Calcio
Costa d’Avorio – Norvegia 1-2: Løvene agli ottavi nel segno di Haaland
Costa d’Avorio – Norvegia è una delle sfide più interessanti dei sedicesimi. Due nazionali ricche di talento, con due filosofie diverse, ma efficaci. La formazione scandinava è alla ricerca del terzo ottavo di finale mondiale, mentre la nazionale africana vuole raggiungerlo per la prima volta. Il fato – e in parte il massiccio turnover contro la Francia – ha messo di fronte due formazioni che non meritano di uscire così presto dal mondiale.
I leoni di Solbakken puntano ancora sul duo Ødegaard – Haaland. Attorno a essi, il classico 4-3-3 con Nusa e Sorloth a completare l’attacco. Faé per i suoi, invece, sceglie la continuità. In campo i titolarissimi, in un 4-1-4-1 dalle linee strettissime, per sfruttare l’energia di Diomandé e Pepè.
Il primo tempo di Costa d’Avorio – Norvegia
Fino al criticatissimo hydration break, la prima frazione di gioco è trascorsa senza squilli. Le due squadre, molto preparate tatticamente, si sono studiate senza farsi male a vicenda. Uniche scintille il colpo di testa murato di Haaland dopo due minuti e la risposta di Konan all’ottavo, con una conclusione di poco a lato.
Dopo la prima pausa, come spesso è accaduto in questo mondiale, il copione della gara cambia. La Costa D’Avorio alza il ritmo del pressing e mette in difficoltà il giro palla della squadra di Solbakken. La Norvegia soffre la posizione di Oulaï, che non da mai punti di riferimento. In costruzione, infatti, la formazione scandinava deve affidarsi ai lanci lunghi verso Sorloth, che però non riesce a incidere.
Al 28′ ci prova la squadra di Faé: bellissima combinazione tra Diomandè, poco coinvolto fino ad allora, e Nicolas Pepé, che cerca una via di mezzo tra un tiro e un appoggio, che non fa male alla Norvegia. Ma quando i fenomeni in campo decidono di cambiare ritmo, l’inerzia della partita non può che girare a favore degli uomini di Solbakken.
Ødegaard appare più pulito in zona di rifinitura e, infatti, proprio dai suoi piedi nasce il vantaggio 39′. Con un’interessante traccia verticale riesce a trovare Nusa. L’esterno del Lipsia mette in mostra il meglio del suo repertorio: isolamento sulla sinistra in uno contro uno, finte di corpo a destabilizzare l’avversario e un destro a giro che muore sotto l’incrocio. Una vera e propria magia per il classe ’04, che l’anno scorso era stato tanto vicino al Napoli.
Ancora Norvegia pericolosa al 41′. Una palla spiovente in mezzo all’area ivoriana trova pronto Sørloth. Vince per la prima volta un duello contro il proprio avversario e fa un’intelligente sponda per Haaland. La punta del City si fa trovare pronto, ma Sangarè ancora di più. Il mediano del Nottingham Forest lo anticipa con la punta e mette la palla in corner. Dall’angolo successivo, Sorloth è ancora pericoloso di testa. La palla veleggia in mezzo all’area di rigore, ma né Haaland né Heggem riescono a ribadire in rete.
Il secondo tempo
Norvegia e Costa d’Avorio sono rientrati dagli spogliatoi con gli stessi ventidue del primo tempo. È ancora la squadra africana ad approcciare meglio. Il pressing intenso causa molti problemi alla prima costruzione norvegese, che fatica a trovare contromisure. Le azioni ivoriane, però, riescono mai a essere realmente pericolose. Solo una conclusione ravvicinata di Pepé fa tremare Nyland al 54′.
Nonostante una prima parte di ripresa in salsa ivoriana, è la Norvegia a rendersi maggiormente pericolosa. Prima con Ødegaard, che intorno all’ora di gioco affronta la difesa ivoriana, in un quattro contro tre sprecato da una scelta tardiva proprio del campione dell’ultima premier. Poi con Heggem, il cui colpo di testa viene bloccato sulla linea dalla difesa della Costa d’Avorio.
È ancora l’hydration break a essere decisivo, così come i cambi di Faé. Wahi da meno riferimenti rispetto a un Bonny avulso dal gioco, mentre l’estro di Diallo fa la differenza. L’ala dello United, servito da Pepé, punta la retroguardia norvegese e si incunea sulla destra. Supera due avversari e conclude con un mancino preciso. Sono due i gol al mondiale per l’ex Atalanta.
Una manciata di minuti più tardi c’è spazio anche per le proteste ivoriane. Pepé entra in area affrontato da Schjelderup. L’esterno del Benfica tentando l’anticipo tocca sia piede che palla – solo piede secondo l’attaccante del Villarreal – ma Valenzuela non ravvisa alcuna infrazione.
La svolta decisiva arriva all’86’. Bobb, entrato al posto di un Sørloth in difficoltà, trova con un filtrante l’inserimento preciso di Berg. La mezzala del Bødo/Glimt serve Haaland, che segna uno dei gol più semplici, ma forse il più importante, della sua carriera. L’attaccante del City, intanto, macina record su record: sono cinque le reti in tre apparizioni mondiali. La partita sembra spegnersi, ma Amad Diallo è l’ultimo a mollare. Al 94′ si incarica di calciare una punizione dai trenta metri. Il mancino dello United cerca l’incrocio, ma Nyland con un miracolo manda i suoi agli ottavi.
Il cammino della Løvene
Gli uomini di Solbakken possono festeggiare un sudato passaggio del turno contro la Costa d’Avorio. Ora alla Norvegia spetta il Brasile, in una partita che si preannuncia molto interessante. Ancelotti dovrà cercare una contromisura alla forza in transizione della squadra di Solbakken, visto che in queste situazioni il Brasile ha sempre sofferto.
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