NBA
I Milwaukee Bucks hanno offerto a Gary Trent Jr un contratto senza senso
Gary Trent Jr. resta ai Milwaukee Bucks con un contratto da 64 milioni di dollari in quattro anni, che ha fatto storcere il naso a tanti. Il punto centrale è il valore dell’accordo: Trent, guardia di 27 anni, ha chiuso l’ultima stagione a 8.1 punti di media, con un ruolo visibilmente ridimensionato e ben lontano rispetto al giocatore visto negli anni migliori tra Portland, Toronto e la stessa Milwaukee.
Gary Trent Jr. firma con i Bucks
I Milwaukee Bucks hanno scelto di trattenere Gary Trent Jr. utilizzando gli Early Bird Rights, una eccezione del salary cap che ha permesso alla franchigia di offrire un contratto superiore rispetto alle eccezioni salariali standard. L’accordo vale 64 milioni complessivi, tutti garantiti, e porta il giocatore a un salto economico molto rilevante rispetto agli ultimi contratti firmati (basti pensare che in otto anni di onesta carriera NBA, il prodotto di Duke ha guadagnato poco più di 62 milioni di dollari).
Trent era arrivato ai Bucks nell’estate 2024 con un accordo al minimo salariale. Nel 2025 aveva poi accettato un biennale da 7.6 milioni complessivi con player option, ancora una volta sotto il valore che molti osservatori gli attribuivano in quel momento. La nuova firma però ribalta il quadro facendone cambiare la percezione: da riserva quasi sottopagata a uno dei contratti più discussi dell’estate.
Il contesto rende la scelta ancora più particolare. I Bucks hanno ceduto Antetokounmpo a Miami e hanno ricevuto un pacchetto con Tyler Herro, Jaime Jaquez Jr., Kel’el Ware e Kasparas Jakucionis, oltre a scelte future. Nel roster ci sono già diverse guardie e creatori dal pallegio come Herro, Ryan Rollins, AJ Green, Kevin Porter Jr., Caris LeVert e il rookie Brayden Burries. La scelta di puntare nuovamente su Trent per di più a quelle cifre è molto difficile da giustificare
Il senso della firma per Trent e il non-senso per Milwaukee
Dal punto di vista del giocatore, il contratto è un successo, non ci sono dubbi. Trent ottiene una vagonata di soldi garantiti e una posizione contrattuale forte dopo una stagione in calo, nella quale ha perso spazio e ha tirato abbondantemente sotto media da tre punti (36% contro quasi il 40% nelle stagioni precedenti).
Per i Bucks, invece, dare un senso all’accordo è veramente complicato. È un’operazione difficile da spiegare in termini logici. Per molti addetti ai lavori, Trent era poco più di un giocatore da minimo salariale, altri invece – con una punta di malignità tutt’altro che ingiustificata – hanno sottolineato come la NBA potrebbe valutare il caso come un possibile aggiramento del salary cap. In teoria, una squadra non può accordarsi con un giocatore per firmare prima un contratto al ribasso con la promessa implicita di essere ricompensato in seguito con un accordo molto più ricco. Il sospetto nasce proprio dal passaggio da uno stipendio al minimo a un quadriennale così ricco e completamente garantito. Ci sono tutti i presupposti per far pensare a un’intesa sotto banco tra le parti, pratica vietata dal contratto collettivo.
Dimostrarlo sarà molto complicato. Le cifre però sono ormai a bilancio: i Bucks hanno impegnato 64 milioni su un giocatore reduce dalla peggior stagione recente, in un mercato in cui molti veterani di livello hanno faticato a ottenere soldi garantiti.
Chiaro che l’innalzamento annuale del cap, alleggerirà sempre di più l’impatto in percentuale della firma, però rimane una mossa poco sensata e, al momento, uno dei contratti più discussi della nuova Milwaukee post-Giannis.
Per tutte le altre news sul mondo NBA: https://www.oggisportnotizie.it/category/basket/nba/
SEGUICI ANCHE SU: Instagram @oggisport | X OggiSportNotiz2 | Facebook @oggisportnotizie | Telegram OggiSportNotizie | Youtube @oggisportnotizie | Twitch OggiSportNotizie | Bluesky @oggisportnotizie.bsky.social | Threads @oggisport




