NBA
NBA Finals: Wembanyama al primo vero esame con gli Spurs sotto 2-0 contro i Knicks
Victor Wembanyama e i San Antonio Spurs sono sotto 2-0 nelle NBA Finals contro i New York Knicks dopo le prime due partite giocate al Frost Bank Center. La serie si sposta ora al Madison Square Garden con New York avanti grazie a due vittorie pesanti, costruite su una difesa molto solida unita a grande lucidità nei finali ma soprattutto su un Karl-Anthony Towns finora più continuo del lungo francese. È proprio questo il duello che fino ad ora sta facendo pendere il piatto della bilancia in favore della franchigia della Grande Mela. Per Wembanyama, alla prima esperienza alle Finals, Gara 2 ha lasciato soprattutto il peso degli errori decisivi nel finale: una palla persa, seguita da un fallo evitabile e l’ultimo tiro sbagliato per il possibile sorpasso.
Gli Spurs hanno sprecato l’occasione in Gara 2
La sconfitta per 105-104 in Gara 2 ha cambiato il tono della serie. San Antonio era riuscita a rientrare dopo essere finita in difficoltà, trovando nel secondo tempo una versione più aggressiva di Wembanyama e arrivando anche al vantaggio nel minuto finale. Il canestro con fallo del francese su Towns aveva portato gli Spurs avanti 104-102, dando l’impressione che la partita potesse girare.
Da lì, però, sono arrivati gli episodi che hanno deciso la notte. Dopo aver forzato un errore di Jalen Brunson e catturato il rimbalzo, Wemby ha provato ad aprire il campo con un passaggio verso Stephon Castle. Il compagno, che stava guardando altrove, non ha visto arrivare il pallone, finito malamente sulla schiena e tornato nelle mani dei Knicks. Subito dopo Wembanyama ha abboccato a una finta di Brunson, concedendo due liberi decisivi nel finale.
A 7,5 secondi dalla sirena, con gli Spurs sotto di un punto, San Antonio ha costruito comunque un buon possesso: un pick-and-pop tra De’Aaron Fox e Wembanyam che ha generato un tiro pulito dalla media contro Mitchell Robinson ma sputato dal ferro. Una conclusione accettabile per qualità dell’esecuzione, ma insufficiente per cambiare il risultato.
“Ho buttato via quella palla. Ho sbagliato”, ha ammesso Wembanyama nel post-partita. Poi ha aggiunto un passaggio che fotografa bene il momento: “In situazioni così conta il risultato più del processo. Dovevamo segnare. Dovevo segnare”.
Le prime due gare di NBA Finals di Wembanyama
Il dato complessivo dice che Wembanyama in queste NBA Finals ha finora prodotto 55 punti nelle prime due partite, ma con il 40,1% al tiro. In Gara 2 ha chiuso con 29 punti, 11/21 dal campo, dopo un primo tempo da appena quattro conclusioni tentate. Nella ripresa ha preso più responsabilità, ha attaccato con maggiore frequenza e ha riportato gli Spurs dentro la partita.
Il problema, per San Antonio, è che New York lo sta forzando a giocare molte partite dentro la stessa partita. I Knicks lo stanno costringendo a lavorare in difesa su qualsiasi possesso, lo allontanano dal ferro quando possono, obbligandolo a consumare energia. In attacco gli concedono solo alcune soluzioni sul perimetro (quelle ovviamente meno congeniali al francese), soprattutto il tiro da tre punti, dove Wembanyama è partito 4/15 nella serie.
Inoltre la difesa di Towns è un fattore e sta incidendo più del previsto: spesso passa sotto i blocchi, gli concede spazio lontano dal canestro e poi recupera col corpo quando Wembanyama prova ad attaccare. Se il francese entra in area, arrivano i contatti e gli aiuti – specialmente da parte di Hart e Anunoby – sono sempre puntuali. È una strategia chiara per togliere ritmo e costringere il talento francese a scegliere sotto pressione e, soprattutto, velocemente.
Il confronto con Towns premia finora New York
Il duello con Karl-Anthony Towns è uno dei punti centrali delle prime due gare. Towns ha 39 punti complessivi con il 55,5% dal campo, 25 rimbalzi e 8 assist. Wembanyama ha segnato di più, 55 punti, ma con minore efficienza e con 21 rimbalzi e 4 assist.
La differenza, al momento, sta nella continuità. Towns ha giocato con maggiore controllo per tre quarti in entrambe le partite, dando ai Knicks presenza interna, letture offensive di livello sia da passatore che da finalizzatore e una difesa più solida di quanto molti si aspettassero. In Gara 1 ha chiuso con 18 punti, 12 rimbalzi e 4 assist, ma il suo impatto è andato oltre la semplice linea statistica, con una leadership raramente vista nelle stagioni passate anche nei timeout, chiedendo di continuare a difendere malgrado le secche offensive.
È un punto rilevante. Towns è arrivato alle Finals dopo undici stagioni NBA e sta giocando come un veterano consapevole del momento, conscio dell’occasione che potrebbe non presentarsi più. Wembanyama, invece, è ancora dentro il passaggio più delicato della sua crescita, una fase in cui deve concretizzare il suo talento sconfinato e controllarlo in maniera stabile nei possessi decisivi.
Cosa cambia ora al Madison Square Garden
Gli Spurs vanno a New York con poco margine. Sotto 2-0, senza più il vantaggio del fattore campo, contro una squadra che ha già dimostrato di saper rientrare e vincere partite sporche, San Antonio dovrà cambiare soprattutto l’approccio mentale. Wembanyama lo ha riconosciuto: “Ci stiamo scavando una buca. È stato il tema finora”.
Gara 3 diventa quindi un vero e proprio esame di maturità. Gli Spurs devono evitare partenze passive e coinvolgere Wembanyama senza renderlo prevedibile. Non sarà facile trovare la lucidità giusta, specialmente nei possessi finali, considerando l’ambiente ostile in cui si troveranno a giocare (il Garden ha una fame di Finals come nessun altro luogo al mondo in questo momento). E i Knicks cercheranno di sfruttare tutto questo per dare il colpo del KO cavalcando il solco già segnato in Texas, con una pallacanestro fisica e un attacco guidato dalle due stelle, Jalen Brunson (già perché c’è anche lui in questa serie, non dimentichiamo) e KAT, riferimento stabile contro il giocatore più discusso della serie.
Wembanyama ha già detto che userà gli errori di Gara 2 come carburante. La risposta, però, dovrà arrivare sul campo. Dopo due partite, il confronto ci suggerisce una considerazione molto semplice: il potenziale di Wembanyama resta enorme, ma nelle prime due gare delle Finals l’esperienza e l’efficienza di Towns hanno pesato di più.
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