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Atletica leggera

Elena Cambiolo e la doppietta da sogno agli Italiani Under 23: «Il divertimento verso la velocità è diventato un obiettivo, ora sogno la convocazione agli Europei»

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Elena Cambiolo e Andrea Rinaldi

Elena Cambiolo ha cambiato le carte in tavola agli ultimi Campionati Italiani Under 23 di atletica leggera. La portacolori dell’U.S. Quercia DAO Conad ha firmato una prestigiosa doppietta fra 100 e 200 metri trasformandosi in una sprinter dopo aver vinto fra gli juniores il titolo tricolore nei 400 metri. Una trasformazione compiuta grazie anche ad Andrea Rinaldi che ha seguito la 20enne di San Giovanni Ilarione in questo passaggio vincente come raccontato in un’intervista a Il Pertini Radio.

Come ci si sente a essere l’atleta più veloce d’Italia fra le Under 23?

Elena: Diciamo che lo sto metabolizzando in questi giorni. Subito, per la stanchezza e per la felicità, non ci credevo. Adesso ci sto credendo un po’ di più. È molto bello.

Se le avessero chiesto a inizio anno cosa volevi vincere, si sarebbe mai immaginata di completare questa doppietta a Molfetta?

E: No, anche perché fino a quest’inverno ero una quattrocentista. Già arrivare a fare i 100 e i 200 era qualcosa di nuovo; vincerli addirittura, assolutamente no.

Com’è avvenuto questo passaggio dai 400 metri alle distanze più brevi?

Andrea: L’anno scorso abbiamo fatto una stagione solo a metà, perché purtroppo Elena si è infortunata dopo aver vinto il titolo italiano indoor. Da lì abbiamo iniziato un percorso di riabilitazione lontano dalle gare. A dicembre abbiamo deciso di provare i 60 metri: Elena non li aveva praticamente mai corsi, se non da allieva, e li abbiamo affrontati serenamente, senza una preparazione specifica. Dopo aver corso in 7″53, che era il minimo per gli Assoluti, e poi in 7″49 nella finale di Modena, abbiamo pensato che fosse il caso di provare anche le distanze più brevi. Abbiamo comunque continuato la preparazione per i 400 durante la stagione indoor di categoria e poi ci siamo presentati agli Assoluti sui 60 metri. Lì abbiamo sbagliato la finale, chiudendo all’undicesimo posto, ma quell’esperienza ci ha dato ulteriore convinzione sulla scelta.

Quali differenze ci sono nella preparazione fra un 100 e un 400 metri?

A: Il nostro obiettivo principale è sviluppare la velocità, una qualità che Elena possiede già per natura. Ha sempre avuto una grande rapidità di passo. La differenza sostanziale è che il 400 richiede un allenamento molto più metabolico, mentre il 100 e il 200 sono focalizzati soprattutto sulla velocità pura. Anche quando preparavamo il 400 non abbiamo mai trascurato il lavoro di velocità. Semplicemente quest’anno abbiamo spostato il focus sulla velocità breve, riducendo invece il lavoro sulla resistenza specifica.

Quando ha deciso di investire sulla velocità?

E: In realtà mi alleno con ragazzi che sono principalmente velocisti. Complice anche il gruppo e il fatto che durante la stagione indoor avevamo un weekend “jolly”, abbiamo deciso di fare questo 60 metri quasi per divertimento. Poi il divertimento è diventato un obiettivo vero e proprio.

Su quali aspetti vorrebbe migliorare?

E:Per ora la mia partenza non è ancora il mio punto forte. Aver fatto i 400 mi permette di correre molto bene la parte finale della gara e sfruttare il mio lanciato. Inoltre, in questi Campionati Italiani mi ha aiutata a gestire tutti i turni: sono stati quattro turni corsi comunque ad alto livello e la resistenza acquisita sui 400 ha sicuramente fatto la differenza.

Come state lavorando sulle partenze?

