Mondiali
Due colpi da fuoriclasse: Haaland trascina la Norvegia contro l’Iraq
Il Mondiale di Erling Haaland inizia nel modo più rumoroso possibile. L’attaccante della Norvegia firma una doppietta decisiva nel successo per 4-1 contro l’Iraq e lancia subito la sua candidatura tra i protagonisti della competizione. Con questi tre punti, la nazionale scandinava aggancia la Francia in vetta al girone e prepara con entusiasmo la sfida del 26 giugno a Boston contro i Bleus, un confronto che potrebbe risultare determinante per il primo posto. Il centravanti del Manchester City ha mostrato ancora una volta tutta la sua capacità di incidere nelle partite che contano. Salgono così a 57 i gol realizzati in 51 presenze con la maglia della Norvegia, numeri impressionanti che certificano il peso specifico di un giocatore capace di cambiare il volto di una gara in pochi minuti.
Il coraggio dell’Iraq
Per lunghi tratti della prima frazione l’Iraq ha giocato alla pari con gli avversari, confermando organizzazione e personalità. La formazione guidata da Arnold ha pressato con efficacia, limitando la costruzione norvegese e togliendo riferimenti a Odegaard. Anche il lavoro offensivo di Hussein, Alhamadi e Bayesh ha creato più di un problema alla retroguardia scandinava. La svolta è arrivata dopo il cooling break. La Norvegia ha iniziato a sfruttare meglio l’ampiezza del campo e da una manovra sviluppata sulla fascia è nato il vantaggio: cross di Wolfe e tocco vincente di Haaland. Poco dopo, un grave errore in disimpegno tra Tahseen e il portiere Hassan ha spalancato la strada al raddoppio del numero 9. L’Iraq ha avuto comunque la forza di restare in partita e ha sfiorato in più occasioni il pareggio prima dell’intervallo, mettendo in evidenza qualche incertezza di troppo nella linea difensiva della Norvegia.
Finale senza appello
Dopo l’intervallo la Norvegia ha cambiato atteggiamento. Baricentro più basso, linee compatte e gestione più prudente del possesso hanno permesso agli uomini di Solbakken di limitare i rischi. L’Iraq ha mantenuto l’iniziativa territoriale, ma ha trovato molti meno spazi per attaccare in profondità. Con il passare dei minuti è emersa la maggiore qualità della selezione nordica. Ostigard ha firmato il terzo gol sugli sviluppi di una situazione da palla inattiva, mentre nel finale è arrivato anche il quarto sigillo, propiziato da una sfortunata autorete di Hussein nel tentativo di anticipare Thorstvedt. Il 4-1 conclusivo premia la Norvegia, tornata al Mondiale dopo ventotto anni di assenza, ma racconta solo in parte una partita più equilibrata di quanto suggerisca il punteggio. A fare la differenza, ancora una volta, è stato il solito Haaland.
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