Mondiali
La storia della Svizzera ai Mondiali: tradizione, continuità e sogni iridati
Tra le protagoniste dei Mondiali 2026 in Usa, Canada e Messico ci sarà anche la Svizzera. Gli svizzeri non sono mai stati considerati una superpotenza del calcio. Nel corso della storia della Coppa del Mondo, però, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante grazie alla sua organizzazione, alla solidità difensiva e alla costanza nelle qualificazioni.
Mondiali 2026, tra le protagoniste anche la Svizzera: questa la storia degli elvetici nella competizione intercontinentale
L’esordio della nazionale elvetica ai Mondiali risale al 1934 in Italia. In quella prima partecipazione la Svizzera raggiunse subito i quarti di finale, venendo eliminata dalla Cecoslovacchia con una sconfitta per 3-2. Quattro anni più tardi, ai Mondiali di Francia 1938, gli svizzeri riuscirono nuovamente ad arrivare tra le migliori otto squadre del torneo dopo aver sconfitto la Germania per 4-2 in una delle partite più memorabili della loro storia.
Dopo l’eliminazione al primo turno nel 1950, la Svizzera ospitò il Mondiale del 1954. Giocando davanti al proprio pubblico, la nazionale rossocrociata raggiunse ancora una volta i quarti di finale. In quell’edizione fu protagonista di una partita entrata nella leggenda: la sconfitta per 7-5 contro l’Austria, ancora oggi la gara con il maggior numero di gol nella storia dei Mondiali.
Dopo le partecipazioni del 1962 e del 1966, concluse entrambe al primo turno, la Svizzera attraversò un lungo periodo di assenza dalla fase finale della Coppa del Mondo. Soltanto nel 1994 tornò sul palcoscenico mondiale. In quell’edizione raggiunse gli ottavi di finale negli Stati Uniti. Sfidarono la Spagna e le Furie Rosse ebbero la meglio.
Nel XXI secolo la nazionale svizzera è diventata una presenza quasi fissa ai Mondiali. Ha partecipato alle edizioni del 2006, 2010, 2014, 2018 e 2022, superando più volte la fase a gironi. Particolarmente curioso il Mondiale del 2006 in Germania. La Svizzera fu eliminata agli ottavi di finale ai calci di rigore senza subire nemmeno un gol durante il torneo. Questo rappresenta uno dei record più insoliti nella storia della competizione.
I quarti come miglior risultato ma che manca da più di sessant’anni
Nonostante non abbia mai raggiunto una semifinale mondiale, la Svizzera può vantare tre quarti di finale (1934, 1938 e 1954) come migliori risultati della propria storia. L’obiettivo in quest’edizione è cercare di arrivare tra le prime otto. Serpenti permettendo. A San Diego dov’è in ritiro la squadra elvetica c’è un’area indicata appunto come “Snake area” dove è meglio non avvicinarsi.
Negli ultimi decenni la nazionale elvetica si è affermata come una squadra competitiva, capace di mettere in difficoltà avversari più quotati grazie a disciplina tattica, organizzazione e spirito di gruppo. Ci sono giocatori importanti come Ndoye, Embolo, Okafor ed Akanji. Non ci sarà Sommer ma tra i pali possono contare sul portiere del Dortmund Kobel.
La storia della Svizzera ai Mondiali dimostra come continuità e programmazione possano permettere a una nazione relativamente piccola di restare stabilmente tra le protagoniste del calcio internazionale. Il sogno di raggiungere per la prima volta una semifinale mondiale rimane ancora aperto e continua ad alimentare le speranze dei tifosi rossocrociati.
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