Mondiali
Missione “Hexa”: il Brasile di Ancelotti vuole tornare sul tetto del Mondo
L’aereo della Nazionale brasiliana è stato ufficialmente “battezzato” sulla pista, e con esso sono decollate le speranze di un intero popolo. La Seleção è atterrata negli Stati Uniti per dare il via alla spedizione dei Mondiali 2026. L’obiettivo è unico, chiaro e quasi ossessivo: interrompere un digiuno che dura dal 2002 e conquistare l’immortalità calcistica con il sesto titolo mondiale, l’agognato Hexacampeonato.
A guidare questa spedizione non c’è un tecnico qualunque, ma Carlo Ancelotti. Il “Re di Coppe” europeo, blindato dalla federazione verdeoro con un rinnovo di contratto fino al 2030, ha il compito di portare la sua leggendaria gestione psicologica e tattica all’interno di uno spogliatoio storicamente complicato. Che la pressione sia alle stelle lo dimostrano anche le recenti lacrime in diretta TV del tecnico italiano, commosso davanti ai messaggi dei nipotini che gli chiedevano di “portare a casa la Coppa”. Ma Ancelotti sa che per vincere serve cinismo, ed è proprio sulle scelte dei convocati che si sono accesi i primi veri focolai di discussione.
Il “Caso” Neymar: fiducia o azzardo?
Il nome che sta facendo discutere l’intero Paese – dalle spiagge di Copacabana ai salotti dei talk show sportivi – è inevitabilmente quello di Neymar Jr. Il fuoriclasse, oggi al Santos, è stato inserito nella lista dei 26 nonostante una tenuta fisica che negli ultimi anni è apparsa tutt’altro che solida.
Mentre una parte della tifoseria e della critica spingeva per un rinnovamento totale, Ancelotti ha spento le polemiche con la consueta fermezza:
“Abbiamo valutato Neymar tutto l’anno. Nell’ultimo periodo ha giocato e la sua condizione è migliorata. In alcuni reparti, come l’attacco e la porta, abbiamo dato priorità all’esperienza. Al Mondiale sarà fondamentale, ma ha gli stessi identici obblighi degli altri 25: può giocare, andare in panchina o subentrare.”
Neymar, dal canto suo, ha risposto compattando l’ambiente, pubblicando sui social la foto del gruppo in aereo con un messaggio chiarissimo: “Tutti insieme”.
L’era di Vinicius e la cooperativa del gol
Se Neymar rappresenta l’usato sicuro (e discusso), il presente e il futuro del Brasile sono saldamente nei piedi di Vinicius Junior. La stella del Real Madrid arriva al Mondiale nel pieno della maturità calcistica, pronto a caricarsi il peso dell’attacco sulle spalle. Accanto a lui, Ancelotti ha costruito un reparto offensivo spaventoso: dall’estro di Rodrygo e Raphinha alla freschezza del giovanissimo Endrick, fino alle scommesse fisiche come Igor Thiago del Brentford.
L’equilibrio, cifra stilistica di “Carletto”, sarà garantito da una vecchia guardia che ha fatto ritorno in patria (da Danilo e Alex Sandro fino a Paquetá, tutti oggi protagonisti nel campionato brasiliano) e dai centimetri dei “pesi massimi” della Premier League come Casemiro e Bruno Guimarães.
Il countdown sta per scadere. Il Brasile farà il suo esordio il 13 giugno a New York contro il Marocco, in un Girone C che comprende anche Haiti e Scozia. La caccia al sesto pianeta della galassia verdeoro è ufficialmente aperta.
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