A: Per le partenze mi sto facendo aiutare anche da un mio atleta, Alberto Carvagioni, ormai nella categoria Master. Mi dà una mano nell’osservare Elena mentre io seguo tutto il gruppo. Ovviamente il lavoro è sempre coordinato da me. I miglioramenti si sono già visti. A Modena, quando ha corso in 11″63, la partenza era ancora molto lenta. A Molfetta, soprattutto nei 200 metri, la partenza è stata decisamente migliore. C’è stato un miglioramento sia dal punto di vista tecnico sia della condizione fisica. Nei 100 metri siamo stati penalizzati anche dal vento contrario. Elena è una ragazza leggera e con vento contro diventa fondamentale uscire molto forte dai blocchi. Su questo stiamo lavorando tanto.

Come si è sentita nel competere con atlete di alto livello?

E: Una delle cose più belle dell’atletica è che ci si conosce tutti. C’è rispetto, amicizia e ci si sostiene anche nei momenti difficili. Sapevo di avere avversarie molto forti, ma sono stata felice di festeggiare insieme a loro e vedere il sorriso anche sui loro volti. È un aspetto dell’atletica che mi piace tantissimo.

Come riesce a gareggiare con indosso gli occhiali ?

E: In realtà non mi danno fastidio. Solo d’estate, in allenamento, con il sudore tendono a scivolare. In gara invece non ho mai avuto problemi, nemmeno in partenza. Quest’anno ho iniziato anche a usare le lenti a contatto in allenamento, ma durante le prove di velocità sento che si spostano e mi danno fastidio. Credo sia semplicemente questione di abitudine. Magari in futuro correrò anche con le lenti.

Su cosa vi concentrerete ora?

A: Intanto pensiamo alla prossima gara, i 200 metri dei Campionati Italiani Assoluti. Da lì potranno aprirsi tante opportunità: meeting, eventuali convocazioni e così via. Noi continuiamo a lavorare nel nostro campo di San Bonifacio, in provincia di Verona, con il supporto dell’Atletica Quercia. Il prossimo obiettivo importante sarà il Palio della Quercia e poi, probabilmente, un’altra gara a inizio settembre. Dopo ci sarà una meritata vacanza. È stata una stagione lunghissima e soprattutto non programmata. Non pensavamo assolutamente di arrivare a questi livelli. Siamo partiti da un 7″47 sui 60 metri e ci siamo ritrovati a costruire una stagione davvero straordinaria.

Esiste la possibilità di essere convocata per gli Europei in programma a Birmingham?

E: Speriamo che arrivi. Sarebbe un’esperienza bellissima. Essendo ancora giovane non è detto che poi riesca anche a gareggiare, ma vivere quell’ambiente e vedere da vicino l’atletica dei grandi sarebbe comunque qualcosa di speciale.

L’ha impressionata la prestazione di Kelly Doualla agli Europei Under 18?

E: Vedere gli altri fare bene mi emoziona tantissimo. Anzi, a volte mi emoziono quasi più per gli altri che per me stessa. Kelly è sicuramente uno stimolo. Cercherò di “rubarle” la partenza e il tempo di reazione. Ho anche avuto la fortuna di condividere con lei alcuni raduni giovanili e sono davvero felice per quello che sta facendo. Spero che un giorno potremo anche gareggiare insieme.

Tornerete sui 400 in futuro?

A: Dipenderà da lei. Con i risultati che sta ottenendo nei 100 e nei 200 è giusto continuare su questa strada, ma io sono ancora curioso di capire quale possa essere il suo vero valore sui 400. Quest’anno ne ha corso solo uno ai CDS regionali, ma con condizioni proibitive e vento contrario. Quel tempo non rispecchia assolutamente il suo valore. Magari in un meeting potremmo provarci senza pressioni e vedere cosa succede. Alla fine, però, è Elena che corre e sarà lei a decidere.

Qual è il suo sogno?

E: Non sono una persona che guarda troppo avanti, anche per scaramanzia. Il primo obiettivo è scendere sotto i 23 secondi nei 200 metri e vedere finalmente quel “22” davanti al tempo. Poi spero di andare a Birmingham e, in generale, di poter vivere ancora tantissime esperienze nell’atletica.




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