finita al centro dell’attenzione internazionale dopo una visita a sorpresa del presidente della FIFA, Gianni Infantino, nello spogliatoio della squadra persiana al termine del pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda.
L’incontro è avvenuto martedì sera dopo la gara inaugurale dell’Iran nel torneo mondiale e si inserisce in un contesto caratterizzato da crescenti polemiche riguardanti l’organizzazione logistica riservata alla squadra asiatica.
La visita di Infantino
Un video diffuso sui social media mostra il presidente della FIFA mentre si rivolge direttamente ai giocatori iraniani con parole di incoraggiamento.
Secondo quanto emerso, Infantino ha elogiato la prestazione della squadra contro la Nuova Zelanda, sottolineando come il risultato avrebbe potuto essere diverso con un pizzico di fortuna in più.
“Se foste stati un po’ più fortunati, avreste vinto. Avete dimostrato alle vostre famiglie, ai vostri amici, al vostro popolo e al mondo intero che siete ai Mondiali e che state giocando molto bene”, avrebbe dichiarato il numero uno del calcio mondiale.
Infantino ha inoltre aggiunto di essere consapevole delle difficoltà affrontate dalla squadra, affermando che i giocatori iraniani stanno dimostrando grande forza e stanno inviando “un messaggio potente al mondo intero”.
Le rivelazioni di Mehdi Taremi
A confermare l’incontro è stato l’attaccante iraniano Mehdi Taremi, uno dei leader tecnici della squadra.
Il giocatore ha spiegato che il presidente della FIFA ha ascoltato attentamente le preoccupazioni espresse dalla delegazione iraniana riguardo alla situazione che la squadra starebbe vivendo durante il torneo.
Secondo Taremi, Infantino si sarebbe mostrato disponibile a fornire assistenza e supporto, pur riconoscendo l’esistenza di ostacoli e problematiche che non dipendono direttamente dalla FIFA e che rendono difficile una soluzione immediata.
Le accuse del commissario tecnico iraniano
Dopo il pareggio contro la Nuova Zelanda, il commissario tecnico dell’Iran, Amir Ghalenoei, ha definito la propria nazionale “la squadra più perseguitata di questi Mondiali”, denunciando una serie di criticità organizzative che avrebbero inciso sulla preparazione e sulla gestione della squadra durante il torneo.
Secondo quanto riferito dall’allenatore, alla delegazione iraniana sarebbe stato richiesto di lasciare gli Stati Uniti subito dopo la partita disputata a Los Angeles per trasferirsi in Messico, nonostante il programma iniziale prevedesse una permanenza fino al pomeriggio successivo.
Ghalenoei ha inoltre segnalato ritardi negli spostamenti e tempi di recupero ridotti per i giocatori, sostenendo che la federazione iraniana non avrebbe ricevuto chiarimenti adeguati in merito alle modifiche apportate alla pianificazione logistica.
Un girone ancora apertissimo
Sul piano sportivo, il Gruppo G si conferma estremamente equilibrato.
L’Iran ha ottenuto un punto grazie al pareggio per 2-2 contro la Nuova Zelanda, mentre l’Egitto ha esordito con un combattuto 1-1 contro il Belgio, in una partita caratterizzata dalla brillante prestazione di Mohamed Salah.
La classifica rimane dunque completamente aperta e le prossime gare potrebbero risultare decisive per l’accesso agli ottavi di finale.
L’Iran affronterà il Belgio nel prossimo turno, mentre il confronto diretto tra Iran ed Egitto è previsto per il 27 giugno, in quella che potrebbe trasformarsi in una vera e propria finale per la qualificazione.
Sport e geopolitica tornano a incrociarsi
L’episodio conferma ancora una volta come i grandi eventi sportivi internazionali non siano mai completamente separati dalle dinamiche politiche e diplomatiche.
Le parole di Infantino sembrano voler rassicurare una squadra che si sente sotto pressione e che denuncia difficoltà organizzative durante il torneo. Allo stesso tempo, le dichiarazioni del commissario tecnico iraniano rischiano di alimentare ulteriori polemiche in una competizione già seguita con enorme attenzione dai media internazionali.
Per l’Egitto, che punta a superare la fase a gironi e a confermare il proprio ruolo tra le principali nazionali africane e arabe, l’attenzione resta concentrata sul campo. Tuttavia, le vicende che coinvolgono l’Iran aggiungono ulteriore interesse a un girone che si preannuncia tra i più combattuti dell’intero Mondiale.
a cura di Chiara Cavalieri
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