Mondiali
Il Messico convince ancora: Ecuador ko, la favola continua
Il Messico continua a crescere e a convincere e dopo aver chiuso il girone a punteggio pieno e senza subire reti, la squadra di Javier Aguirre supera anche il primo vero banco di prova della fase a eliminazione diretta, liquidando l’Ecuador con una prestazione di grande personalità. I padroni di casa non accusano il peso delle aspettative e trasformano l’entusiasmo dell’Azteca in un’arma in più, dominando la sfida fin dai primi minuti. Il temporale che aveva ritardato il calcio d’inizio dura quasi più della resistenza degli avversari, travolti dall’intensità messicana. Ora all’orizzonte c’è un ottavo di finale che potrebbe essere contro l’Inghilterra, ma con questa organizzazione e questa fiducia il Messico può guardare avanti senza timori.
Intensità, qualità e cinismo
L’approccio della nazionale di Aguirre è feroce. Pressione alta, ritmo elevato e continui movimenti senza palla impediscono all’Ecuador di trovare riferimenti. In mezzo al campo brilla ancora il talento del diciassettenne Gilberto Mora, sempre più protagonista del torneo. L’unico vero brivido arriva su una conclusione di Yeboah, respinta sul palo dall’ottimo Rangel. È un episodio isolato, perché subito dopo il Messico riprende il controllo della gara e colpisce sfruttando alla perfezione la linea difensiva altissima voluta da Beccacece. Quinones attacca lo spazio partendo dalla propria metà campo, sfugge al fuorigioco e firma il suo terzo gol nel torneo, premiando una lettura perfetta della situazione.
Jimenez chiude i conti
Sospinto dal pubblico dell’Azteca, il Messico continua ad attaccare e trova rapidamente anche il raddoppio. Un errore in impostazione di Ordonez spalanca la strada a Raul Jimenez, che dialoga con Quinones e conclude con precisione sotto l’incrocio. Una rete dal sapore speciale per l’attaccante, tornato protagonista dopo il gravissimo infortunio alla testa subito nel 2020 e nel giorno del suo ritorno al Wolverhampton. L’Ecuador prova a reagire affidandosi soprattutto a Moises Caicedo e alle iniziative di Yeboah, ma senza riuscire davvero a riaprire la partita. Nemmeno i cambi di Beccacece modificano l’inerzia dell’incontro: il Messico abbassa il baricentro con ordine, concede pochissimo e porta a casa un altro successo senza subire gol, confermando una solidità difensiva che, fin qui, rappresenta il suo marchio di fabbrica.
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