Calciomercato
Roma, adesso è l’ora di accelerare sul mercato
L’ingaggio di Çelik da parte della Juventus è arrivato al termine di una vicenda che, negli ultimi sei mesi, ha assunto i contorni della telenovela. Un rinnovo che sembrava impossibile a gennaio era diventato certo pochi giorni fa, fino all’incredibile voltafaccia di giovedì sera, quando il terzino ha salutato tutti sui social ed è stato annunciato dai bianconeri.
Se dal punto di vista tecnico e dell’ingaggio richiesto si tratta di una partenza che non fa disperare, ciò che preoccupa è l’eccessiva lentezza di una sessione che stenta a partire. A questo punto, anche in virtù dei buchi lasciati all’interno della rosa, la Roma deve accelerare sul mercato.
Cosa significa la partenza di Çelik dal punto di vista tattico
Il rendimento di Çelik, nei suoi quattro anni a Roma, è stato carico di alti e bassi. Arrivato nell’estate del 2022 dopo aver vinto la Ligue 1 ed esordito in Champions con il Lille, l’allora DS giallorosso Tiago Pinto l’aveva acquistato per poco più di 7 milioni nel tentativo di rinforzare la catena di destra dell’organico a disposizione di Mourinho, mai troppo entusiasta dell’allora titolare Karsdorp.
Nei suoi primi due anni, gli intenti non sono corrisposti al reale rendimento del giocatore: pur titolare nella drammatica notte (sportivamente parlando) di Budapest, di fatto era finito nelle gerarchie dietro anche a uno Zalewski dirottato a destra, mentre nell’anno seguente, pur rivelatosi un ottimo “Leão-stopper” in Europa League, il suo impiego era calato anche in ragione di un mercato estivo che aveva portato a Roma un ulteriore terzino destro, Kristensen.
La rinascita è arrivata come braccetto con Ranieri e come esterno a tutta fascia con Gasperini, trovando continuità di impiego e prestazioni e, addirittura, facendo rimpiangere amaramente la sua assenza in quel di Bilbao, quando il suo infortunio e l’utilizzo di Hummels si rivelarono decisivi per l’eliminazione giallorossa in coppa.
Proprio la sua duttilità è il vero vulnus dato dalla sua cessione: oggi la Roma ha appena tre terzini (contro i cinque della scorsa stagione) e, soprattutto, perde un’alternativa per la difesa a tre. Un problema non di poco conto, considerata la scarsa esperienza di Ghilardi e Ziółkowski e la qualificazione alla Champions League. Al netto delle richieste di ingaggio piuttosto alte, oggi i giallorossi dovrebbero acquistare due giocatori per rimpiazzarlo.
Il mercato della Roma deve accelerare
E qua c’è il problema principale: il mercato in entrata della Roma è fermo, occorre fare qualcosa e, a questo punto, anche in fretta. Era già previsto che D’Amico acquistasse un titolare nel ruolo, ma, al netto dell’ottimo finale di stagione di Rensch e con i dubbi legati all’utilizzo di Angeliño, è possibile che servano due acquisti.
Tra l’altro, i rumors più recenti parlando di una frenata nella trattativa con lo Strasburgo per l’acquisto del belga Diego Moreira, esterno mancino a tutta fascia e primo obiettivo nel ruolo, che permetterebbe a Wesley di tornare sulla fascia destra (quella, per l’appunto, presidiata da Çelik nella scorsa stagione). Gli altri nomi circolati rimandano a Dodô, Nahuel Molina o Davide Zappacosta, tutti calciatori che aumenterebbero la qualità offensiva ma senza la duttilità del turco.
Se è vero che i paletti del settlement agreement hanno spesso reso l’inizio del mercato piuttosto lento (l’anno scorso il primo acquisto fu ufficializzato il 18 luglio), quest’anno la sensazione è di un ritardo ancora più netto, figlio di un’incertezza che nella stagione passata era stata meno sistematica: se per alcuni ruoli la società ha brancolato nel buio, negli altri gli obiettivi (Wesley per la fascia, uno tra Ríos ed El Aynaoui per la mediana) erano molto più definiti.
Cosa manca oggi alla squadra di Gasperini
Al momento del raduno, la Roma si è presentata con 18 giocatori di movimento, di cui cinque esuberi. Dal Mondiale torneranno, a questo punto, solo quattro giocatori e il futuro di due di loro, nello specifico Salah-Eddine e Koné, è molto incerto. Ad oggi i giallorossi dovranno tornare sul mercato per acquistare un difensore e un esterno a tutta fascia in più (a meno di non confermare Salah-Eddine), oltre ai bisogni che erano già chiari ed esplicitati anche dalle trattative che D’Amico ha già abbozzato.
Per il ruolo di vice-Malen, il preferito è Nicolò Tresoldi: l’attaccante italo-tedesco, in forza al Bruges, partirà quasi certamente verso campionati più probanti e i giallorossi sono tra le pretendenti più accreditate, al pari di Borussia Dortmund e Atlético Madrid. Ad oggi poco percorribile la strada della conferma di Vaz e Dovbyk, non apprezzatissimi da Gasperini.
Già detto dei “quinti”, il grande rebus riguarda gli esterni offensivi che giocheranno alle spalle di Malen. Conclusa la scorsa stagione con sei giocatori nel ruolo, oggi la Roma ne ha solo due: il rinnovato Dybala, con tutte le incertezze fisiche del caso, e Soulé, la cui permanenza appare tutt’altro che certa. Pellegrini è in attesa di un rinnovo ma, in ogni caso, è lecito aspettarsi due colpi.
Tramontato Greenwood, il preferito sembra Crysencio Summerville, ma gli alti costi, soprattutto in termini di ingaggio, rendono la trattativa molto complicata. Alejandro Garnacho piace, ma il Chelsea non apre al prestito e la Roma non sembra convinta del suo valore alle cifre richieste. Nelle ultime ore è tornato alla ribalta il nome di Mika Godts, giovanissimo e con grandi margini di crescita. Insomma, l’incertezza regna sovrana.
Senza contare che, in caso di partenza di Koné, la Roma dovrà necessariamente rinforzare anche la mediana, un reparto che già oggi appare ridotto numericamente ai minimi termini. A poco più di un mese dall’inizio del campionato e a un mese e mezzo dal termine della sessione, il cantiere è appena stato aperto e qualche mugugno inizia a sentirsi.
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