Mondiali
Il Sudafrica ai Mondiali 2026: i Bafana Bafana senza stelle, ma con una squadra solida
Il Sudafrica torna ai Mondiali 2026 per la quarta volta nella sua storia e per la prima dalla Coppa del Mondo 2010, quando giocò da Paese ospitante. La squadra di Hugo Broos sarà nel Gruppo A con Messico, Corea del Sud e Repubblica Ceca, dopo un percorso di qualificazione complicato e discusso: i Bafana Bafana hanno perso tre punti per aver schierato Teboho Mokoena da non eleggibile contro il Lesotho, ma hanno chiuso il gruppo davanti alla Nigeria grazie al 3-0 sul Ruanda nell’ultima giornata.
C’è subito un punto da chiarire: il Sudafrica non arriva al Mondiale con una rosa piena di stelle internazionali, ma con una struttura riconoscibile. Gran parte del gruppo nasce dal blocco dei club più forti del Paese, soprattutto Mamelodi Sundowns e Orlando Pirates, e questo aiuta Broos ad avere una struttura coesa, con dei principi già ben rodati: costruzione dal basso, possesso ragionato, linee vicine e una certa fluidità tra centrocampo e trequarti. Il limite, però, è altrettanto evidente, con la grande carenza di occasioni pulite. Contro squadre più fisiche o più rapide nelle transizioni, infatti, il Sudafrica può essere costretto a difendere basso e a rinunciare quasi del tutto a palleggiare.
Portiere e difesa: Williams guida una squadra che vuole costruire dal basso
Il riferimento tecnico e caratteriale è sicuramente tra i pali. Ronwen Williams, capitano e portiere, è stato tra i protagonisti della crescita recente della nazionale ed è stato candidato al premio Lev Yashin nel 2024. Il suo valore (oltre alla reattività in porta) è centrale nella prima costruzione, perché permette al Sudafrica di iniziare l’azione con un uomo in più e di attirare la pressione avversaria.
La difesa, di conseguenza, non vive solo di marcature e duelli. Broos chiede ai centrali di partecipare alla circolazione, ai terzini di dare ampiezza e alla linea arretrata di mantenere coraggio anche sotto pressione. Il rischio però è che quando il possesso viene perso con tanti uomini sopra la linea della palla, il Sudafrica può concedere campo alle spalle. Per questo, nel Mondiale, la gestione delle distanze sarà decisiva.
Contro le avversarie del girone, i Bafana Bafana dovranno essere molto bravi a capire quando insistere sulla costruzione e quando accettare una soluzione più diretta. Il Sudafrica ama tenere il pallone, ma le probabilità che il possesso si trasformi in un giro palla sterile sono molto alte.
A Centrocampo, Mokoena è il centro del sistema
A centrocampo, Teboho Mokoena è il giocatore che dà ritmo e ordine alla squadra: si abbassa per ricevere, orienta il primo passaggio, accompagna l’azione e garantisce copertura nelle seconde palle. La sua presenza diventa ancora più importante perché il Sudafrica tende a riempire molte zone del campo con triangoli corti, cercando superiorità numerica e linee di passaggio interne.
Broos ha spesso costruito una squadra capace di muoversi tra 4-3-3 e 4-3-2-1. In fase di possesso, gli interni possono alzarsi tra le linee, mentre uno dei centrocampisti resta a protezione della difesa. L’obiettivo è attirare gli avversari da una parte e poi cambiare lato, trovando il terzino o l’attaccante in isolamento.
Il problema nasce quando gli avversari chiudono il centro e costringono il Sudafrica a muovere palla senza guadagnare campo. In situazioni del genere, la squadra tende a ricorrere al lancio lungo, spesso verso Lyle Foster o verso gli inserimenti degli esterni. È una soluzione utile, ma può spezzare il ritmo del possesso e rendere più difficile mantenere pressione dopo la perdita.
Foster riferimento offensivo, Mofokeng e Appollis per cambiare passo
Davanti, il nome più riconoscibile è proprio Lyle Foster. L’attaccante del Burnley è il riferimento centrale, il giocatore chiamato a occupare i difensori, attaccare la profondità e dare uno sbocco diretto quando la costruzione bassa diventa rischiosa. Pur reduce da una stagione a livello di club complessa, resta uno dei profili più importanti della rosa.
Alle sue spalle, Broos può contare su giocatori più mobili come Oswin Appollis e Relebohile Mofokeng, talento dell’Orlando Pirates, è uno dei profili più intriganti del Sudafrica: può giocare tra le linee, partire largo, accentrarsi e cercare la conclusione da fuori. È un giocatore ancora giovane, ma ha qualità per cambiare ritmo a una partita bloccata.
La squadra sa palleggiare e occupare il campo, sa costruire sequenze pulite, ma spesso finalizza in modo mediocre. E al Mondiale, dove gli episodi pesano di più, i Bafana Bafana non si potranno permettere un attacco così sterile.
Il calendario del Sudafrica ai Mondiali 2026: date, orari e sedi del girone
Il Sudafrica aprirà i Mondiali 2026 con la partita inaugurale contro il Messico, Paese co-organizzatore, giovedì 11 giugno 2026 al Mexico City Stadium con calcio d’inizio alle 21:00 italiane, dopo la cerimonia di apertura del torneo. Piccola curiosità, anche in occasione del Mondiale sudafricano, la gara di apertura del torneo fu proprio un Sudafrica-Messico terminato 1-1 (chi si ricorda il meraviglioso bolide all’incrocio di Siphiwe Tshabalala, seguito dalla memorabile esultanza?).
La seconda gara sarà contro la Repubblica Ceca, giovedì 18 giugno 2026, al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta alle 18:00 italiane.
Il girone si chiuderà contro la Corea del Sud nella notte italiana tra mercoledì 24 giugno e giovedì 25 giugno 2026, con calcio d’inizio alle 03:00 italiane all’Estadio BBVA Bancomer di Monterrey.
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