Atletica leggera
Francesca Mentasti e la rinascita grazie all’atletica leggera: “Il titolo Under 23 nei 3000 siepi è stata una liberazione dopo anni dentro e fuori gli ospedali. L’oro assoluto? Perché no?”
Francesca Mentasti ha una forza di volontà fuori dal comune. La 22enne varesina ha dovuto combattere per anni con una fistola al collo che ha caratterizzato la sua adolescenza, impedendole di affrontare l’attività sportiva in maniera tranquilla.
La portacolori della Pro Sesto Atletica Cernusco non si è mai arresa e, dopo una lunga serie di operazioni, il 12 novembre 2024 è riuscita finalmente a risolvere l’annoso problema. Ora Mentasti può allenarsi tranquillamente conquistando il titolo nazionale Under 23 nei 3000 metri siepi e partecipando agli Europei di categoria.
Francesca non si è fermata lì e, dopo aver scelto una delle specialità più complicate, punta a nuovi obiettivi.
Cos’ha vissuto sin da bambina?
Come ho raccontato anche nel Progetto Talento, sono nata con una malformazione congenita che per molto tempo i medici non sono riusciti a diagnosticare. Per nove lunghi anni sono stata continuamente dentro e fuori dagli ospedali. Questo ha inciso molto anche sul mio percorso sportivo, perché i continui stop rendevano difficile allenarmi con continuità e i risultati erano inevitabilmente condizionati.
Quanto l’ha aiutata l’atletica leggera per ripartire dopo le difficoltà incontrare a livello fisico?
L’atletica mi ha aiutato tantissimo perché è stata l’occasione per riscattarmi dopo tutte le difficoltà che ho affrontato. Quando ti ritrovi costretta a fermarti e ti viene tolto ciò che ami fare, non è semplice. L’atletica mi ha dato la possibilità di pormi piccoli obiettivi, preparare le gare e dimostrare, prima di tutto a me stessa, che c’ero ancora. Il problema, localizzato al collo, mi provocava difficoltà respiratorie e di deglutizione. In quei nove anni ho affrontato cinque interventi chirurgici e numerosi ricoveri. Dal punto di vista sportivo è stato molto penalizzante, ma mentalmente è stata anche una grande scuola di vita: mi ha insegnato ad affrontare le difficoltà e ad arrivare in pista con ancora più determinazione e voglia di riscattarmi.
Perché ha scelto i 3.000 metri siepi?
Perché rappresentano perfettamente il mio percorso. Ormai sono abituata ad affrontare gli ostacoli e, in confronto a quello che ho vissuto in nove anni, i 35 ostacoli di una gara sono davvero poca cosa.
Vincere il titolo italiano Under 23 è stata una liberazione?
Sì, assolutamente. Conquistare il titolo italiano Under 23 è stata una grandissima soddisfazione e, adesso, perché non sognare anche il titolo assoluto? Non mi sembra più un obiettivo così irraggiungibile.
C’è anche la speranza di puntare agli Europei di Birmingham e ai Giochi del Mediterraneo, oppure ci sono altri obiettivi per questa stagione?
Sarebbe una grandissima soddisfazione. All’inizio della stagione outdoor ho cambiato guida tecnica e, dopo nove anni con lo stesso allenatore, non è stato semplice. Quando si cambia è sempre un’incognita e serve tempo per trovare i giusti equilibri. Naturalmente mi piacerebbe raggiungere traguardi importanti, ma preferisco concentrarmi sul lavoro quotidiano e lasciare che i risultati arrivino come conseguenza del percorso.
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