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Tennis

ESCLUSIVA- Corrado Barazzutti sul movimento italiano e l’effetto Sinner

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foto IG Barazzutti e Fognini

Oggi ai nostri microfoni è intervenuto l’ex tennista italiano Corrado Barazzutti il quale è stato allenatore e capitano non giocatore della Coppa Davis, vincendo questo prestigioso trofeo da atleta nel 1976.

Le sue dichiarazioni

Ecco le parole di Barazzutti

Il tennis italiano sta vivendo un momento storico: qual è, secondo lei, il segreto di questa crescita?

Il Segreto di questa crescita è lo sviluppo sicuramente del progetto tennis in Italia, ma non solo grande merito va dato alle scuole di tennis.I maestri hanno lavorato molto bene e dirigenti appassionati che cercano e sono impegnati in maniera volontaria e gratuita che hanno fatto alzare la ricerca. Poi ci sono stati i grandi campioni e giocatori che hanno portato i nostri giovani verso questo sport. Un grande successo di un grande movimento di base che poi ogni tanto si trasforma con tanti campioni e ci fanno riconoscere come i più forti della nostra nazione”.

Guardando ai giovani italiani di oggi, vede qualche giocatore che le ricorda per atteggiamento o mentalità i campioni della sua generazione?

Questi sono pargoni difficili, posso dire solamente che i campioni del passato e del presente hanno caratteristiche che si riconoscono sempre e hanno delle similitudini”.

Da ex capitano di Coppa Davis, che emozioni ha provato nel vedere l’Italia tornare a vincere questo trofeo?

È una grande soddisfazione, vedere l’Italia che ha tantissimi campioni, perché in questo momento siamo una delle nazioni più forti del Mondo. Abbiamo una delle squadre che è la più forte del mondo per i prossimi anni. Con questa nuova formula avremmo quasi la possibilità di avere 3 squadre capaci di vincere la Davis. È un momento di superiorità e soddisfazione anche per me che in questi 20 anni ho lasciato qualche traccia da allenatore”.

A proposito di campioni come vede oggi la finale di Sinner secondo lei ci potrebbe essere qualche insidia?

Io credo che Sinner in questa finale sia assolutamente favorito, perché c’è un grosso divario tecnica e di qualità. Zverev è sicuramente un campione però non credo che abbia le armi sia fisicamente che tecnicamente per battere Sinner. Non so quante volte ha giocato contro e non ha mai vinto, ultimamente ha preso anche delle batoste importanti. Lui poi sull’erba non gioca nemmeno bene mentre per Jannik è un campo ottimo.L’unico che può battere Sinner in questo momento è Sinner”.

C’è un avversario che ha affrontato e che ancora oggi considera il più difficile della sua carriera?

Non c’era solo un giocatore che mi disturbava in campo, c’è ne erano tanti con i quali alcune volte ho vinto e altre perso. Mentre uno che non sono mai riuscito a battere è sicuramente Borg giocatore per me veramente peggiore da poter incontrare“.

Oggi giorno ogni giocatore sa giocare in più superfici, non ci sono più erbivori o terraioli. Lei cosa ne pensa di questo sviluppo?

Da quando ho iniziato io si giocava in diverse superfici come terra, eraba e campi più duri e veloci. Già allora ti dovevi saper adattare, poi i giocatori mantengono le proprie caratteristiche e qualità su determinati campi. Sono i slam che indicano le superfici che si giocano durante l’anno apparte Wimbledon che alcuni giocatori non fanno nemmeno la preparazione”.

Quale è la sua partita che ha giocato che si porta nel cuore?

Ci sono state tante partite, ad esempio una di queste è la finale che ho giocato a Nizza contro Jab Kodes che era uno dei migliori al mondo, che ho vinto al 5 set 12 a 10. Una volta le finali del torneo si giocavano fino al 5 set




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