Serie A
Marotta senza filtri: “La Champions è il mio sogno. La Marotta League? C’è chi non sa accettare la sconfitta”
Beppe Marotta si racconta a tutto campo e affronta senza esitazioni i temi che negli ultimi anni hanno accompagnato il suo percorso da dirigente. Nell’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Inter ripercorre alcuni dei momenti più importanti della sua carriera, parla delle ambizioni nerazzurre e risponde alle critiche che circolano sui social.
Reduce da una stagione impreziosita dalla conquista del Double con l’Inter, Marotta guarda già avanti. C’è un obiettivo che continua a occupare un posto speciale nei suoi pensieri e riguarda il trofeo che ancora manca nel suo percorso.
“Sarebbe fin troppo facile dire la Champions. Certo che voglio vincerla con l’Inter. Le mie squadre hanno giocato 4 finali e le hanno perse… Ma c’è qualcosa di più. Voglio dare finalmente il via alla fase tre della mia vita, quella del ‘serve’, inteso come restituire”.
Il presidente nerazzurro collega questo desiderio anche a un ricordo personale particolarmente significativo. “Ero a San Siro quando l’Inter, nel 1965, vinse la seconda Coppa dei Campioni contro il Benfica, con il goal di Jair. Ecco, se vincessimo la Champions potrei anche andare in pensione…”.
Nel corso della conversazione trova spazio anche uno degli argomenti più discussi negli ultimi anni: la cosiddetta “Marotta League”. Marotta non nasconde il proprio fastidio verso certe accuse: “Grazie per questa domanda. Penso che sui social abbondino quei leoni della tastiera che non sanno nulla delle persone di cui parlano e del percorso che queste persone hanno fatto. Si fa in fretta a giudicare senza conoscere. Così si mette solo fango nel ventilatore”. E aggiunge: “C’è troppa gente che non sa accettare la sconfitta, vittima della cultura del sospetto e dell’invidia”.
Marotta torna poi sull’addio alla Juventus e smentisce una delle ricostruzioni più diffuse, quella che collegava la separazione all’arrivo di Cristiano Ronaldo: “Non ero d’accordo, ma non è stato per quello. Diciamo che quando la proprietà fa un passo avanti, il manager deve fare un passo indietro…”.
Infine, arriva anche la replica alle parole di José Mourinho, secondo cui nessun calciatore dell’Inter attuale sarebbe titolare nella sua squadra: “È un suo pensiero. Io credo che i ragazzi che hanno vinto Scudetto e Coppa Italia siano grandi atleti e siano tutti campioni”.
Tra passato, presente e futuro, Marotta ribadisce così la propria visione: difendere il lavoro svolto, consolidare l’identità dell’Inter e inseguire ancora quel trofeo europeo che continua a rappresentare il grande sogno della sua carriera.
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